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ne parliamo con Luciano Vandelli,
Assessore all'Innovazione amministrativa e istituzionale della Regione Emilia
Romagna |
| Potremmo cominciare
con il chiarire il significato di "Finanza del Territorio"? |
| La
scelta del "titolo" è conseguente alla volontà di attivare
uno strumento che consenta la conoscenza di tutti gli elementi finanziari della
Regione, delle Provincie, dei Comuni, delle Comunità Montane, delle Unioni
di Comuni ed anche delle Organizzazioni strumentali partecipate dagli enti, costituite
per la gestione dei servizi pubblici, sostanzialmente una "fotografia"
complessiva della finanza pubblica del territorio Regionale. |
| Il
progetto di un Portale da cosa è scaturito, dall'iniziativa unilaterale
di una Regione da sempre riconosciuta attiva nel promuovere idee innovative, o
dalla risposta a sollecitazioni diverse, magari provenienti da operatori economici
che operano sul territorio? |
| Negli
ultimi tempi gli Enti Locali tramite le loro associazioni hanno chiesto di disporre
di uno strumento di conoscenza, auspicato e richiesto anche da organizzazioni
di operatori economici e sindacali. Per questo la Regione che già in precedenza
in maniera autonoma operava indagini sulle politiche finanziarie degli enti, in
collaborazione con l'Anci e l'U.P.I. regionale ha dato corso alla realizzazione
del progetto che richiede attiva partecipazione da parte di tutti gli enti coinvolti
per alimentare le informazioni presenti. |
| Qual
è la prima funzione cui vuole assolvere un'iniziativa di questo genere
e quale deve essere, nelle vostre intenzioni, lo spirito partecipativo? |
| La
finalità del progetto è quella di mettere a disposizione, in modo
organico, a tutti coloro che sono chiamati a scegliere le politiche da applicare
ed anche a quanti invece devono valutare l'impatto di tali politiche, uno strumento
che consenta confronti, analisi, approfondimenti riferiti all'intero universo
degli enti ma anche a situazioni locali, a rapporti con le medie regionali o provinciali,
a confronti con enti di dimensioni analoghe ecc. La collaborazione con Anci e
Upi è il punto di forza del progetto per il coinvolgimento che ciò
garantisce sia in sede di progettazione che di alimentazione delle informazioni. |
| Ci
spiega in poche parole che cos'è e a cosa serve un Conto Consolidato Territoriale? |
| Il
Conto consolidato Territoriale è uno degli strumenti presente nel sito
e nasce da un progetto nazionale coordinato dal Ministero dell'Economia e delle
Finanze. E' uno strumento di analisi finanziaria che consente di acquisire informazioni
sul complesso degli interventi realizzati sul territorio regionale dall'insieme
dei soggetti pubblici. Il conto consente di analizzare in modo integrato l'intervento
pubblico complessivo realizzato sul territorio della Regione Emilia - Romagna,
offrendo inoltre un quadro dettagliato dei fabbisogni e delle risorse impiegate
per settore di intervento e per livelli di governo. In sostanza da informazioni
sul "chi fa che cosa" nel settore pubblico allargato, con tecniche di
"consolidamento" che eliminano le duplicazioni legate a trasferimenti
di risorse tra gli Enti pubblici rilevati. L'universo di riferimento per la nostra
Regione è costituito da circa 700 enti che vanno dallo Stato fino alle
più piccole realtà pubbliche. |
| Capacità
di indebitamento e analisi degli strumenti, principali e alternativi, di finanziamento.
Due elementi alla base della valutazione di intervento economico: quali elementi
di valutazione è in grado di fornire - o si propone di fornire - il portale
in questo senso? |
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Il sito "la finanza del territorio" contiene elementi desunti dai bilanci
di previsione e dai Rendiconti consuntivi degli enti; ciò consente di valutare
sia la potenzialità della capacità di indebitamento sia l'impatto
che il ricorso al credito può generare sulla situazione dei singoli enti.
Sarà inoltre possibile, fin dai prossimi giorni l'analisi dei dati relativi
all'indebitamento complessivo al termine di ogni esercizio. Questi elementi permettono,
ad esempio di definire l'indebitamento attualmente in essere abbastanza contenuto
con potenzialità di ricorso al credito molto consistenti, se rapportate
con il limite di legge del 25% di spesa per interessi passivi rispetto al totale
della spesa corrente. Le conoscenze dell'indebitamento hanno acquisito negli ultimi
anni grande rilevanza anche in riferimento alle norme del patto di stabilità
interno. |
| I
comuni molto piccoli - il 70% degli oltre ottomila comuni italiani è di
piccolissime dimensioni - devono confrontarsi con quello che in gergo economico
viene definito il "capital rationing": quali elementi condizionano maggiormente
gli enti in questa loro scelta obbligata? |
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Nella nostra Regione esistono parecchi Comuni di piccole dimensioni che affrontano
con molta attenzione le politiche di investimento. La rigidità dei bilanci
rappresenta senz'altro per tali enti l'elemento che maggiormente condiziona la
capacità di finanziamento. La spesa è fortemente influenzata dalla
necessità di dare continuità a scelte precedentemente effettuate
e gli spazi di manovra per affrontare oneri nuovi risultano spesso molto limitati.
In ogni caso la oculatezza con cui vengono programmati gli interventi ed anche
la possibilità di contare su aiuti esterni ad esempio da parte della Regione,
hanno consentito fino ad ora di garantire a tali enti la realizzazione di programmi
di investimento certamente "dignitosi". |
| Interventi
sul territorio: quanto è utile e quanto auspicabile la concertazione? |
| La
concertazione è ormai un elemento imprescindibile nell'assunzione delle
scelte: particolarmente per quanto concerne il coinvolgimento degli enti territoriali
dei vari livelli e, ancora, più specificamente per lo sviluppo e il governo
del territorio. Importante è anche la concertazione con i privati: prestando
una precisa attenzione, anche in questi casi, alla primaria tutela degli interessi
generali. |
| Controllo
del territorio e programmazione del territorio come capacità di governance:
in definitiva il primo passo verso una soluzione di autentica devolution. Cosa
rende un territorio realmente autonomo? E come conserva questa autonomia? |
| L'autonomia
è fatta di molti elementi: dal legame solido con la collettività
dei cittadini alle garanzie nei confronti di ogni intrusione da parte di poteri
sovraordinati, sino alla disponibilità di risorse adeguate rispetto alle
esigenze dei cittadini: ma autonomia non è separatezza o autoreferenzialità.
E sempre più, precisamente per dare risposte alle domande delle collettività
e per evitare lo spostamento verso altri soggetti dei poteri locali, occorre puntare
su robusti meccanismi di collaborazione. Se si pensa, ad esempio, ai comuni di
piccole dimensioni, è evidente come ogni isolamento sia elemento di fragilità,
che in realtà non valorizza ma indebolisce l'autonomia. |
| Trasparenza
per i cittadini e "fare sistema": ci sembrano questi gli aspetti più
interessanti di questa iniziativa. Quali altre aree di intervento potrebbero trovare
beneficio da un progetto di questo tipo? |
| Con
questo progetto si è impostato un metodo, che può essere utile per
varie questioni. Già si sta pensando, ad esempio, al personale e all'organizzazione;
ma in prospettiva poterebbero essere interessate tutte le grandi aree di azione
degli enti locali. Verificheremo con i comuni e le province, tenendo conto dell'esperienza,
le priorità e le prospettive di sviluppo. |