| Coordinare
e far lavorare insieme 25 amministrazioni pubbliche: il ruolo assunto dalla Regione
Emilia-Romagna nell'ambito di SIGMA TER sarebbe sicuramente impegnativo anche
se il progetto non toccasse uno dei temi più caldi del momento, il trasferimento
del Catasto ai Comuni, e non avesse risvolti innovativi sia dal punto di vista
tecnologico che organizzativo. A sorprendere ancora di più è che
questo impegno è stato in realtà cercato e voluto liberamente e
non imposto dalla legge. "In effetti - afferma Gian Paolo
Artioli - la Bassanini non nomina le Regioni riguardo al processo di
decentramento catastale, ma essendo questo un problema molto sentito dagli enti
locali del nostro territorio, abbiamo ritenuto doveroso andare in loro aiuto.
Approfittando dell'opportunità offerta dal bando di e-government, abbiamo
cominciato ad impostare un progetto finalizzato alla definizione di nuove tecnologie
utili in questo settore, dando così il via a SIGMA TER. Fondamentale a
questo scopo la collaborazione con tutti gli altri soggetti coinvolti, tra cui
cinque Regioni e l'Agenzia del territorio". |
ne
parliamo con Gian Paolo
Artioli Responsabile
del Servizio sistemi informativi geografici (Direzione generale Organizzazione,
sistemi informativi e telematica) della Regione Emilia-Romagna |
|
Come
si è formato questo gruppo di Regioni? E perché il coordinamento
del progetto è stato attribuito all'Emilia-Romagna? | "La
nostra è stata un'investitura arrivata sul campo, un riconoscimento per
uno sforzo di oltre un anno e mezzo: abbiamo creduto fin dall'inizio al progetto,
investendoci molto anche in termini operativi e, quindi, in qualche modo ci siamo
"conquistati" questo ruolo. Per quanto riguarda il gruppo di cinque
Regioni, è nato grazie ad un passaparola tra amici e colleghi, per puro
volontarismo. Per la verità anche il Piemonte avrebbe dovuto farne parte,
avendo partecipato a tutto l'iter progettuale, ma, verso la fine, si è
poi dovuto ritirare per problemi interni alla loro struttura" |
Qual
è lo stato d'attuazione del progetto? | "Se
si considerano solo le tecnologie che intendiamo produrre, allora siamo ancora
al punto zero. Però abbiamo svolto tutto un lavoro di carattere tecnico-politico,
durato oltre un anno e mezzo, di assoluta importanza: non sono certo nati dal
nulla, infatti, né la rete di relazioni con gli enti locali né il
proficuo rapporto instauratosi con l'Agenzia del territorio. Sono stati costruiti
pazientemente da noi giorno dopo giorno. Peraltro non è ancora terminata
nemmeno la parte meramente burocratica: il DIT ha iniziato a firmare solo da pochi
giorni le proposte di convenzioni derivanti dal bando di e-government" |
L'iter
del bando deve ancora concludersi? | "Come
ente coordinatore abbiamo già siglato la convenzione con i 25 partner "sperimentatori"
di SIGMA TER e abbiamo raggiunto anche l'accordo con altri 150 enti "riusatori"
che sfrutteranno successivamente le tecnologie che andiamo a realizzare. Quindi
manca solo la firma del DIT per arrivare al cofinanziamento di 3,8 milioni di
euro. Una somma, tra l'altro, piuttosto esigua rispetto a un progetto che ne costa
21,5" |
Oltre
a questi fondi per l'e-government, da dove arrivano gli altri finanziamenti? | "Sono
tutte risorse tratte dai bilanci ordinari degli enti coinvolti, senza nemmeno
un contributo comunitario o di altra natura" |
Qual
è l'aspetto più critico del progetto? | "La
sua complessità: 25 enti sviluppatori che costruiscono insieme una lunga
serie di applicazioni non rappresentano certo una realtà facile da governare.
Anche perché tutti devono necessariamente coordinare il proprio lavoro
con quello degli altri. Per far fronte a questa difficoltà abbiamo creato
una solida struttura di project management: senza sarebbe impossibile anche tentare
un'impresa del genere" |
Avete
scelto un partner tecnologico unico per tutto il progetto? | "No,
ognuno dei 25 sviluppatori ha individuato il proprio partner mediante gare, oppure
è sul punto di farlo proprio in questi giorni. Ci tengo però a sottolineare
che tutte le tecnologie che andremo a sviluppare saranno poi di proprietà
degli enti sperimentatori e, quindi, del DIT. E' stata una decisione presa per
favorire il riuso, uno dei cardini del bando. Utilizzeremo alcuni software di
base di cui acquisteremo le licenze, ma tutto ciò che verrà sviluppato
sarà nostro e dovrà funzionare indipendentemente dall'ambiente scelto
da ciascuna amministrazione" |
Quando
è previsto il rilascio dei primi servizi? | "Entro
aprile 2004. Una scadenza che dobbiamo rispettare anche perché rientra
tra gli impegni imposti dal ministro Stanca per ottenere il cofinanziamento". |
| |