La
fotografia più definita la scatta il 7^
rapporto sulle città digitali in Italia (VII_Rapporto ;
VII Rapporto_cartine) realizzato dal Censis
e dalla Rete urbana delle rappresentanze (RUR).
La ricerca, al capitolo Usabilità e accessibilità, pagina 38,
evidenzia una scarsa attenzione
da parte degli enti locali nei confronti del tema. Sulla
base di nove indicatori di valutazione (vedi pag. 39 della ricerca) solo l’1 per
cento delle province e il 2 per cento dei grandi comuni ha raggiunto buoni risultati
in fatto di accessibilità dei siti web. Mentre più della metà si mantiene su un
livello medio basso. E il resto del campione si attesta su standard risibili. Ma
perché l’Italia registra questo ritardo? Per questioni che derivano da dimensioni
sia organizzative che tecniche, dice la ricerca. I siti più complessi, quelli
che offrono di più, per esempio sono i meno accessibili. A puntare il dito sulla
generale mancanza di conoscenze e di sensibilità, soprattutto da parte degli operatori
dell’ ICT (Information and Communication Technology) è invece il Libro
Bianco, realizzato da una apposita commissione interministeriale
su iniziativa del Ministro Stanca. All’insensibilità verso l’argomento va poi
ad aggiungersi l’ignoranza delle stesse persone svantaggiate, che non sanno neppure
a chi rivolgersi. Ma c’è di più: manca il coordinamento dei progetti; non circolano
le informazioni su iniziative valide, ma locali. Il Libro Bianco denuncia, infine,
la mancanza di dati statistici affidabili sull’uso delle tecnologie da parte dei
disabili. Come
risolvere questi problemi? Per esempio utilizzando i software che gestiscono i contenuti, suggeriscono i ricercatori del
7^ rapporto. Ma anche attivando corsi di formazione
per istruire il personale a una buona gestione dei contenuti del sito. A riguardo
un grosso ostacolo è costituito dell’eccessivo uso dei frames,
le classiche cornici di testo che sono da evitare proprio quando si voglia rendere
accessibile un sito. Indicazioni,
raccomandazioni, circolari e linee guida. Mondiali, europee e nazionali. Eppure
le regole per rendere partecipi le
persone diversamente abili alla società dell’informazione ci sono già. Basterebbe
soltanto seguirle. 1993:
una risoluzione
delle Nazioni Unite raccomanda agli Stati membri di rendere accessibili i servizi
telematici alle persone disabili. Le iniziative della Commissione
europea sono molteplici. Una delle più recenti è la risoluzione del Consiglio
di dicembre 2002 "eAccessibility
for people with disabilities" (vai a pg. 26 del documento indicato).
Nel testo si invitano gli Stati membri a prendere in considerazione
la possibilità di assegnare un "marchio di eAccessibility" ai beni e
ai servizi conformi alle norme in materia di eAccessibility. Anche il piano di
azione eEurope:
una società dell’informazione per tutti sottolinea la necessità di migliorare
l’accessibilità dei siti web.
Si
parte a marzo 2001 con le “Linee
guida per l'organizzazione, l'usabilità e l'accessibilità dei siti Web
delle pubbliche amministrazioni” Si
tratta di una circolare del Dipartimento della Funzione Pubblica in cui si danno
le indicazioni per la costruzione dei siti web delle amministrazioni pubbliche.
Sei
mesi dopo vengono lanciate le raccomandazioni
dell’AIPA.
È
la circolare con cui l’Autorità informatica per la pubblica amministrazione detta
i criteri e gli strumenti per migliorare l'accessibilità dei siti web
e delle applicazioni informatiche alle persone disabili.
Nella direttiva
del Presidente del Consiglio, 30 maggio 2002 sul dominio internet gov.it
si esortano le amministrazioni a seguire i criteri di accessibilità e usabilità
dei siti web.
Oggi
l’Italia conta 12 proposte di legge in tema di accessibilità. Più una
governativa a firma del Ministro dell’Innovazione e delle Tecnologie Lucio
Stanca. Una
proposta significativa viene dai deputati Cesare Campa e Antonio Palmieri,
i quali a dicembre 2002 hanno presentato un disegno
di legge firmato da un nutrito numero di parlamentari di vario colore
politico. I due disegni non si escludono l’uno con l’altro, anzi sono complementari.
Entrambi partono dall’assunto che il diritto all’informazione e ai servizi per
via telematica deve essere assicurato a tutti i cittadini.
Il
WAI – Web accesibility iniziative È
un’iniziativa del W3C, World Wide Web Consortium, la massima autorità in materia
di accessibilità e usabilità dei siti web. Il consorzio,
che è privato, si occupa di definire gli
standard per i linguaggi utilizzati sul web. Il WAI è nato appositamente per
guidare gli sviluppatori dei siti alla realizzazione di pagine accessibili a tutti.
Il consorzio prevede tre distinti livelli di accessibilità A, AA e AAA. Il numero di A attesta rispettivamente
un grado minimo, medio e massimo di accessibilità delle pagine. Il grado di accessibilità
di un sito si riconosce dal numero di A che compaiono sul marchio rilasciato dall’ente
validatore (in Italia il più noto è Bobby
) AIPAwww.publiaccesso.it.
Il sito è il punto di riferimento che l’Autorità per l’informatica mette a disposizione
a chiunque si interessi di accessibilità. Offre molti servizi, tra cui l’assistenza
alle amministrazioni. Inoltre è un luogo di scambio di esperienze tra gli operatori
del settore. ASPHI ONLUS. Senza fini di lucro
l’associazione promuovere l’integrazione delle persone disabili nella scuola,
nel lavoro e nella società. E lo fa attraverso l’uso della ICT (Information and
Communication Technology). I suoi soci sono enti pubblici e privati e aziende. Ecco i progetti dell’associazione:Lavoro: Formazione
professionale, inserimento lavorativo e partecipazione ad Iniziative
Europee. Scuola
: attività sul territorio, formazione al personale docente e progettazione
software. Riabilitazione: per una miglior qualità
della vita ed una maggiore autonomia. Informazione:tutto sulle opportunità offerte
dalle tecnologie ICT ISIL
- Sistemi intelligenti per una vita indipendente Comprende
17 progetti, 87 organizzazioni, in Europa con un budget di più di circa 31,5 mila
euro e con un finanziamento dell’Unione Europea di 20.9 mila euro. L’iniziativa
raggruppa i progetti che mirano attraverso la tecnologia a rendere indipendenti
le persone disabili o anziane nella vita quotidiana, nella sanità, nelle comunicazioni
e via dicendo. IAS
- Sistemi e Tecnologie per l’Assistenza. - Raggruppa 15 progetti,
80 organizzazioni, con un budget di 25.5 mila euro e un finanziamento europeo
di 17.8 mila euro. L’iniziativa comprende i progetti che sviluppano tecnologie
che agevolano l’uso di strumenti tecnologici alle persone in difficoltà (per esempio
non vedenti, ipovedenti o persone con problemi motori).
Tra
i progetti destinati a persone con disabilità e premiati a Forum PA 2003 vi segnaliamo
OpenInps
e il Sito del comune di Modena.
Ecco
in intesi le loro caratteristiche. È un progetto nato per favorire l’accesso e l’inserimento
nel mondo del lavoro pubblico da parte delle persone disabili. Completamente accessibile
(Livello AAA) nella parte Web OpenINPS nasce appositamente per le persone disabili
e con le persone disabili. Sono quest’ultime, infatti, a testarlo di volta in
volta. Di ampia portata il progetto è finanziato con risorse interne all’azienda.
DESCRIZIONE
- Prevede, in prospettiva, la possibilità per gli utenti di inviare e-mail alla
Pubblica Amministrazione presso una casella postale
elettronica unica per tutte le amministrazioni. E
ciò senza che i cittadini sappiano quale sia la specifica Amministrazione competente
sulla problematica sollevata. Per lo smistamento della posta elettronica è in
cantiere un Ufficio Virtuale. L’ufficio, costituito anche da operatori disabili,
si servirà del telelavoro. Partito ad agosto del 2002 OpenINPS andrà a regime
a dicembre 2003. IL
TELELAVORO- L’INPS
oltre a essere in linea con le direttive europee e nazionali sull’accessibilità,
si inserisce a pieno titolo nell’Obiettivo 3 del Libro Bianco della Commissione
interministeriale (vedi sopra). L’obiettivo prevede: la ePartecipazione e la eInclusione.
A fronte di una richiesta di forza lavoro
altamente specializzata e competitiva va evitato che molti disabili rimangano
esclusi da lavori più qualificati Il telelavoro dovrebbe quindi essere al
centro di una speciale promozione, poiché può integrare i disabili nella vita
lavorativa, a titolo di diritto e non di dovere. GLI
OBIETTIVI PRINCIPALI Il
progetto, completamente orientato al web è nato appositamente per le persone disabili.
Realizzato con risorse finanziarie interne (20 mila euro) a partire da dicembre
2001 è a regime da giugno 2002. DESCRIZIONE
- Adozione di standard di qualità per le pubblicazioni web del Comune di
Modena definiti e aggiornati sulla base delle linee guida e delle normative nazionali,
europee ed internazionali in materia di accessibilità e usabilità. L'adozione
degli standard ha portato alla realizzazione della nuova interfaccia della Rete
Civica Mo-Net e alla riorganizzazione dei contenuti e delle modalità di navigazione
della stessa. L'adozione
degli standard ha permesso di strutturare Mo-Net tramite redazioni decentrate,
con un buon grado di autonomia e possibilità di sperimentazione, nel rispetto
della qualità definita dagli standard. OBIETTIVI
- Migliorare la qualità della comunicazione online del Comune di Modena,
garantendo a tutte le fasce di utenza l'accesso alle risorse, alle informazioni
e ai servizi erogati via web. RISULTATI
CONSEGUITI -
Gli standard di qualità adottati dal Comune di Modena sono stati applicati alle
nuove pubblicazioni di servizi on line e alle nuove versioni dei siti già esistenti
sulla Rete Civica di Modena.RISULTATI
ATTESI - Validare tutte
le pagine di Mo-Net secondo le raccomandazioni del Consorzio
W3C al livello A. TECNOLOGIA
- Uso
dei fogli di stile. Linguaggio xhtml. Sviluppo
sistemi di CMS. FORMAZIONE
- Per facilitare
l'introduzione e l'applicazione degli standard sono stati organizzati seminari
interni di formazione sui temi di usabilità, accessibilità e metodologia di validazione
e progettazione dei siti web rivolti ai referenti web di tutti i servizi del Comune
di Modena. CUSTOMER
- Sono
in corso di realizzazione analisi di customer satisfaction più approfondite attraverso
Unox1, il sistema di comunicazione bidirezionale multicanale del Comune di Modena L’accessibilità dei servizi offerti al cittadino
e alle imprese per via telematica va studiata a monte. Ciò significa che le amministrazioni pubbliche non
devono creare servizi in rete pensando di renderli ipoteticamente accessibili
dopo. Sarebbe come costruire un grattacielo pieno di barriere architettoniche,
pensando solo in seguito al loro abbattimento. Accessibilità e offerta di servizio dovrebbero
andare di pari passo. Solo in questo caso la tecnologia va al servizio dell’integrazione
delle persone diversamente abili nella società dell’informazione. Ecco alcuni
strumenti tecnologici illustrati dal “Libro bianco” della Commissione interministeriale sullo sviluppo e l’impiego
delle tecnologie dell’informazione per le categorie deboli.
Schermo
tattile. Dispositivo costituito da celle che si compongono di otto elementi.
Dopo aver letto il testo sul computer riga per riga, gli elementi riproducono
i caratteri dell’alfabeto braille, sollevandosi o abbassandosi. Tastiera
braille. Contiene sei pulsanti corrispondenti ai sei
caratteri alla base dell’alfabeto braille. Altri pulsanti permettono diverse funzioni.Stampante
braille. Stampa direttamente in alfabeto braille, utilizzando un programma
di conversione del testo. Riconoscimento
e sintesi vocale. Alcuni programmi permettono
i comandi al computer attraverso la voce. Altri ancora leggono e/o traducono i
testi riprodotti sullo schermo del computer. Proteggi
tastiera. Un
dispositivo in plastica isola l’uno dall’altro i tasti del computer. Ciò ne permette
un uso più agevole. Supporto
per i polsi. Utile a chi, scrivendo, ha difficoltà nel tenere sospeso il braccio. Aste per la bocca, per la fronte, per il mento.
Permettono di usare i comandi del computer con i movimenti della testa.
Tastiere
semplificate, schermi tattili e
software didattici. Agevolano l’interazione con il computer e la
riabilitazione. Nello
tabella di seguito sono riportati le soluzioni tecnologiche disponibili per tipologia
di disabilità e problemi di accessibilità
fonte:
“Libro bianco” dalla Commissione
interministeriale sullo sviluppo e l’impiego delle tecnologie dell’informazione
per le categorie deboli | | | | | | | | | | Il
Libro
bianco della Commissione interministeriale sullo sviluppo e l’impiego
delle tecnologie dell’informazione per le categorie deboli. | | www.handicapincifre.it
I dati sulla disabilità dell’ISTAT e del
Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali | | | | | | | | | | | | | | eEurope 2005:
una Società dell’Informazione per tutti – Piano d’azione per presentare
per il Consiglio Europeo di Siviglia, 21 e 22 giugno. | |
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