eVote Friuli Venezia Giulia - Reti
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comuni coinvolti – Trieste, Gorizia,
San Vito al Tagliamento
(PN) Cividale del Friuli
(UD) – per un bacino d’utenza di 3.800 elettori: di fatto è la più vasta operazione
di consultazione on line mai tentata fin’ora in Italia. La Regione
Friuli Venezia Giulia si appresta così a sperimentare il voto elettronico
per le votazioni elettorali volte al rinnovo del Consiglio Regionale l’8 e 9 giugno
prossimi.
più
che di sperimentazione oggi non si può parlare, il voto on line diventerà fattibile
solo una volta definita una normativa specifica in materia e fissato uno standard
unico di sicurezza per la verifica, la raccolta ed il conteggio dei voti.
nota:
esistono
due livelli di voto digitale, complementari ma distinti: il voto digitale semplice
che può essere espresso attraverso un’apposita struttura predisposta in un seggio
tradizionale; e il voto on line vero e proprio, che si esprime a distanza,
usando la Rete, da postazioni personali (PC con lettore di smart card) a casa
o in ufficio, o, grazie ai chioschi multimediali, anche da postazioni pubbliche.
ma
intanto qualcuno si attiva e, dopo le esperienze, poche, in verità, ma significative,
in Italia e all’estero, il Friuli si mette in gioco con questo ambizioso progetto,
per il quale sono stati investiti complessivamente 200 mila euro – ripartiti in
40 mila euro come dotazione ad uso di ciascun comune e i restanti alla Regione
da utilizzare per il piano di comunicazione (il Servizio elettorale regionale
ha curato la realizzazione di un video a disegni animati sulle modalità di votazione
on line inviato a ciascuna famiglia delle sezioni interessate oltre a diffondere
e rendere disponibile on line una Guida alle Elezioni
Amministrative) – e coinvolto enti e società della struttura regionale.
un
po’ di storia… la
prima sperimentazione di voto elettronico a distanza tramite Internet fu fatta
in Arizona
nel marzo 2000, per l’elezione del rappresentante dei democratici alla Presidenza
degli Stati Uniti d’America: in quell’occasione i voti espressi con modalità digitali direttamente da casa o da uno dei 90 chioschi telematici allestiti
in tutto il territorio dello Stato, risultavano validi al pari di quelli espressi
con metodo tradizionale dopo
questa, altre sperimentazioni si sono succedute in alcune elezioni municipali
francesi, in Gran Bretagna, ed in Italia, cominciando da San
Benedetto del Tronto, già nell'aprile del 2000, Avellino,
Cremona, e, ultime nell’ordine,
a Campobasso, per le elezioni
amministrative del 26-27 maggio 2002: a Campobasso è stata utilizzata per la prima volta la carta
d’identità elettronica al posto della tradizionale scheda e alla fine sono bastati
4 minuti per la trasmissione dei dati definitivi dalla sezione elettorale al Ministero
dell’Interno come
si vota un
seggio “virtuale” viene affiancato, in ciascuna delle 4 sedi elettorali individuate
 Trieste
– n.33, Scuola Media Statale Dante Alighieri di Via Giustiniano Gorizia
– n. 1, Centro Civico di Lucinico di P.zza San Giorgio San
Vito al Tagliamento
– n. 5, Scuola Media P. Amalteo di Via Galante Cividale
del Friuli - n.
3, Scuola Elementare Alessandro Manzoni di via Ermes di Collored alle
sezioni tradizionali: gli elettori, dopo aver espresso il voto “vero” nel modo
tradizionale, possono indicare la propria preferenza anche su una scheda elettronica.
L’operazione
di voto è estremamente semplice e non richiede alcuna specifica preparazione o
conoscenza informatica. il
sistema adottato è quello del “touch screen”, per cui toccando con
un dito uno dei simboli visualizzati sullo schermo – ove è riprodotta una scheda
elettorale “virtuale” corrispondente a quella reale – si può dare il proprio voto
alla lista o al candidato prescelto; come nel voto tradizionale, c’è la possibilità
di esprimere un voto disgiunto o di votare scheda bianca. C’è un’opzione in più,
consentita dalla flessibilità della tecnologia, ed una in meno (ma non è detto
che sia un male): non si può rendere nullo un voto - come si potrebbe fare segnando
una scheda cartacea o scrivendoci sopra -, ma si può tornare, in un certo senso,
sulle proprie decisioni. Anche dopo aver espresso e confermato il proprio voto,
nella schermata finale che compare per visualizzare il riepilogo delle scelte
fatte, c’è l’opzione per confermare o tornare indietro per modificare la scelta.
In questo modo si salvaguardia il rischio di errori dovuti a scelte affrettate
o a poca attenzione.
prima
del voto
la
sperimentazione coinvolge anche la fase di pre-voto, quella relativa al riconoscimento
dell’elettore: come già avvenuto in occasione delle amministrative di Campobasso,
l’elettore sarà identificato utilizzando la carta d’identità elettronica – tre
delle quattro sedi prescelte per questa sperimentazione rientrano di fatto nel
programma di sperimentazione CIE del Ministero
dell'Interno: ove questo non sarà possibile, ovviamente, il riconoscimento
avverrà attraverso un collegamento al data base collegato all’anagrafe comunale
a disposizione del presidente del seggio virtuale.
luci
e ombre del voto virtuale vantaggi:
costa meno ed è più rapido. In sostanza si abbattono i costi della macchina
elettorale – si pensi solo alle spese per le enormi quantità di materiale cartaceo
necessario – e, una volta votato, bastano pochi minuti per calcolare i risultati,
il che fa risparmiare anche in tempi e costi per le risorse umane. La maggiore
rapidità è consentita dalla semplificazione delle varie fasi delle operazioni
elettorali – al momento piuttosto complesse e macchinose – dal riconoscimento
dell’elettore all’espressione del voto fino alle operazioni di scrutinio.
Oltre
questo, si considerino i vantaggi derivanti dalla possibilità per gli elettori
di esprimere il voto da qualsiasi postazione attrezzata – anche gli italiani all’estero,
per i quali una legge
del Parlamento prevede il diritto di voto, ricaverebbero enorme vantaggio
da questo sistema – cosa che consentirebbe una maggiore partecipazione dei cittadini
al voto e la riduzione del contenzioso elettorale, dal momento che lo scrutinio
elettronico consente margini di precisione molto più ampia del conteggio manuale,
per quanto attento possa essere. svantaggi:
i rischi legati alla Rete. Le maggiori difficoltà che oggi gli esperti
individuano come ostacoli alla codificazione e diffusione del voto elettronico
e via Internet sono collegate ai rischi tecnologici. Di fatto le tecniche di crittografia
dei dati sono da perfezionare ed è possibile che i dati sulla Rete siano rintracciabili,
se pur attraverso meccanismi complessi, e che facilitino, attraverso la memorizzazione
puntuale del momento di voto, l'individuazione dell'elettore. Oltre questo, il
problema è che non tutti possiedono o sono in grado di utilizzare un computer
e, se è vero che il voto elettronico potrebbe limitare il fenomeno dell'astensionismo,
soprattutto da parte di giovani, è vero anche, d'altra parte, che massicce categorie
sociali - anziani, innanzitutto, ma anche persone con disagio psico-sociale, troverebbero
difficoltà a confrontarsi con uno strumento tecnologico. qualche
dato di riscontro
      
COMUNE VOTANTI
SEGGI TRADIZIONALI VOTANTI
SEGGI SPERIMENTALI PERCENTUALE
   
Cividale del Friuli69037253,91
   
38646,96
Gorizia822
   
57644677,43
S. Vito al Tagliamento

  
Trieste
77,35
565437
   
TOTALE GENERALE2.6531.64161,85
partner
e tecnologia il
Servizio
elettorale della Direzione regionale per
le autonomie locali: responsabile
del progetto e, insieme al SIR – Sistema per il Servizio Informativo regionale
– dell’organizzazione e del coordinamento delle attività.
la
società Insiel: responsabile
della realizzazione del software di gestione ed, in genere, di tutti gli aspetti
tecnici del progetto i
Comuni coinvolti nella sperimentazione: provvedono,
ove possibile, alla distribuzione della CIE e curano l’informazione dell’iniziativa
nei confronti degli elettori attraverso l’invio di una comunicazione
a ciascuna delle famiglie interessate dalla sperimentazione del voto
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