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Shared Source: il punto di vista Microsoft
| La
crescente diffusione del modello di sviluppo Open Source ha innescato una positiva
competizione nel mondo dell'industria del software, spingendo molti operatori
a rivedere le proprie strategie sulla base di nuove istanze di trasparenza e collaborazione
espresse dagli utenti. Anche Microsoft si confronta con le questioni di fondo,
sviluppo pubblico di codici comuni e accesso al sorgente, sollevate dal movimento
del Pinguino, riconoscendone i benefici ma anche evidenziando i rischi legati
al disconoscimento della proprietà intellettuale, le possibili ricadute
negative sugli investimenti in ricerca e il problema della sicurezza. Il risultato
di questa riflessione è il lancio di numerose iniziative che offrono la
possibilità a clienti, partner e comunità accademiche di accedere
al codice sorgente dei prodotti Microsoft come, ad esempio, quello di Windows,
oggi disponibile per analisi in oltre 30 paesi. Il recente Government Security
Program, così come la Shared Source Iniziative avviata già dal 2001,
sono due passi fondamentali di questa nuova politica. | | | | | | | | | | | | | Government
Security Program. | | | | | | | | | | | | La
sicurezza dei sistemi informativi è una questione centrale e strategica
in tutti gli Stati del mondo. Finora la limitata disponibilità di Microsoft
a far accedere al codice sorgente e ad altre informazioni tecniche di Windows
soggetti terzi, anche pubblici, aveva fatto nascere dubbi e indotto molti governi
ad avanzare richieste specifiche in tal senso. Proprio per venire incontro a questa
nuova esigenza di trasparenza è stato lanciato il Government Security Program
(GSP), con il quale la società di Redmond intende stabilire relazioni più
strette e collaborative con i governi e le organizzazioni internazionali. Chi
aderirà al programma potrà non solo avere accesso al codice sorgente
di Windows e controllarlo linea per linea, ma anche simulare attacchi e minacce
per valutare le vulnerabilità delle proprie infrastrutture IT. L'iniziativa
GSP è completamente gratuita e offre al personale governativo la possibilità
di verificare con gli esperti di Microsoft la sicurezza e l'affidabilità
dei progetti in atto e di quelli futuri, studiando insieme eventuali correttivi
o soluzioni più adatte a particolari necessità. Il Government
Security Program supporta e valorizza la certificazione Common Criteria (CC) -
uno standard riconosciuto nel mondo quale garanzia di sicurezza per le infrastrutture
IT. Lo scorso ottobre, nel conseguire la Common Criteria Certification, Windows
2000 ha superato, per completezza e complessità, i test condotti su qualsiasi
altro sistema operativo. Sebbene la certificazione CC definisca già
un insieme comune di parametri per consentire ai clienti di valutare obiettivamente
le funzioni di sicurezza in campo IT, l'iniziativa GSP va oltre, fornendo ai Governi
nazionali le linee necessarie per svolgere analisi e valutazioni approfondite
sui prodotti Microsoft. "Oltre all'accesso al codice sorgente - ha sottolineato
Craig Mundie, Chief Technology Officer di Microsoft - offriamo la documentazione
tecnica, le informazioni per identificare, correggere e neutralizzare le vulnerabilità,
l'accesso ai tool di crittografia e il supporto e la collaborazione dei nostri
specialisti". Un approccio completo e responsabile che ha convinto numerosi
Paesi a aderire al programma: ne fanno già parte la Russia, la Cina, la
Gran Bretagna e, tra le organizzazioni internazionali, la NATO, mentre altri venti
Governi ne stanno valutando l'adozione.
| | | | | | | | | | | | | Shared
Source Iniziative | | | | | | | | | | | | La
filosofia alla base di questo programma si articola in quattro principi:
| fornire
ai clienti e alla comunità di sviluppatori tutti quegli strumenti, come
i potenti prodotti di debugging e l'accesso al codice, che possono permettere
un'implementazione delle soluzioni; | | integrare
nei prodotti in fase di sviluppo le richieste e i suggerimenti provenienti dai
clienti; | |
contribuire al miglioramento complessivo dell'industria del software estendendo
l'accesso ai codici sorgente a università e istituzioni accademiche; | | attuare
politiche di licenza dei sorgenti che soddisfino i bisogni operativi e di trasparenza
di clienti e sviluppatori, pur continuando a proteggere la proprietà intellettuale
e, di conseguenza, l'incentivo a investire in ricerca e sviluppo. |
| | | | | | | | | | | | Questo
approccio bilanciato permette a Microsoft di rendere il proprio codice sorgente
disponibile in forma sempre più ampia, mantenendo però un modello
di business sostenibile. Ad oggi i programmi di Shared Source sono nove, pensati
per necessità specifiche di Università, OEM, PA e grandi aziende.
Per incentivarne la diffusione e sostenere la ricerca in ambito accademico, Microsoft
ha inoltre promosso il progetto SSCLI (Shared Source Common Language Infrastructure).
Denominato più semplicemente ROTOR, prevede la realizzazione di una versione
Shared Source di Microsoft .NET, cuore del sistema di sviluppo delle applicazioni
di ultima generazione. SSCLI è un'implementazione completa degli standard
C# e CLI sotto forma di codice sorgente. In pratica si tratta di un software innovativo
destinato principalmente a chi vuole modificare l'infrastruttura dei linguaggi
di programmazione. Le righe del sorgente, che sono oltre un milione, includono
compilatori, strumenti, tecniche di gestione automatica della memoria, generatori
di codice JIT (just-in-time), infrastrutture per componenti e servizi Web, tecniche
di globalizzazione, protocolli di protezione e tutta una serie di realizzazioni
di concetti astratti. Ad oggi sono già quattro le università
italiane (Pisa, Milano Bicocca, Roma-Tor Vergata e la Statale di Milano-Dipartimento
di Informatica e Comunicazione) che si sono segnalate per le loro proposte di
realizzazione basate su questa tecnologia, progettata per offrire a ricercatori,
studenti, professori e sviluppatori la possibilità di insegnare, imparare
e sperimentare utilizzando un'infrastruttura di linguaggio per computer avanzata. | | | | | | | | | | | |
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