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ne
parliamo con
Claudio
Villa - Responsabile
del progetto per il Comune di Fermo |
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| Parliamo
del Progetto e da che cosa è scaturito? |
È scaturito dall’occasione creatasi con il piano e-gov. È
un progetto che si rivolge e si confronta con la realtà comunale,
una realtà che è di front-end con il cittadino. Dal quotidiano
confronto con l’utente finale emergono per tutti i Comuni delle problematiche
la cui soluzione deve essere ricercata all’interno dell’Ente
stesso. Il nostro progetto prevede che ogni Ente, pur avendo a disposizione
uno strumento standard, possa mettere a punto una risposta personalizzata
alle richieste del Cittadino. Dopo aver anche valutato la possibilità
di aggregazione, abbiamo deciso che il nostro obiettivo doveva essere quello
di definire un’architettura progettuale, che rispondesse alle esigenze
degli Enti e dei Cittadini, e che contenesse i costi. |
| Permettere
a tutti i cittadini di accedere ai servizi offerti dalla rete faciliterà
la comunicazione tra i cittadini e le istituzioni? |
Il
nostro progetto andrà incontro alle nuove esigenze di quei cittadini
che fanno parte della sempre crescente popolazione di internet e che troveranno
una perfetta fruibilità di servizi direttamente da casa. Il progetto
si rivolge anche a quei cittadini che non utilizzano ancora la rete: in
che modo? Abbiamo pensato di riprogettare gli uffici URP, avendo come obiettivo
il miglioramento degli standard di qualità delle informazioni. Oltre
a questo il cittadino potrà usufruire degli sportelli di altre organizzazioni
come Lottomatica per i pagamenti, ottenendo così un’estensione
degli orari degli sportelli. |
| A
tale fine come la comunicazione è migliorata? |
È presto per tirare le somme, i primi test sono stati molto confortanti,
anche se un’analisi dettagliata sarà effettuata solo al termine
del progetto. |
| Che
tempi prevedete per la messa a regime del progetto? |
Il progetto ha una durata biennale improrogabile, per cui prevediamo la
messa a regime del progetto almeno quattro mesi prima del termine, in modo
da poter monitorare complessivamente la bontà delle soluzioni ed
eventualmente apportare le ultime migliorie. |
| Dopo
un progetto così ambizioso cosa prevede per il futuro tecnologico
del suo Comune? |
Basta pensare alla realtà del singolo Comune: è ora di cominciare
a parlare di una unità di Enti che abbia un comune intento e compia
un sinergico sforzo per compiere un deciso avanzamento tecnologico. Il progetto
non avrà termine nel biennio, ma è nostra intenzione mantenere
l’aggregazione di 540 Comuni per uno sviluppo tecnologico che superi
tutte le barriere burocratiche e logistiche tra i cittadini e la PA. |
| Quali
sono le criticità che presenta il progetto e come il Comune le sta
affrontando? |
La
maggiore criticità è rappresentata dal coordinamento del progetto
ed è dovuta alla distribuzione geografica degli Enti partecipanti.
Questo significa che si sta compiendo un grande sforzo organizzativo su
tutto il territorio nazionale per raggiungere l’obiettivo di offrire
i medesimi servizi ai cittadini di tutte le regioni d’Italia. |
| Collaborazione
e co-progettazione tra Enti: che ricaduta può avere il coordinamento
tra diverse realtà territoriali nell’introduzione su larga
scala delle nuove tecnologie nella PA e nell’armonizzazione delle
competenze amministrative e operative? |
Mi permetta di andare oltre alla sua domanda. Per quanto riguarda questo
nuovo scenario di collaborazione tra Enti non esistono particolari problemi,
come ho precedentemente evidenziato, qualora gli attori abbiano un comune
obiettivo, ma il nostro traguardo è anche quello di collaborare con
altri progetti e a riguardo abbiamo già avviato contatti con più
di un progetto in Sardegna, in Abruzzo e in Campania. |
| Economia
della conoscenza e sviluppo economico e sociale: quanto contribuisce la
tecnologia ad accrescere la competitività di un territorio? |
Moltissimo, nella misura in cui la tecnologia si mette al servizio delle
esigenze del territorio. Rispondere alle richieste, diffondere informazioni,
snellire la burocrazia e rendere accessibili i servizi in modalità
multi-canale: tutto questo aumenta la possibilità di sviluppo e di
conoscenza dell’intero territorio. Tutto ciò se legato ad una
visione allargata del territorio, che vada aldilà dei confini comunali,
crea una sinergia di sviluppo del territorio fino ad ora inimmaginabile.
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| Quanto
il concetto di riuso contribuisce ad integrare i piccoli Comuni nel processo
di innovazione? |
Il concetto del riuso è alla base del nostro progetto. Nella nostra
aggregazione il più piccolo dei Comuni con una spesa di € 480,00
potrà erogare servizi al Cittadino e alle Imprese con la stessa tecnologia
messa a disposizione di un grosso Ente. Questo grazie al massiccio ricorso
dei prodotti open source ed alla Halley informatica (nostro sponsor tecnologico)
che hanno permesso di trovare una soluzione a basso costo e quindi alla
portata di tutti. Questa filosofia progettuale permetterà a tutti
i piccoli Comuni (il 72% dei Comuni italiani non raggiunge i 5.000 abitanti)
di cavalcare il processo di innovazione in atto. |