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I progetti di e-government nelle amministrazioni locali toscane

Ne parliamo con

Giancarlo Savoia - Responsabile sviluppo sistemi informativi e innovazione di processo della Regione Toscana

Quanto conta il coordinamento dei sistemi informativi della Regione nella organizzazione e realizzazione dei progetti di e-government? E quanto la cooperazione tra amministrazioni locali?
 
         
         

La base di e.Toscana è la Rete Telematica Regionale Toscana (RTRT), che non è una rete di soli fili, ma una rete di relazione e di compartecipazione di tutti gli enti della regione. La definizione di e.Toscana è sicuramente il frutto di un lavoro collegiale di tutti gli enti aderenti a RTRT. Credo che in questa occasione si sia dimostrata la validità e la lungimiranza dell’impostazione data dalla Giunta Regionale e dall’Assessore Carla Guidi all’assetto di RTRT.

I progetti toscani di e-government ammessi al co-finanziamento nazionale hanno ottenuto un punteggio soddisfacente in sede di valutazione da parte del Dipartimento innovazione e tecnologie. Quali sono i punti di forza di questi progetti?  
         
         

Tra i principali punti di forza possiamo sicuramente individuare una diffusa partecipazione degli enti locali ai progetti stessi. Inoltre, dal punto di vista dell’offerta dei servizi, ha contato molto il fatto di essere riusciti a soddisfare le esigenze reali sia dei cittadini, sia delle imprese toscane. Anche la tecnologia, naturalmente, ha fatto la sua parte: tutti i progetti si basano su una infrastruttura avanzata e condivisa (stiamo parlando della Rete Telematica Regionale Toscana e dei nuovi servizi di cooperazione applicativa che sono in corso di realizzazione). Questo tipo di infrastruttura consente di ridurre sia i tempi che i costi di realizzazione dei progetti.

Quanto sono riusabili da parte di altre regioni le soluzioni studiate?  
         
         
Non c’è dubbio che si tratti di soluzioni almeno in buona parte riusabili e condivisibili, con i dovuti adattamenti e personalizzazioni, ovviamente. Su questo versante manteniamo stretti contatti con le altre regioni. Inoltre stiamo portando avanti numerose iniziative di collaborazione inter-regionale, sia dal punto di vista della interoperabilità delle infrastrutture, che da quello dell’integrazione e del riuso di sistemi informativi di settore, primo fra tutti quello del lavoro.
Quali criticità emergono nella realizzazione dei progetti? Parliamo per esempio di fibre ottiche; banda larga; accessibilità effettiva dei siti.  
         
         
Almeno nel breve termine, penso che l’infrastruttura telematica di base non sia il primo problema. Anche se ci sono aree territoriali in cui gli interventi sono sicuramente necessari. Da questo punto di vista, la realizzazione del centro servizi per la rete Tuscany Interchange Point , operativo da marzo di quest’anno, contribuirà sicuramente a dare risposte adeguate mediante l’accreditamento di Internet Service Provider privati. Invece, la principale criticità nella realizzazione dei progetti è in qualche modo legata al loro livello di successo in fase propositiva. L’elevato numero di enti aderenti (oltre 190) comporta infatti la necessità di una forte azione di coordinamento di tutti i partecipanti. È su questo che si gioca la vera scommessa dell’intero progetto.
La formazione del personale e dei cittadini gioca un ruolo importante per la corretta realizzazione dei progetti di e-Gov. Cosa ha previsto in merito la regione Toscana?  
         
         
Per quanto riguarda la formazione del personale sono due le linee d’azione principali: la Teleformazione, attraverso il progetto Trio; la cooperazione con il Centro regionale di competenza toscano, per quanto riguarda le azioni di formazione presso gli enti. Il progetto Trio prevede anche alcuni moduli di formazione specifici per il cittadini.
Realisticamente, quanto si dovrà aspettare per avere servizi? C’è il rischio di una proliferazione di strumenti di identificazione digitale per l’accesso ai servizi oppure la carta d’identità elettronica è alle porte?  
         
         
Dal punto di vista tecnico non posso dare una risposta precisa. Ci vorrebbe un cambiamento di fuoco per risolvere il problema. Il fatto è che dovremmo smettere di preoccuparci dei supporti, cioè dei pezzi di plastica con cui sono fatte le smart card (le carte servizi o le carte d’identità elettroniche). È ovvio che sia il contenuto in termini di informazioni della card ad essere importante e non il supporto stesso. Insomma, dovremmo focalizzare l’attenzione sulla possibilità di rendere interoperabili i certificati digitali attraverso un sistema di standardizzazione. Sono i certificati, infatti, il vero strumento di identificazione e di accesso ai servizi e bisognerebbe poterli usare per accedere ai servizi in rete. Ma questa soluzione comporta molti problemi, non ultimo quello della garanzia della privacy.
A proposito di interoperabilità dei servizi pubblici sul territorio: quali sono in breve gli strumenti e i modelli per garantirla?  
         
         
In estrema sintesi il modello da noi adottato si basa su una infrastruttura di cooperazione applicativa di alto livello. Il progetto A3 CART, che la realizza, è stato valutato come il migliore tra le proposte di sviluppo infrastrutturale fatte. L'infrastruttura si basa sulla definizione di interfacce standard, certificabili, in grado di consentire ai fornitori la realizzazione di applicazioni aderenti agli standard di e.Toscana. Inoltre sarà condivisa da tutti gli enti e da tutti i sistemi informativi di settore.
Parliamo di turismo. Quali servizi innovativi vedremo svilupparti da qui al 2005. I turisti, prima di mettersi in viaggio, attraverso la rete potranno scegliere e prenotare alberghi, acquistare biglietti di musei e teatri, e cos’altro?  
         
         
Di servizi interattivi ancora non se ne parla. In ordine temporale, l’ultimo servizio reso disponibile è l’archivio fotografico del patrimonio di immagini degli enti toscani fruibile via Web. I progetti di e.Toscana finanziati nel primo bando di e.government non prevedono iniziative specifiche in questo settore. Stiamo però valutando la partecipazione a progetti su questi temi nell’ambito dei programmi di ricerca comunitari che stanno per attivarsi nel contesto del VI programma quadro.
 
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