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De Pietro - processi
 ne parliamo con

Luca De Pietro,
Research Officier TEDIS Center - Venice In
ternational Univerisity

  
Quali sono le forme di partecipazione emergenti attivabili dall'introduzione delle nuove tecnologie di rete nel mondo della Pubblica Amministrazione? Che ruolo possono avere le tecnologie di eVoting?

Tra le forme di partecipazione che secondo me meritano una certa attenzione vi sono sicuramente le comunità online. Questa mia affermazione deriva dai successi che le comunità hanno ricoperto e stanno ricoprendo nel settore privato. In via generale ho avuto modo di osservare che molte parole ricollegabili al periodo della new economy sono cadute in disuso (e-commerce, e-business ecc) mentre la parola comunità è rimasta nel nostro linguaggio e continua ad essere utilizzata con una connotazione valoriale positiva.
Le tecnologie di eVoting sono sicuramente rilevanti ed importanti se inserite in un contesto di condivisione e co-progettazione tra il cittadino e la pubblica amministrazione continuativo al fine di prendere delle decisioni.

Parliamo allora di comunità on line: un fenomeno sviluppatosi nel mondo privato e che gradualmente va estendendosi al contesto pubblico…

Le comunità si sono originariamente sviluppate lungo due direttrici complementari: una interna alle organizzazioni con l'obiettivo di attivare e gestire circuiti di produzione beni/servizi e condivisione di saperi e conoscenze derivanti dallo svolgere una pratica professionale (identificandosi come comunità professionali); ed una esterna alle organizzazioni con l'obiettivo di instaurare un canale di comunicazione privilegiato e diretto con i destinatari (comunità di consumatori). Le prime sono state avviate sia dalle grandi aziende che da realtà medio-piccole (si pensi all'esperienza Club-Bit -una comunità professionale con più di un centinaio di responsabili di sistemi informativi delle aziende della provincia di Treviso) per rispondere a una serie di questioni rilevanti:l' attivazione di un sistema interno di condivisione di saperi (knowledge management community based), il coinvolgimento nell'impresa di figure professionali portatrici di conoscenze specifiche altrimenti ai margini della produzione del sapere e sicuramente indispensabile lo sviluppo e il consolidamento di un'identità professionali per chi vi partecipa.
Mentre la proliferazione e il successo di tante comunità di consumatori on-line rimanda a tutta una serie alte motivazioni. Le comunità di consumatori offrono all'individuo un canale di accesso privilegiato a informazioni rilevanti, dando maggiore consapevolezza nelle scelte, per le imprese accelerano il loro ciclo di innovazione in quanto forniscono stimoli e feedback qualificati, e inoltre cosa importante arricchiscono di senso l'attività del consumo legando l'acquisto di beni e servizi a relazioni fra persone e a eventi specifici.

E nella pubblica amministrazione, in particolare in quella locale, cosa sta avvenendo?

Ripercorriamo insieme la storia degli ultimi dieci anni, se pur in modo sintetico. L'utilizzo della "rete" nell'ambito della pubblica amministrazione, in particolare quella locale, ha vissuto due momenti:una prima ondata di progetti, a forte carattere innovativo (inizio anni '90), incentrata sull'idea della partecipazione in rete ereditando le indicazioni delle iniziative delle free-net americane e che ha fatto emergere molte esperienze di reti civiche nella grandi realtà metropolitane italiane (si pensi alla Rete civica milanese) ma non solo. Questa prima fase era caratterizzata da un approccio bottom-up (i cittadini si auto-organizzavano ), da molta enfasi sulla partecipazione e dall'importanza dei contenuti. Una seconda fase, quella attuale, è, invece, fortemente gestita da soggetti istituzionali consolidati e guarda con sempre maggiore attenzione ai temi del servizio al cittadino e all'impresa. Le nuove tecnologie di rete vengono utilizzate nella PA per offrire servizi efficienti e personalizzati. Questa seconda fase si connota per un approccio Top-down - istituzionale - per un'enfasi sull'efficienza e sulla personalizzazione e per una crucialità dell'integrazione tecnologica. La vera sfida attuale sta nell'incrociare, nell'inseminare, nell'integrare questi due approcci. L'amministrazione locale ha una grande opportunità: può utilizzare la rete per abilitare comunità (reali e elettroniche) alla co-progettazione di servizi avanzati dando quindi voce e spessore alle dinamiche di innovazione di cui i cittadini sono portatori. Ecco che in questi spazi di co-progettazione e co-design cittadino/utente pubblica amministrazione nuove soluzioni, per esempio quelle di e-voting, risultano cruciali per trasformare indicazioni, suggerimenti ed opinioni in scelte condivise e proattive da parte dei cittadini.
Comunque puntare sulla capacità di auto-organizzazione dei cittadini è una scommessa rischiosa, per vari motivi: significa accettare per la PA un confronto con la popolazione come portatrice di istanze di innovazione; inoltre la PA non si deve limitare a progettare flussi informativi, ma è chiamata a predisporre profili professionali in grado di assolvere al ruolo di facilitatori.

Si è accennato, prima, anche alle comunità professionali: che ruolo possono avere nella PA?

Nella PA vi sono attualmente delle prime esperienze significative di comunità professionali che operano su scala nazionale. Il FORMEZ, in maniera forse antesignana, ne ha avviate una diecina: dai Responsabili dello Sportello Unico agli Agenti di sviluppo Locale. I risultati di queste prime comunità sono confortanti sia intermini numerici che qualitativi.
La prossima sfida per le Pubblica amministrazione, come dicevamo prima, consisterà nel attivare anche le comunità di consumatori, con una differenza sostanziale: l'attivazione e gestione di comunità di "consumatori" è invece competenza
degli operatori locali.

 
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