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parliamo con: Antonio Riccio, - dirigente
dell'ufficio passaporti della Polizia di Stato |
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L'ufficio
passaporti allestito a maggio a Forum PA presso lo stand della Polizia di Stato
ha avuto molto successo. L'iniziativa verrà ripetuta? |
| A
prescindere dall'evento del Forum Pa, il dipartimento della Polizia di Stato è
sempre stato attento alle esigenze del cittadino. E la semplificazione dell'iter
burocratico legato alla pratica del passaporto rientra proprio in questa prospettiva.
L'iniziativa della consegna del passaporto a vista verrà senza dubbio replicata
nel corso di tutte quelle manifestazioni che vorranno ospitare la Polizia di Stato.
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| Presto avremo la consegna del passaporto
a vista? |
| La
consegna del passaporto a vista è possibile solo nei casi in cui ci si
attivi tecnicamente per farlo. È stato possibile a Forum Pa. È possibile
presso il nostro ufficio centrale passaporti, ma solo per i casi di particolare
urgenza. Non è pensabile estendere la pratica a livello nazionale. Piuttosto
l'obiettivo è quello di diventare sempre più celeri. Senza dubbio
si va verso la progressiva riduzione dei tempi. Tutto dipende dalla disponibilità
degli uffici, dalle loro risorse e dalla capacità del personale in relazione
al disbrigo della pratica. Ma la consegna del passaporto a vista, come si fa con
la carta d'identità, non è realizzabile. |
| Perché
no? |
| Innanzitutto
per poter fare il documento ci vogliono dei tempi tecnici, legati soprattutto
alla quantità dei passaporti da consegnare. Per esempio il nostro ufficio
sbriga circa 2000 pratiche al giorno, divise principalmente tra primi rilasci,
rinnovi passaporti e lasciapassare per minori. Al Forum Pa abbiamo sorvolato su
questo aspetto, è ciò ha reso possibile l'iniziativa. Presso lo
stand della Polizia di Stato avevamo a disposizione per ogni cittadino operatori
qualificati per fronteggiare la necessità del momento. In pratica il trattamento
personalizzato ha consentito la rapidità della consegna del documento.
La stessa attenzione mirata al cittadino il nostro ufficio la garantisce quotidianamente
nei casi di particolare urgenza. Ma si tratta pur sempre di situazioni eccezionali,
da non paragonare con i grandi numeri con cui facciamo i conti ogni giorno. |
| Consegnate
quasi duemila passaporti al giorno? |
| Solo
ora che siamo in estate, con una copertura nazionale e internazionale (in tema
di passaporti le ambasciate e i consolati fanno capo al nostro ufficio). Ma nelle
altre stagioni si scende a mille. Ad ogni modo è un numero elevato, in
continua crescita. Basti pensare che un anno fa i passaporti da consegnare in
periodi non estivi erano 300. |
| Per
ottenere il passaporto i cittadini devono attendere almeno 15 giorni. È
solo una questione di burocrazia? |
| Dal
punto di vista normativo (Legge 21/1/1967 n. 1185 e successive modificazioni ed
integrazioni) per il rilascio del documento ci vogliono complessivamente 20 giorni,
con un massimo di 30 quando si presentano i casi difficili. Per la precisione
la legge prevede per gli uffici decentrati 5 giorni di tempo, entro il quale vanno
prima accolte le istanze dei cittadini e poi presentate all'ufficio centrale.
In seguito sono previsti 15 giorni per il disbrigo delle procedure da parte del
nostro ufficio centrale passaporti. A cui se ne possono aggiungere altri 15 in
caso di problemi particolari, legati alla pratica stessa o agli impedimenti dell'ufficio.
Difficoltà, queste, che di volta in volta segnaliamo al cittadino, scusandoci
del disagio. |
| Al di là della
normativa, quali sono i tempi reali di consegna del passaporto? |
| In
assenza di problemi, tecnicamente per sbrigare una pratica di passaporto ci vogliono
sette minuti. Ma poiché il personale impiegato non può essere a
totale disposizione del cittadino, le pratiche vengono raggruppate e sbrigate
tutte insieme in un secondo momento. In realtà il nostro ufficio passaporti
lavora con celerità: in uno o due giorni la pratica è sbrigata.
Talvolta basta un'ora, se il caso è particolarmente semplice e il personale
è a disposizione. In alcuni casi purtroppo si registrano lentezze da
parte degli uffici periferici. Allora i cittadini devono attendere. |
| Perché
è così complicato sbrigare la pratica del passaporto? |
| Innanzitutto
va ricordato che il passaporto non è un documento qualsiasi, che può
essere rilasciato a chiunque in qualsiasi momento. Vanno fatti dei precisi controlli,
sulla garanzia dei quali si gioca anche l'immagine del nostro Paese all'estero.
Pertanto ci sono i tempi tecnici, legati inevitabilmente agli accertamenti amministrativi:
è per la tutela di tutti. |
| Ma
i vostri uffici non sono collegati in rete in modo ineccepibile? |
| Esatto.
La nostra è una rete protetta, inattaccabile dagli hacker. Non subisce
cadute di linea e si ferma solo quando occorre aggiornare i dati d'archivio. Le
questure d'Italia sono tutte collegate in rete con l'ultimo sistema messo a punto
da qualche anno e curato dal CEN (Centro elaborazione di Napoli). Per le verifiche
anagrafiche, amministrative e penali sui cittadini che richiedono il documento
o che intendono rinnovarlo, l'ufficio passaporti è collegato telematicamente
ad un doppio centro di controllo: Il CEN e il Centro elaborazione dati (CED) di
Roma. Attraverso il sistema gli uffici pubblici interessati direttamente alla
pratica possono scambiarsi reciprocamente i dati personali dei cittadini. Per
esempio quelli sulla loro condizione penale. L'esattezza delle informazioni è
garantita dal continuo aggiornamento degli archivi e degli schedari a cui si attinge
per le verifiche. |
| Se la tecnologia
lo permette perché i tempi sono ancora lunghi? |
| La
tecnologia permette senza dubbio di velocizzare la pratica. Ma i tempi di consegna
del documento sono legati anche ai tempi tecnici. Questi ultimi, a loro volta,
si allineano a quelli strettamente manuali, nonché alla disponibilità
del personale, indispensabile per il disbrigo della pratica. Insomma la rete
conta moltissimo, ma non può di certo sostituire il lavoro umano, che non
va sottovalutato. |