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Marini - Ne parliamo con
 | Il
call/contact center nella Pubblica Amministrazione ne
parliamo con Raffaella Marini di
Cantieri - Dipartimento della Funzione Pubblica | | Dall'ufficio
reclami al contact center integrato: quali sono le tappe evolutive del vecchio
centralino? | C'è
una certa diversità, in merito, tra il settore privato e quello pubblico.
L'approccio all'utenza nel settore privato è passato per diverse fasi:
l'ufficio reclami, costituito negli anni sessanta quando viene utilizzato per
la prima volta il numero verde. Gli operatori si trovavano a svolgere l'attività
in postazioni isolate e in forti condizioni di stress perché costretti
a fornire risposte brevi e ripetitive. Alla fine degli anni ottanta, grazie all'applicazione
di soluzioni tecnologiche, ci sono stati miglioramenti nel servizio, ma non dal
punto di vista degli operatori (call center di prima generazione). Gli anni novanta
sono caratterizzati da una significativa evoluzione dei call center (di seconda
generazione) grazie all'integrazione delle tecnologie dell'informatica con quelle
della comunicazione. L'ultima tappa è rappresentata dalla creazione dei
contact center che utilizzano diverse tecnologie e integrano diversi canali (telefono,
fax, internet). Nella Pubblica Amministrazione il percorso evolutivo è
più recente: l'Ufficio Relazioni con il Pubblico è stato introdotto
da dieci anni. Si è passati da un primo contatto con il cittadino di
carattere divulgativo in cui l'Amministrazione si preoccupava di rispondere a
richieste informative, ad una fase di apertura e dialogo con il cittadino. Sono
in aumento esperienze innovative di amministrazioni pubbliche orientate verso
modalità di comunicazione più avanzate, che utilizzano il canale
telefonico e nuove forme di gestione dei contatti, che integrano oltre al carattere
telefonico anche altri canali di comunicazione ed erogazione del servizio quali
sportello fisico, posta, telefono, fax, e-mail web, messaggi sms (contact center
integrato). | | Il
7 maggio, a Roma, al Forum PA verrà presentato il manuale "Il call
center nelle amministrazioni pubbliche. Migliorare la gestione dei contatti con
i cittadini e le imprese". Cantieri lo ha realizzato nell'ambito del bacino
di innovazione del call center. Quali sono gli aspetti rilevanti emersi dal lavoro
di ricerca? Possiamo parlare, per esempio, di un modello di call center? | L'adozione
di un modello di call o contact center, dipende sia dalle strategie di servizio
che l'amministrazione decide di attuare, sia dagli obiettivi che vuole perseguire.
Sono questi elementi che permettono di fare una scelta ponderata ad esempio tra
un contact center di primo livello che fornisce un servizio di accoglienza e assistenza
informativa e un contact center di primo e secondo livello, dove il primo livello
eroga informazioni e inoltra le richieste di approfondimento al secondo livello
che fornisce informazioni più specialistiche. La scelta del modello di
riferimento del call center è fondamentale, e dipende dalle riposte che
l'ente si dà a una serie di domande. Per esempio:come gestire il servizio,
se in casa o appoggiandosi a una società esterna; come pianificare le fasi
in cui si articola il progetto; quali sono i costi richiesti dal progetto. Accanto
alle scelte strategiche c'è poi lo sviluppo delle altre variabili: quella
organizzativa (ad esempio la collocazione del contact center all'interno dell'organizzazione);
il tipo di competenze e l'eventuale formazione del personale impiegato; le soluzioni
tecnologiche e i criteri di scelta della soluzione più appropriata; e,
infine, il monitoraggio della qualità del servizio. Tutto ciò è
indispensabile anche per evitare che l'amministrazione riconduca il servizio alla
sola soluzione tecnica. Rischio, questo, in cui si può cadere facilmente.
Per evitare errori, in estrema sintesi, l'amministrazione deve essere in grado
di inserire il call center in una strategia di servizio. Cioè deve avere
le idee chiare sui suddetti punti, prima ancora di indire il bando di gara per
la realizzazione del progetto di call o contact center. | | Sempre
nell'ambito del bacino di innovazione sul call center Cittadinanzattiva ha realizzato
il monitoraggio di alcuni call center di aziende erogatrici di servizi pubblici.
Si può fare un bilancio? | I
risultati del monitoraggio sono ancora in fase di elaborazione e verranno illustrati
al Forum PA, in concomitanza con la presentazione del manuale d'uso sul call center.
Il monitoraggio, inserito nel manuale ad uso delle amministrazioni, è stato
di fondamentale importanza ai fini di realizzare una metodologia di valutazione
per la qualità e l'efficacia dei servizi forniti attraverso il call center.
La valutazione è stata condotta sulla base di tre dimensioni della qualità:
l'accessibilità (per esempio la facilità di reperimento del numero
telefonico); il livello di servizio offerto (per esempio: informazioni generiche
o specialistiche); la relazione, che riguarda le caratteristiche degli operatori
telefonici (cortesia, chiarezza, esaustività delle risposte fornite). Queste
tre dimensioni della qualità nel complesso comprendono 13 indicatori. Per
la realizzazione del monitoraggio Cittadinanzattiva ha messo a disposizione un
certo numero di cittadini volontari, i quali hanno controllato e testato i numeri
telefonici dei call center di alcuni enti. Naturalmente con il sistema del mistery
call , cioè in anonimato. E' importante sottolineare la collaborazione
con Cittadinanzattiva perché enfatizza il ruolo che possono svolgere i
cittadini, come partner stabili delle amministrazioni, ad esempio anche attraverso
la co-progettazione. Nel senso che, sarebbe importante per un'amministrazione
che intende attivare questo servizio tener conto in anticipo del punto di vista
dei cittadini/utenti. Soprattutto per capire qual è il genere di informazioni
che essi richiedono. A questo livello il coinvolgimento dei cittadini è
indispensabile per prevenire gli errori. Anche se corretti tempestivamente, questi
ultimi si ripercuotono ad ogni modo sull'immagine stessa dell'amministrazione.
| | Quanto
è importante il continuo monitoraggio del call center da parte delle amministrazioni? | Affinché
il servizio funzioni è indispensabile puntare su un costante e continuo
monitoraggio. La valutazione dei risultati permette di realizzare eventuali interventi
di miglioramento. La valutazione dei risultati deve essere fatta con metodologie
corrette e sistematiche inserite in un percorso di miglioramento continuo. Uno
degli strumenti più appropriati è la misurazione della qualità
percepita dai cittadini, che in ultima analisi sono i fruitori del servizio (customer
satisfaction). Il tema della customer satisfaction non è specifico per
il call center, ma è strategico per tutti i servizi delle amministrazioni
pubbliche. Per questo motivo Cantieri presenterà il 7 maggio un manuale
sul tema: "La customer satisfaction nelle amministrazioni pubbliche. Valutare
la qualità percepita dai cittadini". | | Insourcing
- gestione interna /outsourcing - gestione esterna. Il call center è meglio
farselo in casa o affidarlo ad una società esterna? | Nella
realizzazione dei progetti di call o contact center molti enti decidono di lavorare
in casa convinti che sia la soluzione migliore. Per il tipo di servizio che intendono
attivare. Oppure per esigenze di risparmio. Talvolta sceglie l'insourcing per
un primo livello di call center, quello in grado di fornire informazioni generiche,
per intenderci. Tuttavia la tendenza ad affidare la gestione del servizio a società
esterne è in aumento. E ciò per diversi e svariati motivi. Uno dei
quali è la mancanza di personale adeguato all'interno dell'amministrazione.
Oppure la necessità della copertura del servizio sulle 24 ore, impossibile
da garantire per via interna per ragioni di ordine contrattuale. Inoltre per la
necessità di offrire un servizio in più lingue straniere. Anche
sulla scelta del tipo di gestione contano molto gli obiettivi e le scelte strategiche
che l'amministrazione intende perseguire. Ad ogni modo non bisogna avere pregiudizi
nei confronti di una gestione esterna del servizio. Sia ben chiaro, infatti che
outsourcing non deve significare perdita di controllo del servizio, che resta
pubblico a tutti gli effetti, anche se con una gestione esterna. Tuttavia ci sono
alcuni rischi nella gestione esterna del servizio. Intanto, alla scadenza del
contratto con l'outsourcer, si va incontro alla dispersione delle conoscenze acquisite
dagli operatori. Poi c'è il turnover pressante, che non garantisce di certo
la continuità degli addetti al servizio, sia in termini di tempo che di
risorsa umana. Per risolvere la scelta tra le alternative make or buy, alcune
pubbliche amministrazioni hanno adottato delle soluzioni miste: esternalizzare
il primo livello e mantenere internamente il secondo; mantenere all'interno le
funzioni di coordinamento operativo dei team; stipulare con le società
di gestione del call center dei contratti di servizio che garantiscano maggiormente
la continuità del rapporto di lavoro (ad esempio assunzioni a tempo indeterminato
degli operatori telefonici) e indicatori di qualità (standard e indicatori
di customer satisfaction). | | Quali
sono i casi di eccellenza nei progetti di call o contact center della PA? | Da
parte delle Pubbliche amministrazioni sta aumentando l'attenzione alla cura della
relazione con i cittadini. Anche a quella che passa attraverso il canale telefonico,
che sta assumendo un ruolo importante. In questo momento, la difficoltà
maggiore che le PA possono incontrare è nella capacità di inserire
il contact o il call center nella strategia di servizio. Eppure ci sono esperienze
in merito molto significative, da prendere sicuramente a modello. Due di queste
sono rappresentate dai contact center dell'Agenzia delle Entrate, e dell'INPS,
che rappresentano delle innovazioni molto rilevanti se consideriamo soprattutto
le dimensioni e la complessità dei contatti che devono gestire su tutto
il territorio nazionale. Ma anche le esperienze in corso di realizzazione nei
Comuni di Roma, Torino, Venezia, Bologna e Trieste - amministrazioni che hanno
collaborato con Cantieri nella realizzazione del manuale sul call center - costituiscono
dei casi pionieristici nel panorama della pubblica amministrazione italiana. E'
proprio attraverso il confronto tra i call center contact center di queste sette
amministrazioni che sono emersi riflessioni critiche sulle soluzioni realizzate
e l'individuazione dei principali fattori di successo del call center. L'esperienza
ci ha mostrato che nessuna soluzione, anche avanzata di call center, può
essere definita una volta per tutte. I casi di eccellenza anche nel privato sono
quelli che sanno costantemente evolvere verso soluzioni organizzative e tecnologiche
sempre più evolute (ad esempio il passaggio dal call center ad un contact
center integrato). | | APPROFONDIMENTI | |
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