Home l'Altra P.A.      

Ci siamo trasferiti! Continua a seguirci su: http://portal.forumpa.it/, il canale web di FORUM PA dedicato all'innovazione.
ATTENZIONE: gli articoli privi di data in queste pagine, fanno riferimento a documenti precedenti al 2007

home redazione guest book newsletter cerca
Altra P.A. Veloci Altra P.A. Vicine
dossier studi oltreconfine norme articoli
dossier studi oltreconfine norme articoli
versione stampabile
ne parliamo con Lucarelli - processi
 

Un primo passo avanti, ma con due grandi punti interrogativi. Il memorandum d'intesa per portare la larga banda al Sud contiene aspetti da ripensare, pur se rappresenta finalmente l'avvio di una politica concreta per contrastare il digital divide tra le zone arretrate, concentrate soprattutto nel Mezzogiorno, e il resto del Paese. Un traguardo possibile se la Pubblica amministrazione modificherà il suo approccio e sceglierà finalmente di svolgere un ruolo da volano per l'iniziativa privata, abbandonando tentazioni pericolose di competizione quali, ad esempio, le "finte" esternalizzazioni realizzate a livello locale.

ne parliamo con

Ennio Lucarelli, - presidente della FITA -
Federazione italiana industrie e servizi professionali e del terziario avanzato di Confindustria,

Presidente Lucarelli, che cos'è che non la convince di questo progetto d'investimento per la banda larga nel Sud?

"Ci sono almeno due punti che mi preoccupano. Devo però premettere che fondo il mio giudizio solo su quanto riferito nei comunicati ufficiali del ministeri, in quanto il testo completo del memorandum finora non è stato reso pubblico. Da quanto è dato sapere, dunque, sembra che si voglia investire principalmente nelle città con più di 50 mila abitanti, realizzando MAN (Metropolitan Area Network) e cioè anelli urbani per la rete a "larga banda". Si va così a facilitare zone che sono già vicine al limite di convenienza economica per gli operatori privati, mentre, a mio giudizio, dovrebbero essere aiutate soprattutto quelle più lontane dove il mercato, guidato da logiche di profitto, non può da solo arrivare. E' quanto sta facendo la Francia, ad esempio, che ha ottenuto dall'Unione europea il via libera a sostenere con aiuti di Stato la diffusione delle infrastrutture di larga banda nelle aree agricole e rurali. Fondi destinati non tanto all'offerta, quindi, ma a facilitare la domanda".

Secondo lei servirebbe un approccio capovolto, dunque, più vicino al modello francese.

"Sì, perché oggi in Italia il completamento del cosiddetto ultimo miglio viene lasciato alla libera concorrenza e all'iniziativa dell'imprenditoria privata. Questa agisce per forza di cose cercando il business, investendo, cioè, là dove ci sono più clienti, più ricchezza, vale a dire prevalentemente al nord e nelle aree sviluppate del centro. Il pericolo concreto in questa situazione è che uno sviluppo completamente spontaneo della net-economy contribuisca ad aumentare il digital divide, invece che colmarlo. Il progetto approvato ridurrà forse le distanze tra le zone più prossime al pareggio economico e quelle che hanno già infrastrutture avanzate, ma escluderà ancora di più chi è veramente arretrato".

Veniamo all'altro punto debole del progetto.

"Secondo le dichiarazioni del ministro Stanca, un aspetto fondamentale dell'iniziativa sarebbe l'impostazione equilibrata nella diffusione della larga banda tra lo sviluppo dell'infrastruttura fisica e lo sviluppo dei servizi, con interventi sia sul fronte dell'offerta che su quello della domanda. Questo mi preoccupa molto, almeno che non significhi semplicemente che s'intende facilitare il contesto competitivo. Sarei infatti assolutamente contrario se questi interventi si traducessero in finanziamenti per chi produce contenuti o servizi. E parlo contro il mio interesse, rappresentando, come responsabile della FITA, proprio la federazione delle aziende del terziario avanzato che potrebbero beneficiarne. Però, a mio giudizio, sarebbe più proficuo concentrare gli scarsi fondi a disposizione nella realizzazione delle infrastrutture, lasciando al mercato lo sviluppo dei contenuti, che saranno prodotti spontaneamente con il crescere della domanda".

Ritiene sufficiente lo stanziamento di 1.680 milioni di euro in cinque anni?"Occorrerebbero somme molto superiori, ma è comunque un primo passo"
E' d'accordo con il ministro Stanca quando afferma che "la domanda pubblica svolgerà un ruolo essenziale" in questo processo di sviluppo?

"Le amministrazioni locali possono dare impulsi decisivi alla realizzazione di nuove reti, facendo leva sul loro potere di acquisto per raggruppare la domanda. Non va infatti sottovalutata la portata strategica della committenza pubblica, che può agire da volano dello sviluppo qualificando domanda e offerta di servizi innovativi. Ovviamente c'è sempre il pericolo di sprechi e dispersioni, evitabile solo se la P.A. si concentrerà su progetti strategici, mirando a ottenere la massima efficienza degli interventi e stabilendo parteniariati con le società di servizi nella definizione di standard e obiettivi. Ecco, per creare un regime di effettiva concorrenza capace di stimolare la crescita di una forte imprenditoria privata dei servizi innovativi, la Pubblica Amministrazione deve abbandonare la tentazione a operare "finte" esternalizzazioni".

Che cosa intende per "finte esternalizzazioni"?

"Vuol dire esternalizzare attività e servizi interni dandoli in outsourcing a società a capitale pubblico, spesso appositamente costituite a tale scopo. A questo fenomeno si assiste soprattutto a livello locale, con la proliferazione di enti diritto privato, di società a capitale maggioritario pubblico, che entrano in concorrenza con l'imprenditoria privata, ma sotto l'ombrello protettivo di un regime fiscale agevolato. Molte Regioni stanno costituendo società di servizi, così come avviene per i grandi Comuni che, con le loro aziende municipalizzate si lanciano nei business più diversi, dall'informatica alla comunicazione, dalla cultura alla consulenza, dal marketing al facility management e global services".

Sono esperienze negative?

"Le amministrazioni pubbliche che hanno fatto dell'outsourcing un proprio business secondario hanno avuto risultati per lo più negativi, in quanto queste strutture finiscono per essere più costose e qualitativamente meno valide delle analoghe società che non operano su un cliente riservato. Soprattutto in un settore sottoposto a continue pressioni evolutive e competitive, com'è quello del Terziario avanzato e dei servizi legati all'innovazione tecnologica, compito e interesse primario della committenza pubblica è qualificare l'offerta, esigendo più alti standard di qualità, stimolando la crescita culturale e professionale delle imprese e la loro competitività. Le vere esternalizzazioni servono proprio a questo e quanto di buono sta ottenendo la Consip ne è una prova ulteriore. Purtroppo il fenomeno negativo sta prendendo sempre più piede. Ed è un fatto su cui richiamare l'attenzione, perché in questo modo si creano nuovi monopoli e, quindi, inefficienze e gravi distorsioni della concorrenza".

 
 partners
Nortel Networks
Siav
SAS
Microsoft
 appuntamenti
 news
Deprecated: Function split() is deprecated in /data/fs/re-set/forumpa/admin/util.php3 on line 733 Deprecated: Function split() is deprecated in /data/fs/re-set/forumpa/admin/util.php3 on line 733 Deprecated: Function split() is deprecated in /data/fs/re-set/forumpa/admin/util.php3 on line 733

18/03 - In Belgio su e-bay con la carta d'identità elettronica

18/03 - Un canale youtube per la città di Genova

18/03 - Il Telefono Azzurro vince il "Premio WWW" de "Il Sole 24 Ore"

home redazione guest book newsletter cerca