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ne parliamo con Pellici - servizi on line
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Andrea Pellicini,
Assessore al Lavoro e Formazione Professionale - Provincia di Varese

Accessibilità dei siti web: nonostante una diffusa consapevolezza, si registra un complessivo ritardo delle amministrazioni pubbliche a mettersi in linea con le raccomandazioni a livello Europeo. Più un fatto di cultura o piuttosto oggettive difficoltà organizzative?
  In questo campo gli aspetti culturali si uniscono a quelli organizzativi.
All’interno delle amministrazioni pubbliche sta crescendo l’attenzione ai temi legati comunicazione, proprio perché in un contesto come quello attuale, dove i servizi pubblici sono sempre più in competizione con i servizi privati, il saper informare in maniera tempestiva i cittadini sulle proprie iniziative diventa un fattore di successo.
Se fare comunicazione, anche tramite internet, è quindi ormai un imperativo entrato anche nella cultura delle pubbliche amministrazioni scontiamo una visione più generale che fino ad oggi ha privilegiato nella progettazione dei siti la ricerca di un’immagine accattivante, a volte anche a discapito dell’accessibilità.
A questo si aggiunge la mancanza di figure professionali, sia interne all’ente sia esterne, preparate oltre che sugli aspetti tecnici legati all’ideazione e alla realizzazione di un sito, anche sul tema dell’accessibilità.
Qual è il punto di partenza: in altre parole, allo stato attuale, in quanti e quali modi una persona con disabilità è emarginato?
  Una persona disabile può essere emarginata in vari modi, ma il grado di emarginazione non è legato solamente al tipo e al grado di disabilità, quanto alla capacità del contesto in cui la persona è inserita di offrire tutti i supporti necessari a ridurre la sua situazione di svantaggio.
Gli ausili tecnologici diventano quindi un presupposto indispensabile per tradurre una situazione potenzialmente di svantaggio totale in una condizione dove lo svantaggio è ridotto e la persona può recuperare la sua autonomia.
Internet in questo senso è un aiuto prezioso, purché l’accesso anche a questo spazio, per quanto virtuale, sia senza barriere.
Siamo però consapevoli che la tecnologia è solo una delle risorse a disposizione, che si inserisce in un quadro più ampio dove il supporto agli utenti deve essere ispirato da una logica di “multicanalità” dove centrale rimane sempre il rapporto diretto con gli operatori dei singoli servizi.
Tra le varie azioni previste dal progetto abbiamo quindi voluto anche prevedere la realizzazione di una guida ai servizi per le persone disabili presenti sul territorio che metterà in evidenza con un linguaggio semplice i servizi per il lavoro, la formazione, la salute e la previdenza presenti sul territorio e le relative modalità di accesso, proprio per consentire ad ognuno di scegliere la modalità di comunicazione che maggiormente risponde alle proprie esigenze
Pensiamo infatti che il valore aggiunto della relazione può essere incrementato, ma non sostituito né dalla tecnologia né da altri strumenti.
Il rapporto con la tecnologia, soprattutto quella dell’informazione e della comunicazione, è un po’ conflittuale per tutti, perlomeno agli esordi: le nuove soluzioni di accessibilità risolvono problemi indotti dall’uso diffuso della tecnologia o partono da problemi di emarginazione che pre-esistono rispetto ad essa?
  L’attuale dibattito sul tema dell’accessibilità è sicuramente stimolato dalla crescente attenzione all’integrazione sociale e lavorativa delle persone disabili, ancora più significativa in un questo anno che l’Unione Europea ha voluto dedicare alle persone disabili.
Siamo però consapevoli che da questo processo deriveranno benefici per tutti le persone che si avvicinano ad internet, anche per chi ha una scarsa familiarità con la tecnologia, che potrà così accedere più facilmente alle risorse presenti in rete.
Cosa vuol dire innanzitutto “sito accessibile”?
  Un sito accessibile è un sito che ha caratteristiche tecniche tali da consentire una facile visualizzazione e interazione da parte degli utenti qualunque siano i supporti tecnici a loro disposizione.
A questo si aggiunge la necessità di costruire siti che rispondano anche ai criteri della “web usability”, che abbiano cioè una struttura che consenta una facile navigazione, in cui le informazioni siano presentate con un linguaggio chiaro e comprensibile e che siano realizzati con una particolare attenzione all’interazione tra contenuti e aspetti grafici.
Principi validi per garantire non solo l’accessibilità alle persone disabili, ma una buona fruizione a tutti gli utenti di internet.
Un buon progetto nasce innanzitutto dall’ascolto dell’esigenza da soddisfare: che tipo di indagine conoscitiva – se è stata fatta – ha condizionato il Vostro percorso progettuale?
  Il nostro progetto nasce dall’ascolto costante degli utenti e degli operatori del sistema.
Le domande più frequenti rivolte ai diversi enti che aderiscono al progetto “Integr@zioni” sono state il punto di partenza per capire i bisogni informativi di questa particolare categoria di utenza.
A questo si è aggiunta l’esigenza più volte espressa dai numerosi enti che hanno aderito al progetto di attivare dei raccordi, in modo tale da sviluppare azioni sinergiche tra tutti i soggetti che a vario titolo operano in questo ambito.
La realizzazione del portale è infatti solo una delle azioni previste dal progetto, che ha come obiettivo centrale quello di creare una rete tra i diversi soggetti che operano sul territorio per offrire agli utenti dei servizi integrati.
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha indicato differenti tipologie di disabilità che comportano, ovviamente, differenti problemi di accesso. Nel progettare e realizzare un sito web accessibile a quali forme di disabilità avete innanzitutto pensato?
  Nel progettare il nostro portale, la cui realizzazione sarà garantita dall’Azienda Sanitaria Locale di Varese, di cui colgo l’occasione per ringraziare il Direttore Generale, Dott. Zeli, abbiamo pensato principalmente alle persone con disabilità visive, uditive e cognitive, che a loro volta si possono tradurre in diversi livelli di difficoltà di accesso
Non ci siamo però voluti limitare solo a queste particolari categorie di utilizzatori, ma abbiamo voluto ispirarci ad una logica di “accessibilità universale”
Verrà infatti posta attenzione al fatto che tutte le persone che accedono ad internet, quindi anche chi dispone di tecnologie “pregresse”, possa fruire al meglio dei servizi offerti dal portale.
C’è un progetto di Legge – Campa-Palmieri – di cui si discute molto sull’accesso ai servizi pubblici per persone con differenti livelli di abilità: in un Paese dove tutto parte innanzitutto dalla regolamentazione normativa, una legge sarà in grado di scuotere le amministrazioni da questo stato di inerzia?
  Una normativa che regolamenti questi aspetti costituisce in ogni caso un buon trampolino di lancio per stimolare tutte le amministrazioni a porre attenzione a questi aspetti.
Sarà così possibile sviluppare uno standard minimo comune, che non impedirà agli enti più attenti a questi aspetti di procedere ulteriormente su questo percorso per raggiungere dei veri e propri punti di eccellenza
Chi, oltre alle Pubbliche Amministrazioni, deve sentirsi investito dal compito di promuovere, sollecitare, investire in accessibilità?
 
Sviluppare l’accessibilità significa sollecitare un coinvolgimento attivo di molteplici soggetti.
In primo luogo le persone disabili e le associazioni che le rappresentano, che devono fornire un ritorno costante sulle iniziative attuate, dando le giuste indicazioni per rendere i siti sempre più rispondenti alle loro esigenze, non solo in termini tecnici, ma anche di contenuti informativi.
E’ poi necessaria una maggiore attenzione da parte del mondo della formazione e dell’istruzione, che deve essere in grado di preparare professionisti che abbiano le necessarie conoscenze per fornire un adeguato supporto ad enti pubblici e aziende private per sviluppare l’accessibilità.
Fondamentale è infatti il diretto coinvolgimento del mondo della comunicazione nelle sue diverse articolazioni. Chi quotidianamente opera in questo ambito deve infatti essere il primo promotore di una nuova cultura della comunicazione su web.

 

 
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