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ne parliamo
con Guido
Salerno, Direttore Generale Fondazione Ugo Bordoni (FUB) |
Oggi i due grandi sistemi per la diffusione di
internet tramite la larga banda consistono nelle fibra ottica e nel wi-fi: quale
delle due ritiene più fattibile alle caratteristiche strutturali del nostro
Paese e quali più efficaci? | Diciamo
subito entrambe ed in particolare che spesso sono due tecnologie complementari.
Occorre inoltre precisare che la fibra ottica può essere considerata sia
come mezzo di accesso diretto (Fiber-to-the-Home) o indiretto se abbinata ad altre
tecnologie (Fiber-to-the-Building e Fiber-to-the-Curb). Nel modo indiretto l'accesso
a casa può essere ottenuto mediante tecnologie in rame (ADSL o reti EPON)
o radio (es. WI-FI) . Nel nostro paese si è già avuta una grande
diffusione della fibra ottica nella rete del trasporto. Alla fine del 2002 avevamo
circa 6.4 milioni di km di fibra ed in particolare siamo in una situazione in
cui circa il 60% delle centrali telefoniche italiane sono già connesse
in fibra ottica, il che significa che la larga banda può essere oggi fornita
anche in molti paesi situati nelle zone più disagiate (es. paesi di montagna),
grazie a piccoli interventi nelle centrali (ad esempio introduzione di apparati
DSLAM per ADSL). A parte le grandi città, le tecniche Fiber-to-the-x ancora
non sono molte diffuse a causa degli ingenti costi degli scavi, tuttavia siamo
in una situazione in cui la fibra si avvicina sempre più alla nostra casa.
La tecnica WI-FI è invece una tecnica molto appetibile, perché senza
la necessità di grossi interventi infrastrutturali (ad esempio scavi condominiali)
permette un semplice ed economico accesso. E' inoltre evidente che la fibra
in linea di principio permette una banda ben più ampia, ma anche il WI-FI
ci permette una bella capacità, in grado per esempio di avere servizi basati
sulla videocomuncazione. |
Perché oggi, secondo il Suo parere, molti
governi e società private valutano con la massima attenzione la tecnologia
wi.fi sottovalutando invece la diffusione della fibra ottica? | Non
sono molto d'accordo, il nostro Governo ad esempio ha un atteggiamento di neutralità
tecnologica, anche se per esigenze normative si è maggiormente occupato
del WI-FI, semplicemente perché la normativa per il WI-FI non c'era ma
era indispensabile. E' evidente che per ogni zona la situazione tecnologica migliore
va studiata secondo le esigenze topologiche, demografiche, economiche e orografiche. Per
le società private viceversa c'è stata negli ultimi tempi una grande
attenzione per il WI-FI proprio per la sua semplicità (basta una piccola
scheda nel nostro PC e siamo già in rete!). |
Perché i fondi strutturali si orientano
verso la promozione della fibra ottica in opposizione all'andamento del mercato
che vede nelle tecnologie via etere in particolare nel wi.fi una valida soluzione? | I
fondi strutturali sono concepiti per la realizzazione di infrastrutture specialmente
nelle zone più disagiata (in particolare di Obiettivo 1, ma anche di Obiettivo
2). In queste zone spesso mancano quelle infrastrutture base come ad esempio le
connessioni in fibra ottica delle centrali ed è quindi evidente che prima
bisogna soddisfare queste esigenze, anche se non sono esclusi gli interventi verso
i dispositivi attivi ed in particolare il WI-FI. Va inoltre precisato che la stazione
di un sistema WI-FI (access point) deve essere collegato alla rete e per questo
occorre un mezzo ad alta capacità ed il mezzo migliore è la fibra
ottica. | Quanto
la ricerca, secondo il Suo parere, può essere d'aiuto nella diffusione
della banda larga per combattere il digital divide? | A
mio avviso la ricerca ha un ruolo fondamentale. Sin da quando sono divenuto Direttore
Generale della Fondazione Ugo Bordoni ho subito cercato di far capire che la ricerca
nel campo delle telecomunicazioni ha come uno dei compiti fondamentali quello
di trovare soluzioni per l'abbattimento del Digital Divide. Oggi nella Fondazione
Ugo Bordoni abbiamo progetti di ricerca che studiano proprio metodologie per portare
la larga banda nelle zone più remote del Paese. Come esempi riporto i progetti
Internet@scuola e Intern.it. Non dimentichiamo poi che per abbattere il divario
digitale, specialmente quello di tipo culturale, si può far ricorso all'uso
della TV digitale terrestre. Il 99% della popolazione italiana ha una TV in casa;
risulta quindi fondamentale avere un sistema che si applica alla TV, o set-of-box,
e che permette di interagire con il mondo esterno, connettendosi ad esempio con
la pubblica amministrazione o effettuando acquisti on-line (T-commerce). La TV
digitale terrestre sarebbe una grande agevolazione specialmente per quella grande
fetta di popolazione che non ha conoscenza dell'inglese o dell'informatica. Anche
nel campo della ricerca sulla TV digitale terrestre la FUB è fortemente
impegnata. | Cosa
si può fare per avvicinare l'Italia agli standard delle altre città
Europee, dove la larga banda è ampiamente diffusa? | Bisogna
subito precisare che abbiamo città in Italia che non hanno nulla da invidiare
ad altre città Europee, vedi Milano, Roma, Genova e Napoli. Il problema
sono, ovviamente, i centri più piccoli ed in particolare il Sud. Qui occorrono
ovviamente dei grossi interventi. Tuttavia c'è stata già una delibera
del CIPE (Comitato Interministeriale Programmazione Economica) per lo stanziamento
di circa 900 milioni di euro per la realizzazione di infrastrutture per la larga
banda nel Sud. Non dimentichiamo inoltre il contributo dei 75 euro per l'acquisto
di dispositivi per la larga banda. Si stanno analizzando i dati in questi giorni,
ma sembra che con soli 27 milioni di euro nei primi 3 mesi del 2003 siamo riusciti
a dare una brusca accelerata alla diffusione della larga banda nel nostro Paese.
Sicuramente si può ripensare a forme di incentivi basate su questo principio. | Che
tipo di investimenti/progetti ritiene opportuno che l'Italia debba seguire per
combattere il divario digitale ? | Come
ho già detto prima, c'è stato il contributo dei 75 euro e c'è
la delibera del CIPE. Questo, ovviamente, non basta. Il problema va affrontato
a livello Europeo e proprio nell'ambito del semestre di Presidenza Italiana della
EU, stiamo organizzando una Task Force Europea proprio per cercare di creare delle
linee di intervento per la forte diffusione della Larga Banda in tutti i paesi
della EU. A mio avviso le linee di intervento sono di 3 tipi: o Investimenti
in infrastrutture studiando appositi mezzi di finanziamento sia con capitale privato
che con quello derivante dai fondi dei Governi centrali, della EU e degli Enti
Locali. Le infrastrutture dovranno portare la fibra ottica nella maggior parte
delle centrali telefoniche che oggi ancora non la hanno, e dove le condizioni
orografiche comportano un costo per l'installazione della fibra troppo elevato
si deve pensare a soluzioni alternative come la propagazione radio, il collegamento
ottico in aria libera e il satellite. Diffusione della TV digitale terrestre anche
con iniziative tipo quella del contributo di 150 euro per l'acquisto di un set-of-box. | | Normative
e leggi che semplificano la realizzazione delle infrastrutture (un esempio sono
le leggi 166 e 198 del 2002). | | | Adeguati
progetti di Ricerca. Il MIUR è in fase di predisposizione di un Programma
Nazionale di Ricerca nel campo ICT e alla FUB è stato assegnato dallo stesso
MIUR il compito di coordinare un gruppo di lavoro per proporre alcuni temi di
ricerca prioritari nel nostro paese. In questo ambito la FUB si sta impegnando
per la formazione di progetti con il primario scopo dell'abbattimento del Digital
Divide. | |
ne parliamo con
Renato
Fresia , Sindaco
di San Benedetto Belbo
| Da
cosa è stata dettata la scelta della tecnologia wi-fi satellitare nel comune
di San Benedetto Belbo? | Sicuramente
per dare qualcosa di più soprattutto ai giovani del mio paese (che sicuramente
non offre i servizi di una grande città), e soprattutto per cercare di
togliere quell'isolamento che caratterizza un po' i nostri paesini. | Avere
tutti i cittadini in rete faciliterà anche la diffusione d'informazione
tra le istituzioni e i cittadini? | Si,
e molto di più se il progetto si espande ai comuni vicini. | A
tale fine come la comunicazione è migliorata? | Una
comunicazione tra gli utenti più immediata con il sistema della video comunicazione,
utilizzo dei servizi offerti da internet che nella nostra comunità richiederebbero
lo spostamento in città vicine. | Che
tipo di difficoltà il cittadino di San Benedetto Belbo sta incontrando
nell'introduzione di un nuovo stile di vita?
| Gli
unici ad avere più difficoltà ad adattarsi sono gli anziani, che
devono comunque chiedere a qualcuno più giovane con capacità di
utilizzo. |
Che tempi prevedete
per la messa a regime del progetto? | Il
progetto è già funzionante ed utilizzato, sarà perfezionato
ancora in alcuni dettagli. |
Quanto il progetto
è costato? | L'importo
è non superiore ai 50.000 euro, ma il nostro programma è di migliorare
questo progetto restando al passo con l'evolversi tecnologico. | Dopo
l'arrivo delle nuove tecnologie che cosa prevede per il futuro della Suo Comune? | Un
miglioramento della vita attuale, la possibilità di utilizzare più
servizi da casa, la possibilità di comunicare con il sistema della videocomunicazione,
avere più opportunità con l'esterno sia nel tempo libero che nelle
emergenze. Offrire anche eventuali opportunità di lavoro, e dare più
possibilità attraverso l'internet point anche ai turisti che visitano i
nostri posti ed a chi non può permettersi un computer di usufruire di questi
servizi. Inoltre un po' più di sicurezza con il sistema della video sorveglianza
sempre incluso in questo progetto.
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