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| | Contribuire
alla definizione di misure per lo sviluppo delle innovazioni tecnologiche è
l'obiettivo del Piano di azione Digitale presentato da Confindustria
in collaborazione con Federcomin. Il
Piano di Innovazione Digitale (PID) nasce dall'esigenza del sistema imprenditoriale
di avere un quadro certo di priorità per la diffusione delle nuove tecnologie
che costituisce uno strumento necessario per lo sviluppo del paese. Il PID
suggerisce una serie di priorità e di misure che possono favorire l'innovazione
nelle piccole-medie imprese e nella Pubblica Amministrazione come la formazione
e lo sviluppo delle infrastrutture di rete. A tale fine il Piano ha calcolato
che per colmare il divario digitale e allinearci agli standard europei, il Governo
dovrà investire nei prossimi tre anni circa 400 milioni d'euro l'anno. Quindi,
gli incentivi fiscali previsti dal governo possono contribuire alla competività
economica del sistema -paese ma da soli non bastano. Il Piano suggerisce,
a tale fine, una visione non occasionale che consenta alle imprese di operare
in un'ottica di lungo periodo e sappia riscattare la voglia di innovazione e di
modernità che esiste in Italia. | |
| | Il
PID si è anche soffermato sullo stato attuale dell'innovazione e dell'informatizzazione
nelle Pubbliche Amministrazioni sottolineando alcuni aspetti che devono essere
oggetto di riflessione da parte del governo come: |
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i diversi livelli d'automatizzazione che esistono ancora nelle varie amministrazioni
locali; |
| | la
mancanza d'interscambio di dati tra le diverse amministrazioni, |
| | la
scarsa formazione dei dipendenti della P.A. |
| Per
risolvere alcuni di questi punti critici il governo dovrà tramite i piani
e.government tentare di sviluppare le seguenti aree: |
| | le
infrastrutture abilitanti della Pubblica Amministrazione come la larga banda, |
| | migliorare
l'efficienza interna della Pubblica Amministrazione, |
| | erogare
nuovi o e/o più efficienti servizi all'utenza. |