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Cesare Vaciago - Ne parliamo con
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ne parliamo con
Cesare Vaciago,
Direttore generale del Comune di Torino
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La
gestione ottimale del contatto con gli utenti è una prerogativa
indispensabile alla realizzare di una P.A. innovativa, che sia davvero
al servizio dei cittadini e delle imprese. In termini di problemi, strategie
e obiettivi, per la vostra amministrazione comunale, cosa ha significato,
di fatto, attivare un call center? In breve: cosa vi ha spinto ad attivare
questo servizio?
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Il Comune di Torino ha individuato
come obiettivo prioritario il raggiungimento di livelli di eccellenza
nei rapporti tra amministrazione e cittadini. L'amministrazione comunale
rappresenta il primo riferimento dei torinesi per tutti gli eventi cittadini,
non solo per adempimenti o informazioni relative alla pubblica amministrazione.
Le migliaia di telefonate che ogni giorno convergono sul call center della
Città rappresentano un momento di forte impatto sulla qualità
della relazione tra cittadini ed amministrazione. La scelta della Città
è quindi, stata quella di migliorare continuamente la struttura
di primo contatto con i cittadini, che si affianca al sistema della "sportellistica"
e allo sviluppo dei servizi sul web.
C'è da precisare, inoltre, che l'amministrazione non ha ancora
scelto di pubblicizzare l'esistenza del call center come tale, almeno
sino all'ampliamento del numero delle postazioni e all'ulteriore incremento
del numero di addetti (entro alcune settimane avremo 30 postazioni, rispetto
alle 20 attuali, con 50 addetti su due turni, sabato compreso).
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La strategia
principale è quella di fornire la massima disponibilità
di accesso ai cittadini, al fine di non creare nuove barriere e nuove
aree di esclusione sociale. E ciò verrà fatto sia valorizzando
i servizi innovativi forniti attraverso il web, sia potenziando le modalità
tradizionali di accesso (telefono, sportelli fisici).
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Quali
sono le strategie di relazione con i cittadini e le imprese che l'amministrazione
torinese ha messo in atto per la realizzazione del call center?
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Facilitare
l'accesso ai servizi e alle informazioni da parte dei cittadini. Offrire
un servizio personalizzato. Sono gli obiettivi principali del call center.
In che modo l'amministrazione torinese li ha raggiunti?
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Il servizio personalizzato,
calato sulle necessità dei singoli cittadini, costituisce la ragion
d'essere di una struttura di call center (o, più propriamente,
di un contact center) di una pubblica amministrazione. Per raggiungere
questo obiettivo stiamo migliorando innanzitutto il back office, con "progetti
qualità", avviati per ora in alcune aree specifiche (anagrafe,
servizi per l'infanzia, istituti per anziani, e in un prossimo futuro
l'area tributi e polizia municipale). Inoltre, anche attraverso la progettazione
e l'implementazione (prevista per il 2003) di applicativi informatici,
stiamo introducendo una logica di Customer Relationship Management. Questa
si basa sulla conoscenza del cittadino e dei suoi bisogni al fine di proporre,
anche in modo proattivo, servizi sempre più personalizzati.
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Devo dire
che su questo fronte dobbiamo fare ancora parecchio, in quanto monitoriamo
costantemente il numero di chiamate in coda e i tempi di attesa, ma dobbiamo
definire un metodo di verifica anche qualitativa delle risposte fornite.
In questo potrà essere molto utile il coinvolgimento delle associazioni
dei cittadini e dei consumatori. Un po' come sta avvenendo nell'ambito
del gruppo di lavoro sul call center promosso dalla Funzione Pubblica,
a cui, per l'appunto, partecipa anche la Città di Torino. Inoltre,
stiamo valutando alcuni sistemi informatizzati di gestione e tracciamento
dei contatti, delle segnalazioni o delle proteste dei cittadini. Ciò
consentirà di ottenere sia il riscontro delle risposte fornite,
che i tempi delle stesse. Ma anche questa ultima componente sarà
a regime entro fine anno.
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Quali
metodologie vengono utilizzate per la verifica della qualità del
call center? E a tal scopo quali sono gli indicatori di riferimento? Per
esempio il comune di Torino partecipa al gruppo di lavoro "Bacino
di innovazione sul call center" promosso da Cantieri per il Dipartimento
della Funzione Pubblica. Il progetto individua tre indicatori di qualità
per il call center: accessibilità; livello di servizio; relazione.
Li avete seguiti? e con quali risultati?
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Il
Comune di Torino intende arrivare ad una completa integrazione tra Call
center e web. A che scopo e con quali modalità? E ancora: è
prevista l'integrazione con altri canali?
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Come ho già accennato
in precedenza il Comune ha questo obiettivo: garantire la più ampia
facilità di accesso attraverso un sistema che integri i diversi
canali oggi disponibili, da quelli innovativi (web, portali vocali, sms
e mms) a quelli tradizionali (telefono, fax e lettere, segnalazioni verbali,
ad esempio, ai vigili di quartiere)
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La Città
di Torino ha fatto la scelta di avviare il proprio call center utilizzando
prevalentemente risorse interne. Ciò non significa che si stia
facendo tutto all'interno, ma piuttosto che la regia del progetto è
interna e gli addetti sono dipendenti dell'Amministrazione. Dall'esterno
si acquisiscono, invece, le risorse specialistiche e il know how (applicativi,
formazione e, in futuro, con l'avvicinarsi dell'evento olimpico, un servizio
di risposta multilinguistico). A mio avviso i vantaggi di una gestione
interna del call center, almeno in una fase iniziale, sono duplici. Innanzitutto,
c'è la responsabilizzazione diretta della macchina comunale nell'iniziativa,
che è vissuta come una sfida personale, non come il lavoro di un
consulente esterno catapultato dentro gli uffici per decisione altrui.
E poi, ma non secondariamente, se gli addetti sono interni all'Amministrazione,
risulta molto più forte ed efficace la rete di relazioni informali
tra persone, che è fondamentale per risolvere gli innumerevoli
casi specifici che si presentano al call center di un comune.
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Per
la realizzazione del call center l'amministrazione comunale deve affrontare
una serie di problemi. Per esempio la scelta per una gestione interna/esterna
del servizio. Può spendere due parole su questo punto? E in particolare:
quali sono i vantaggi di una gestione interna del servizio?
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La
gestione interna del call center impone però l'impiego di personale
altamente qualificato. L'amministrazione torinese come intende affrontare
la formazione e la selezione del personale.
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Certo,
la qualificazione del personale è fondamentale, ma credo che i dipendenti
pubblici, se adeguatamente motivati, responsabilizzati e formati, siano
persone molto capaci, su cui l'Amministrazione deve puntare. |
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In estrema
sintesi, il modello prevede un call center di primo livello, che filtra
le richieste, fornisce direttamente informazioni di carattere generale
e, entro l'anno, inserisce nel sistema informatizzato le eventuali segnalazioni
dei cittadini, monitorando il loro esito. Accanto al call center di primo
livello, vengono progressivamente attivati presso le più importanti
aree operative i call center di secondo livello. Presso questi ultimi
i cittadini hanno risposte più specifiche, ovvero, a seconda dei
casi, potranno anche provvedere direttamente ad adempimenti amministrativi.
Nel call center di primo livello sono, altresì, previste funzioni
di monitoraggio dell'intero sistema, nonché di monitoraggio dell'aggiornamento
delle informazioni gestite dal sistema.
Infine, come già accennato in precedenza, il modello prevede una
crescente integrazione dei diversi canali di contatto con i cittadini
(la cosiddetta multicanalità).
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Qual
è il modello di call center a cui avete fatto riferimento per una
città medio grande qual è Torino? Si può parlare
di un modello?
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