ne
parliamo con
Maria
Giulia Catemario, Formez |
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| Partiamo
dal prodotto finale: un manuale contenente le linee guida per tutte le amministrazioni
che vogliono innovare i processi di approvvigionamento di beni e servizi. Cosa
ha spinto una ricerca di questo tipo e quali sono, in definitiva, le direttive
che sarebbe utile seguire? |
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Il rapporto che presentiamo come lavoro finale del laboratorio sui "nuovi
modelli di gestione degli acquisti" che ha visto coinvolte una decina di
amministrazioni per cinque mesi si focalizza solo su alcuni aspetti del complesso
processo degli approvvigionamenti che sono emersi come i più critici nella
ricerca preliminare sui casi di innovazione. Ci si riferisce in particolare a
Il tema della "gestione dei rapporti con il mercato", e dei "rapporti
tra le amministrazioni locali" per la gestione della funzione degli acquisiti.
Ci interessano tutte le innovazioni nelle modalità di relazione dell'amministrazione
con il territorio sia le modalità e procedure contrattuali, come ad esempio
le convenzioni quadro, sia le modalità di attrazione, selezione e valutazione
dei fornitori, sia i rapporti con le altre amministrazioni/enti/imprese del territorio.
Non presentiamo direttive ma illustriamo i "percorsi virtuosi" che alcune
amministrazioni hanno seguito e li proponiamo in modo tale che possano essere
direttamente usufruibili da altre amministrazioni interessate ad innovare nella
stessa direzione: è questa l'essenza delle "linee guida"che verranno
illustrate nel workshop del 3 luglio. |
| Nell'esperienza
dei casi analizzati, cosa prevale nella scelta di ricorrere a soluzioni di e-procurement:
valutazioni sui vantaggi economici o piuttosto sull'ottimizzazione di processi
amministrativi? |
| Direi
su valutazioni integrate dei due aspetti. La tecnologia è importante soprattutto
quando va ad impattare sui processi amministrativi. Abbiamo notato che l'e-procurement
può portare dei benefici duraturi, e non solo ancorati al risparmio economico
dell'asta on line, solo se è accompagnata da una reale "voglia di
cambiamento" dell'amministrazione. Voglia di cambiamento che è soprattutto
nell'ottimizzazione dei processi amministrativi. |
| Quali
sono gli elementi organizzativi su cui gli enti interessati a sperimentare soluzioni
di e-procurement devono soprattutto intervenire? |
| Le
amministrazioni che vogliono implementare soluzioni tecnologiche di e-procurement
devono tenere in considerazione altri due aspetti che influiscono direttamente
sull'innovazione: l'organizzazione della funzione acquisti, cioè la struttura
i ruoli, i processi la programmazione e i rapporti con il mercato cioè
le procedure di selezione e valutazione dei fornitori, le modalità contrattuali
utilizzate. |
| Nella
Sua esperienza di studio, considerato l'approccio di analisi a diverse sperimentazioni
in contesti diversi, è più conveniente per un'amministrazione usufruire
di infrastrutture standard, ma "scalabili", cioè in qualche modo
adattabili di volta in volta ai differenti contesti, oppure sperimentare soluzioni
ad hoc, personalizzate sulla specifica esigenza? |
| Qualsiasi
soluzione può portare dei benefici, dipende molto cosa ci si aspetta dall'innovazione.
L'importante è avere al proprio interno dell'amministrazione delle persone
che facciano una analisi di tipo "strategico" e valutino attentamente
tutti i pro e i contro delle soluzioni di e-procuement e si pongano precisi obiettivi;
se il percorso viene fatto correttamente la soluzione migliore viene da se! |
| La
legge finanziaria 2003 ha scatenato un vivo dibattito sul futuro delle gare telematiche
e sul grado di autonomia riservato agli enti locali in materia di approvvigionamenti.
Nel corso dello studio che ha avuto modo di seguire che atteggiamento ha riscontrato
nelle amministrazioni con cui è venuta in contatto? |
| Il
precedente workshop organizzato a marzo ha riguardato proprio questi aspetti.
Molte amministrazioni, soprattutto regionali, hanno già avviato la costituzione
di "centrali di acquisto locali" . Ma anche i comuni di più grandi
dimensioni si pongono come capofila di acquisiti per conto di altre amministrazioni
più piccole. La situazione è molto fluida e non sempre chiara. |
| L'e-procurement
come modello di approvvigionamento, nonostante alcuni casi di successo, stenta
a decollare: quali, a Suo, parere i motivi di questa lentezza? |
| L'aver
troppo enfatizzato la tecnologia con i relativi risparmi nei prezzi e nell'aver
sottovalutato gli aspetti organizzativi. Per questo il nostro lavoro è
rivolto più all'organizzazione e ai processi che non alla tecnologia. Abbiamo
notato molte innovazioni, che verranno presentate il 3 luglio, che hanno un fortissima
connotazione innovativa pur non presentando aspetti tecnologici. |
| Si
modificano i processi di lavoro e, necessariamente, entrano in crisi i profili
professionali di "tradizionale" formazione: a Suo parere è più
funzionale un ricambio di professionalità o una formazione tecnica specifica
delle professionalità esistenti? |
| Sono
convinta che le amministrazioni abbiano già al loro interno professionalità
specifiche. Non serve cercare fuori professionalità che, spesso, non esistono.
E' utile una formazione mirata sugli aspetti tecnici, e per tecnici non intendo
solo quelli tecnologici. |
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La "lentezza" che alcune amministrazioni fanno registrare nell'aggiornamento
tecnologico non rischia di escluderli dall'accesso ai nuovi grandi mercati accessibili
solo per via elettronica? |
| Si,
ma per fortuna questi mercati accessibili solo per via elettronica non sono ancora
così "grandi" ed esclusivi. C'è ancora tempo, ma non troppo.
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E, per restare in tema di digital divide, non c'è anche il rischio di
favorire produttori stranieri, tradizionalmente più forti e più
"presenti" in rete con un'offerta di prodotti qualificati? |
| Si
il rischio esiste, per questo è necessario lavorare in team con i fornitori
di tecnologia, proprio per non acquistare passivamente i prodotti ma personalizzare
il più possibile le soluzioni che si vogliono adottare. |