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ATTENZIONE: gli articoli privi di data in queste pagine, fanno riferimento a documenti precedenti al 2007
Andrea Pellicini,
Assessore al Lavoro e Formazione Professionale - Provincia di Varese
Accessibilità dei siti web: nonostante una diffusa consapevolezza,
si registra un complessivo ritardo delle amministrazioni pubbliche a mettersi
in linea con le raccomandazioni a livello Europeo. Più un fatto di
cultura o piuttosto oggettive difficoltà organizzative?
In questo campo gli aspetti culturali si uniscono a quelli organizzativi.
All’interno delle amministrazioni pubbliche sta crescendo l’attenzione
ai temi legati comunicazione, proprio perché in un contesto come
quello attuale, dove i servizi pubblici sono sempre più in competizione
con i servizi privati, il saper informare in maniera tempestiva i cittadini
sulle proprie iniziative diventa un fattore di successo.
Se fare comunicazione, anche tramite internet, è quindi ormai un
imperativo entrato anche nella cultura delle pubbliche amministrazioni scontiamo
una visione più generale che fino ad oggi ha privilegiato nella progettazione
dei siti la ricerca di un’immagine accattivante, a volte anche a discapito
dell’accessibilità.
A questo si aggiunge la mancanza di figure professionali, sia interne all’ente
sia esterne, preparate oltre che sugli aspetti tecnici legati all’ideazione
e alla realizzazione di un sito, anche sul tema dell’accessibilità.
Qual
è il punto di partenza: in altre parole, allo stato attuale, in quanti
e quali modi una persona con disabilità è emarginato?
Una persona disabile può essere emarginata in vari modi, ma il grado
di emarginazione non è legato solamente al tipo e al grado di disabilità,
quanto alla capacità del contesto in cui la persona è inserita
di offrire tutti i supporti necessari a ridurre la sua situazione di svantaggio.
Gli ausili tecnologici diventano quindi un presupposto indispensabile per
tradurre una situazione potenzialmente di svantaggio totale in una condizione
dove lo svantaggio è ridotto e la persona può recuperare la
sua autonomia.
Internet in questo senso è un aiuto prezioso, purché l’accesso
anche a questo spazio, per quanto virtuale, sia senza barriere.
Siamo però consapevoli che la tecnologia è solo una delle
risorse a disposizione, che si inserisce in un quadro più ampio dove
il supporto agli utenti deve essere ispirato da una logica di “multicanalità”
dove centrale rimane sempre il rapporto diretto con gli operatori dei singoli
servizi.
Tra le varie azioni previste dal progetto abbiamo quindi voluto anche prevedere
la realizzazione di una guida ai servizi per le persone disabili presenti
sul territorio che metterà in evidenza con un linguaggio semplice
i servizi per il lavoro, la formazione, la salute e la previdenza presenti
sul territorio e le relative modalità di accesso, proprio per consentire
ad ognuno di scegliere la modalità di comunicazione che maggiormente
risponde alle proprie esigenze
Pensiamo infatti che il valore aggiunto della relazione può essere
incrementato, ma non sostituito né dalla tecnologia né da
altri strumenti.
Il rapporto con la tecnologia, soprattutto quella dell’informazione
e della comunicazione, è un po’ conflittuale per tutti, perlomeno
agli esordi: le nuove soluzioni di accessibilità risolvono problemi
indotti dall’uso diffuso della tecnologia o partono da problemi di
emarginazione che pre-esistono rispetto ad essa?
L’attuale dibattito sul tema dell’accessibilità è
sicuramente stimolato dalla crescente attenzione all’integrazione
sociale e lavorativa delle persone disabili, ancora più significativa
in un questo anno che l’Unione Europea ha voluto dedicare alle persone
disabili.
Siamo però consapevoli che da questo processo deriveranno benefici
per tutti le persone che si avvicinano ad internet, anche per chi ha una
scarsa familiarità con la tecnologia, che potrà così
accedere più facilmente alle risorse presenti in rete.
Cosa
vuol dire innanzitutto “sito accessibile”?
Un sito accessibile è un sito che ha caratteristiche tecniche tali
da consentire una facile visualizzazione e interazione da parte degli utenti
qualunque siano i supporti tecnici a loro disposizione.
A questo si aggiunge la necessità di costruire siti che rispondano
anche ai criteri della “web usability”, che abbiano cioè
una struttura che consenta una facile navigazione, in cui le informazioni
siano presentate con un linguaggio chiaro e comprensibile e che siano realizzati
con una particolare attenzione all’interazione tra contenuti e aspetti
grafici.
Principi validi per garantire non solo l’accessibilità alle
persone disabili, ma una buona fruizione a tutti gli utenti di internet.
Un
buon progetto nasce innanzitutto dall’ascolto dell’esigenza
da soddisfare: che tipo di indagine conoscitiva – se è stata
fatta – ha condizionato il Vostro percorso progettuale?
Il nostro progetto nasce dall’ascolto costante degli utenti e degli
operatori del sistema.
Le domande più frequenti rivolte ai diversi enti che aderiscono al
progetto “Integr@zioni” sono state il punto di partenza per
capire i bisogni informativi di questa particolare categoria di utenza.
A questo si è aggiunta l’esigenza più volte espressa
dai numerosi enti che hanno aderito al progetto di attivare dei raccordi,
in modo tale da sviluppare azioni sinergiche tra tutti i soggetti che a
vario titolo operano in questo ambito.
La realizzazione del portale è infatti solo una delle azioni previste
dal progetto, che ha come obiettivo centrale quello di creare una rete tra
i diversi soggetti che operano sul territorio per offrire agli utenti dei
servizi integrati.
L’Organizzazione
Mondiale della Sanità ha indicato differenti tipologie di disabilità
che comportano, ovviamente, differenti problemi di accesso. Nel progettare
e realizzare un sito web accessibile a quali forme di disabilità
avete innanzitutto pensato?
Nel progettare il nostro portale, la cui realizzazione sarà garantita
dall’Azienda Sanitaria Locale di Varese, di cui colgo l’occasione
per ringraziare il Direttore Generale, Dott. Zeli, abbiamo pensato principalmente
alle persone con disabilità visive, uditive e cognitive, che a loro
volta si possono tradurre in diversi livelli di difficoltà di accesso
Non ci siamo però voluti limitare solo a queste particolari categorie
di utilizzatori, ma abbiamo voluto ispirarci ad una logica di “accessibilità
universale”
Verrà infatti posta attenzione al fatto che tutte le persone che
accedono ad internet, quindi anche chi dispone di tecnologie “pregresse”,
possa fruire al meglio dei servizi offerti dal portale.
C’è
un progetto di Legge – Campa-Palmieri – di cui si discute molto
sull’accesso ai servizi pubblici per persone con differenti livelli
di abilità: in un Paese dove tutto parte innanzitutto dalla regolamentazione
normativa, una legge sarà in grado di scuotere le amministrazioni
da questo stato di inerzia?
Una normativa che regolamenti questi aspetti costituisce in ogni caso un
buon trampolino di lancio per stimolare tutte le amministrazioni a porre
attenzione a questi aspetti.
Sarà così possibile sviluppare uno standard minimo comune,
che non impedirà agli enti più attenti a questi aspetti di
procedere ulteriormente su questo percorso per raggiungere dei veri e propri
punti di eccellenza
Chi,
oltre alle Pubbliche Amministrazioni, deve sentirsi investito dal compito
di promuovere, sollecitare, investire in accessibilità?
Sviluppare l’accessibilità significa sollecitare un coinvolgimento
attivo di molteplici soggetti.
In primo luogo le persone disabili e le associazioni che le rappresentano,
che devono fornire un ritorno costante sulle iniziative attuate, dando le
giuste indicazioni per rendere i siti sempre più rispondenti alle
loro esigenze, non solo in termini tecnici, ma anche di contenuti informativi.
E’ poi necessaria una maggiore attenzione da parte del mondo della
formazione e dell’istruzione, che deve essere in grado di preparare
professionisti che abbiano le necessarie conoscenze per fornire un adeguato
supporto ad enti pubblici e aziende private per sviluppare l’accessibilità.
Fondamentale è infatti il diretto coinvolgimento del mondo della
comunicazione nelle sue diverse articolazioni. Chi quotidianamente opera
in questo ambito deve infatti essere il primo promotore di una nuova cultura
della comunicazione su web.
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