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neparliamo con Jarach - carte servizi

CIE: Livorno ce la mette tutta

 

ne parliamo con

Paola Jarach, -
vice sindaco del comune di Livorno

 
Livorno è diventata una best practice europea in fatto di carta d'identità elettronica: mi riferisco alla Conferenza sull'eGovernment del 7 e 8 luglio a Cernobbio. È una bella soddisfazione. Ve lo aspettavate?
 

Diciamo che abbiamo detto: mah sì … proviamoci !! consapevoli che la nostra è una realtà piccola rispetto ad altre, ma che ha una sua specificità nell'organicità con la quale l'innovazione tecnologica è entrata nel tessuto di tutta la struttura dell'amministrazione. E poi, francamente, ci crediamo molto e ... ce la mettiamo tutta. Ciò che abbiamo realizzato lo abbiamo fatto con risorse modeste, ma con una forte motivazione

In che cosa consiste la seconda fase di sperimentazione della Carta d'identità elettronica?
 

La seconda fase vuole essere il momento del vero e proprio start up dei servizi online, sia di quelli già realizzati che di quelli che sono in cantiere. Dare a 40.000 cittadini la Carta d'identità elettronica apre infatti nuovi scenari per un reale sviluppo dell'utenza telematica

Quali sono le criticità da affrontare da parte dell'amministrazione comunale? E come le sta risolvendo la città di Livorno?
 

L'uso della Carta d'identità elettronica per l'accesso ai servizi richiede innanzitutto l'inserimento di un lettore di smart card nella dotazione base per l'accesso ad internet (PC, modem, linea telefonica) ed una certa dimestichezza nel configurare il proprio PC. Per tale aspetto non solo stiamo già attrezzando le nostre postazioni pubbliche di accesso (gratuito) ad internet con il lettore di smart card, ma accompagniamo la consegna della C.I.E. con appuntamenti illustrativi - dal vivo - del suo uso e delle sue potenzialità.

Inoltre, investiremo ancora nello sviluppo dei rapporti con le associazioni di categoria del mondo imprenditoriale (associazione industriali, CNA, Confesercenti, Confcommercio), gli ordini ed i collegi professionali (Ingegneri, Architetti, Geometri; commercialisti, Ragionieri, ecc.) già in passato ottimi alleati nella sperimentazione e sviluppo dei servizi telematici. Riteniamo,infatti, che tali soggetti, ma anche i Patronati come sta per avvenire per le pratiche di invalidità civile, potranno dalle loro sedi ed uffici facilitare l'accesso dei cittadini - associati e/o clienti - ai servizi on line.

Molto si può fare per favorire la conoscenza e lo sviluppo della C.I.E. anche nel rapporto con gli altri Enti del territorio, in tal senso possiamo vantare ottimi rapporti di collaborazione con la locale Prefettura ma anche, ad esempio, con l'Asl del territorio o con la stessa Rete Telematica Regionale della Toscana, della quale siamo convinti aderenti.

La carta d'identità elettronica ha la doppia funzione di documento di identità e di carta dei servizi. Livorno punta molto sulla carta dei servizi: perché?
 

Direi che l'aspetto "documento di riconoscimento" è più di interesse della Pubblica Amministrazione, che non del singolo cittadino, al quale dobbiamo invece dare la possibilità di accedere ai servizi anche per via telematica. Sviluppare servizi online - lo abbiamo già verificato - porta indubbi vantaggi in termini di speditezza, ma anche di snellimento dell'attività amministrativa, con un recupero di risorse fondamentali per le Amministrazioni locali che lottano non poco per far quadrare i bilanci ove la spesa del personale ha un peso non indifferente. Tra l'altro sviluppiamo anche servizi interni con l'uso della C.I.E., particolarmente su procedure che hanno riferimento alla gestione amministrativa del personale.

Parliamo di funzione di interoperabilità, che permette lo scambio dei documenti informatici tra le amministrazioni. Quanto è importante per l'amministrazione comunale e quanto per i cittadini? Avremo davvero una sola carta per tutti i procedimenti e i servizi della Pubblica amministrazione?
 

Direi che è importante su tutti e due i versanti. In passato il cittadino era chiamato a far da tramite tra le Amministrazioni: ritirava un certificato all'anagrafe e poi lo portava ad esempio all'INPS. L'autocertificazione ha eliminato questo adempimento, ma - lo vediamo direttamente - non ha snellito l'attività dell'Anagrafe, tuttora impegnata in maniera sensibile nel rispondere alle richieste di verifica di autocertificazioni da parte di altre amministrazioni pubbliche, risposte che - presumibilmente - condizionano il completamento dell'istruttoria.

Altro esempio: pensiamo alle procedure dello Sportello Unico alle Imprese. Anche in questo caso la norma consente al cittadino di non "peregrinare" tra le varie Amministrazioni coinvolte ai fini del rilascio dell'autorizzazione della relativa attività, ma ciò di per sé non necessariamente snellisce o riduce i tempi di evasione della pratica. Lo scambio di informazioni tra Amministrazioni per via telematica, a seguito di una seria attività di analisi e dell'implementazione delle relative procedure, può invece permettere di far vedere via web al cittadino che utilizza la propria C.I.E., un iter snello e trasparente

Pensiamo solo a quanto possa essere utile far crescere tipologie di documenti che si trasmettono per via telematica e che vengono automaticamente registrati nel protocollo informatico: un documento informatico entra direttamente nel sistema di gestione documenti, sul quale molto abbiamo lavorato con il nostro progetto Flussi Documentali, ciò riduce i tempi dell'Amministrazione e ciò è un vantaggio sicuro per il cittadino.

Un funzionamento più snello delle Amministrazioni non può che essere a vantaggio dei cittadini, riteniamo che la C.I.E. ci consentirà di sviluppare le potenzialità di un processo che abbiamo avviato nel 1999 con il protocollo informatico.

La partecipazione della Cittadinanza nella realizzazione del progetto della CIE è di fondamentale importanza. Quali sono gli strumenti e le strategie per coinvolgerla nel progetto?
 

Oltre alle iniziative a cui ho fatto cenno faremo una nostra campagna di stampa e pubblicizzazione, coinvolgendo direttamente tutte le nostre strutture, anche circoscrizionali. Stiamo anche valutando la possibilità di iniziative di alfabetizzazione all'uso ella C.I.E. più nuove, almeno nella nostra esperienza, da svolgersi presso grandi strutture commerciali.

Dopo la seconda fase di sperimentazione ci sarà la terza. Cosa prevede?
 

Secondo il piano nazionale la terza fase porterà la CIE a regime, sostituendo definitivamente il vecchio documento cartaceo.

A quando la CIE per tutti i livornesi?
 

Noi siamo fiduciosi che il progetto nazionale avrà successo grazie alla collaborazione tra Stato ed enti locali e che si introduca così nel nostro paese un valido strumento di innovazione; noi siamo pronti a fare la nostra parte e dare la C.I.E. a tutti i livornesi.

 
 
 
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18/03 - In Belgio su e-bay con la carta d'identità elettronica

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