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Burchiellaro - servizi on line
ne parliamo con

Gianfranco Burchiellaro,
Sindaco di Mantova e responsabile eGovernment per l'ANCI

Il piano di eGovernment varato dal Ministro Stanca nel 2002 ha prefigurato per le amministrazioni locali, nel quadro del modello decentrato dello Stato, un ruolo operativo di front office: i Comuni come luoghi fisici di primo servizio al cittadino. A nove mesi dall'inizio del processo come si sono mossi i comuni e quanto stanno contribuendo alla formazione di una cittadinanza virtuale?

La conclusione dei bandi dell'e-government e la firma della convenzione della seconda fase di sperimentazione della Carta d'identità elettronica impongono una accelerazione ai piani dei Comuni. Basti pensare che soltanto il progetto People entro 24 mesi si propone di mettere in rete il 95 per cento di quei servizi attualmente erogati dagli enti pubblici. La Cie dovrà rappresentare, nello stesso periodo, la chiave di accesso per questi servizi, almeno per i Comuni sperimentatori.

Economia della conoscenza e sviluppo economico e sociale: quanto contribuisce la tecnologia ad accrescere la competitività di un territorio?

 

La tecnologia è sicuramente uno degli strumenti cardine per accrescere la competitività di un territorio.
Basti pensare al semplice utilizzo di un portale territoriale come vetrina delle realtà economiche locali che permette, quindi, di portare a conoscenza degli utilizzatori delle risorse presenti.
In tal senso risulta fondamentale il connubio tra tecnologia e marketing territoriale per esprimere servizi innovativi, diretti a favorire operazioni economiche che valorizzino il territorio, sia per iniziativa interna che per iniziativa esterna, da quei servizi riscontrata e richiamata.

Come prima frontiera del servizio, quanto è strategico il ruolo dei Comuni per evitare i rischi sociali (pensiamo innanzitutto al digital divide) legati al diffondersi della nuova tecnologia?
 Uno degli aspetti principali proposti dai Comuni per i bandi riguarda la Usability e Multicanalità come strumento necessario alla riduzione del "Digital Divide".
Ma tutto questo non è ancora sufficiente perché proprio i progetti che saranno realizzati porranno due problemi in modo stringente. Il primo riguarda la digitalizzazione del territorio, il secondo la formazione, a partire dalle scuole, dell'utilizzo delle nuove tecnologie.

Collaborazione e co-progettazione tra enti: che ruolo ha avuto o può avere il coordinamento tra diversi livelli istituzionali (comune, provincia, regione, governo) nell'introduzione su larga scala delle nuove tecnologie nella Pubblica Amministrazione e nell'armonizzazione delle competenze amministrative e operative? Ci sono delle modalità di aggregazione, a Suo parere, più funzionali rispetto ad altre

 

La collaborazione e co-progettazione tra enti è un approccio sicuramente necessario per favorire ed accrescere le competenze e gli aspetti più significativi dell'operatività propria dei vari livelli istituzionali.
Certo è che le nuove tecnologie possono rappresentare una opportunità di semplificazione della Pubblica Amministrazione per il cittadino e per le imprese, se i servizi erogati fanno riferimento ad un progetto istituzionale definito.
In questi ultimi anni questo è stato il punto di maggior sofferenza dei Comuni, intesi come sportelli semplificati della PA

Tecnologia e privacy: parliamo di tutela del cittadino. Legge a parte, in che modo si può, operativamente, rendere compatibile un'applicazione che, per definizione, espone dati e informazioni con la necessità di garantire al cittadino rispetto dei propri dati personali?

 L'incertezza istituzionale in cui ci siamo mossi in questi ultimi anni ha certamente reso più complesso il problema della tutela del cittadino.
Se da una parte esistono strumenti tecnologici che garantiscono la massima tutela di privacy del cittadino, se è vero che rimane un quadro legislativo chiaro relativo all'accesso delle fonti anagrafiche, dall'altra ci sono ipotesi semplificate di Carte sanitarie o di Carte di servizi non attentamente studiate, che hanno rischiato e rischiano tuttora di creare problemi enormi dal punto di vista di garanzia della privacy.
Il disposto normativo: la legge 289 del 2002 (legge finanziaria 2003) prevede una manovra finanziaria forte per stimolare il processo di modernizzazione della Pubblica Amministrazione e del Paese. In particolare gli articoli 26 e 27 individuano fondi e stimolano nuova progettualità in relazione a tre tematiche considerate di interesse strategico: la penetrazione, a tutti i livelli, della tecnologia informatica, l'utilizzo di smart card come strumento di accesso a servizi on line e lo sviluppo della Larga Banda come nuova tecnologia di comunicazione. Quanto disposto dalla Finanziaria e gli strumenti operativi previsti Le sembrano incisivi e sufficienti a sviluppare la tecnologia dell'informazione nel nostro Paese?
 Le risorse utilizzate fanno ancora riferimento alla gara Umts e alla finanziaria 2001. L'elemento di novità contenuto nella legge finanziaria 2003 e quello relativo all'articolo 26 è quello di utilizzare "Finanza di Progetto" per la realizzazione di progetti d'innovazione tecnologica. Mentre si allarga la forbice tra la domanda di nuove tecnologie (l'Europa nel 2002 ha superato gli Stati Uniti per il numero di accessi ad Internet) e gli investimenti pubblici e privati. Così come ha recentemente sottolineato Assinform. L'avvio dei progetti approvati per l'utilizzo e la sperimentazione della Cie renderanno ancora più evidente questo quadro.
Parliamo di CIE e CNS: forte potenzialità ma, alla resa dei conti, uno sviluppo un po' problematico. La finanziaria 2003 è intervenuta a promuoverne la diffusione individuando nuove modalità di finanziamento: convenzioni con istituti di credito, contributi di privati, ricorso alla finanza di progetto. Il Comune di Mantova, che partecipa alla seconda fase di sperimentazione della Carta d'Identità Elettronica, pensa di avvalersi di queste possibilità? In che modo?
 

Per quanto riguarda la seconda fase della sperimentazione della Cie , Mantova partecipa al progetto avvalendosi della collaborazione dei Comuni partecipanti al Progetto People.
In quest'ottica, pertanto, la collaborazione che si sta sviluppando per favorire un approccio costruttivo alle soluzioni da proporre riguarda principalmente le Pal.
Si sta comunque valutando la collaborazione con soggetti privati come compartecipazione ai servizi da utilizzare.

 
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