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contact center - crm
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A Torino
il centralino si fa Contact Center
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"I cittadini
dovranno potersi relazionare con un sistema integrato di contact center
capace di prendere in carico le istanze e di risolverle. La filosofia del
progetto è quella di una relazione basata sulla conoscenza del cittadino
"cliente", sulla personalizzazione della comunicazione e sulla
progressiva pro-attività della stessa".
Sandro
Golzio,
Direttore Servizio Centrale Controllo Strategico e Direzionale
Comune di Torino.
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Numero di telefono: 011
4421111. Una media di 2500 chiamate al giorno, con punte massime di
8000 per eventi particolari, come la chiusura al traffico di alcune zone
o i cortei di protesta. Con le attuali 20 postazioni, occupate a turno
da 38 operatori telefonici, il centralino del Comune
di Torino fa fronte oggi alle telefonate dei cittadini, dirottandoli
di volta in volta agli uffici preposti. Con attendibilità, cortesia
ed efficienza, senza mai sbilanciarsi rispetto a richieste inusuali o
di non propria competenza. Provare per credere. Ma garantire un servizio
innovativo, in grado di risolvere i bisogni dell'utenza, significa andare
ben oltre l'efficienza. Ed è per questo che la Città sta
trasformando il proprio centralino in un vero e proprio centro di contatto
con il pubblico. È il cosiddetto contact center, che, giunto alla
seconda delle sue tre fasi di realizzazione previste, sta già vivendo
la graduale integrazione con altri canali di comunicazione. Tra questi
ci sono il Web, i vari numeri verdi e gli sportelli fisici. Il tutto alla
luce delle più moderne strategie di Customer
Relationship Management, la teoria che mette al centro dell'attenzione
dell'azienda la relazione personalizzata con il "cliente", in
vista della soddisfazione delle sue esigenze.
Inoltre, il progetto rientra nell'ambito delle misure sull'e-government
per l'innovazione tecnologica del VI
programma quadro di ricerca e sviluppo (2002-2006) della Commissione
europea. Utilizzando i fondi strutturali, Torino ha aderito, in modo
congiunto con altre città europee, a questo Programma. Il quale,
va ricordato, si inserisce nell'ambito delle direttive
dell'iniziativa eEurope, inaugurata a Lisbona nel marzo 2000, in occasione
del Consiglio europeo straordinario.
Ma c'è di più. Per ampliare le prospettive e mettere in
comune il know how acquisito nella realizzazione e gestione del progetto
"contact center", il Comune di Torino sta partecipando al gruppo
di lavoro del Bacino
di innovazione sul call center promosso dal Dipartimento della Funzione
Pubblica. Si tratta di un lavoro di gruppo orientato allo studio dei modelli
di realizzazione e delle problematiche inerenti al tipo di servizio. Il
fine ultimo è la pubblicazione di un manuale sul call center ad
uso delle amministrazioni.
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il
progetto
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Alla Città di
Torino il front office, cioè l'attività di immediata
relazione con il cittadino, è articolato in aree non ancora del
tutto connesse tra di loro. Centralino/call center. Web. Numeri verdi
specializzati. Sportelli fisici quali l'URP e l'Ufficio Rapporti, l'Ufficio
Casa e l'Informahandicap. Questi servizi, in estrema sintesi, non comunicano
ancora tra di loro come dovrebbero. Il risultato è che spesso i
cittadini vengono appesantiti da inutili e ridondanti, procedure. Per
esempio, capita ancora di doversi recare di persona presso gli sportelli
comunali per fornire loro informazioni già in possesso dell' amministrazione
stessa.
Al fine di rendere più facile l'accesso ai servizi da parte dei
cittadini, indipendentemente quindi dal frazionamento organizzativo delle
pubbliche amministrazioni, la Città di Torino sta riorganizzando
il servizio di "Posto operatore" e i vari "Numeri verdi"
attualmente attivi. L'obiettivo, per l'appunto, è la realizzazione
del contact center. E per centrare il bersaglio, l'amministrazione
torinese punta sull'innovazione tecnologica e l'ICT (Information and Communication
Tecnology). E lo fa attraverso un piano di e-government, in cui essa stessa
è capofila di un'aggregazione di amministrazioni, che interessa
1.700.000 cittadini piemontesi. È in questa ottica, dunque, che
nasce e si sviluppa il progetto contact center, che, articolato
nelle tre fasi sotto descritte, è giunto al secondo stadio di realizzazione.
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gli obiettivi
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L'obiettivo
da raggiungere è il miglioramento della qualità delle risposte
al cittadino, in termini di: efficienza (tempo di risposta molto
breve) ed efficacia (risposta adeguata alle richieste di chi chiama).
A tal fine, sono tre gli ordini di attività messi a punto dall'amministrazione:
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Definizione
dei gruppi di risposta (interni o in outsourcing, a seconda
dei servizi via, via offerti e delle fasi del progetto); determinazione
dei flussi di lavoro, delle competenze e delle responsabilità
di ogni gruppo di lavoro. |
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Preparazione delle
infrastrutture (locali, arredi, tecnologie); programmazione delle
informazioni; organizzazione degli strumenti necessari per erogare
i servizi. |
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Monitoraggio costante
della qualità dei servizi erogati. |
Il progetto del contact
center prevede, oltre all'integrazione dei diversi canali di accesso
(telefono, WEB, sportelli tradizionali), l'attivazione di nuovi servizi,
per esempio i portali vocali.
Inoltre, a breve, saranno attivati altri servizi. Tra questi sono previsti:
il monitoraggio delle segnalazioni dei cittadini; l'avviamento di pratiche
amministrative, soprattutto nel settore tributario; i sondaggi telefonici.
Infine, le carte di autenticazione dell'utenza già in uso (Torino
Facile e Torino Facilissima) verranno ulteriormente sviluppate nella piattaforma
di autenticazione regionale prevista dai progetti di e-government.
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il
modello
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| il
contact center attuale
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| Al
momento i servizi e i gruppi di risposta del comune di Torino sono organizzati
secondo lo schema sottostante. Qui sono evidenziati i flussi delle chiamate
tra i vari gruppi di risposta:

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e
il call center finale |
Nell'ultima
fase di realizzazione del progetto, la struttura sopra descritta verrà
modificata in maniera da erogare due fondamentali tipologie di servizio:
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"Posto operatore"
(numeri di telefono 011-4421111 e 011-4431111), supportato
da un gruppo di risposta con compiti di trasferimento delle chiamate
verso gli interni del Comune. |
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"Customer
care" (numeri verdi 800-xxxxxx), vale a dire un servizio
informazioni organizzato in un 1° livello (Front end telefonico)
e in vari gruppi di 2° livello, uno per numero verde. |
Il gruppo di 1° livello avrà il compito di rispondere alla
maggior parte delle richieste, filtrando quelle più frequenti e
ripetitive. Mentre i gruppi di 2° livello non gestiranno più
direttamente il contatto telefonico, ma copriranno il ruolo di gruppi
specializzati che dovranno soddisfare solo le richieste più approfondite,
alle quali il 1° livello non avrà potuto dare adeguata risposta
al chiamante.

In sintesi, il modello del contact center, si articolerà su due
livelli. Il primo, centralizzato, prevede la risposta, da parte dell'operatore
telefonico, a domande di tipo generico. Quelle cioè a cui si può
rispondere in modo immediato. Per esempio l'orario di apertura al pubblico
di uno sportello fisico. Il secondo livello, non centralizzato, prevede
una risposta a domande specialistiche, per esempio quelle circa i tributi
o le autorizzazioni. In questo caso le informazioni alle richieste telefoniche
dei cittadini vengono fornite direttamente dagli addetti degli uffici
operativi (istruzione, anagrafe ecc.). La direzione verso cui si stanno
evolvendo le attività di secondo livello è quella della
convergenza e della relative integrazione dei diversi front office. Nonché
dell'accesso ai servizi attraverso più canali, in grado ciascuno
di offrire ai cittadini le stesse opportunità (contact center,
WEB, e-mail, posta e fax, e via dicendo).
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i numeri |
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Il contact center della
Città di Torino conta su:
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oggi:
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20
postazioni al centralino, con 38 operatori telefonici sui vari
turni; |
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entro
aprile: |
30 postazioni al centralino, con 50 addetti sui vari turni;
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| I dati
dell'amministrazione comunale torinese sull'utenza vedono: |
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2500/3000
chiamate telefoniche al giorno, con punte di 8000 per eventi
particolari |
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100.000
accessi al mese di utenti unici al Web |
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20.000
pagine al giorno lette sul Web |
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150
e-mail settimanali giunte allo sportello telematico |
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la
gestione del servizio
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Per la progettazione,
la realizzazione e la gestione del contact center un'amministrazione
pubblica può scegliere tra tre possibilità. Trasferire e delegare
completamente le attività del servizio a un'azienda specializzata
nel settore, cioè lavorare in Outsourcirg. Integrare il servizio
con prestazioni d'opera offerte da specialisti esterni, optando cioè
per il cosiddetto Co-sourcing. Svolgere le attività senza
alcun appoggio esterno, contando esclusivamente sulle proprie risorse (Insourcing).
Impossibile stabilire quale delle tre sia la soluzione migliore per un'amministrazione
comunale. Dipende dalla complessità del progetto, dal budget, dalla
disponibilità del personale interno, e via dicendo. Al momento, la
Città di Torino ha scelto principalmente la terza possibilità,
cioè quella di lavorare in casa. Innanzitutto, per metabolizzare
il progetto, in tutte le sue fasi, all'interno dell'amministrazione stessa.
Ciò consente di avere sempre il polso della situazione, utilizzando
al massimo e in modo ottimale le risorse interne.
In secondo luogo per una questione di comunicazione con il cittadino. I
torinesi, si fidano della propria amministrazione comunale. Spesso anche
sulla base della conoscenza diretta del personale interno impiegato. Pertanto,
non accettano di buon grado una presenza esterna, percependola come transitoria,
oltre che estranea.
Infine c'è la questione economica: lavorare con le risorse interne,
utilizzandole al meglio, comporta un notevole risparmio.
Tuttavia, la scelta dell'insourcing da parte dell'amministrazione
torinese non è ideologica. Tanta più che nella terza fase
del progetto (vedi sotto) si renderà necessario l'affidamento esterno
di alcune attività. |
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le fasi del progetto
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fase
1
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La prima
fase del progetto ha i seguenti obiettivi:
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migliorare la produttività
e la competenza del personale attualmente impiegato presso il centralino; |
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monitorare in tempo
reale l'andamento del contact center e gestire il gruppo di operatori
in maniera flessibile; |
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monitorare la qualità
dell'erogazione dei servizi in oggetto tramite report storici di tipo
"telefonico" (contatti gestiti, durata e tempi di risposta)
e di tipo "informatico" (motivi di chiamata ed esito degli
stessi); |
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attivazione del servizio
mobilità in forma parziale (solo per dare informazioni relative
all'apertura dei cantieri). |
Questa fase prevede le
seguenti attività:
1. Trasferimento degli operatori
dell'attuale centralino in locali con arredi adeguati.
Di seguito viene presentato un esempio di layout di un locale operativo
di call center con isole da 2 o 4 postazioni. Sono inoltre indicate le misure
di una postazione standard in termini di ingombro delle scrivanie e in termini
spazio fisico da dedicare ad ogni postazione operatore.

2.
Adeguamento professionale del personale dell'attuale centralino
tramite corsi di formazione sui seguenti argomenti:
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gestione del contatto
telefonico; |
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utilizzo del PC; |
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struttura organizzativa
del comune. |
3. Inserimento nella struttura di
uno o più supervisori con esperienza in merito.
4. Attivazione di un sistema evoluto
di reportistica telefonica.
5. Attivazione di un sistema
di gestione delle chiamate ricevute (trouble ticketing), per tracciare
e gestire correttamente le richieste dell'utenza.
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fase
2
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| Questa
fase ha due obiettivi: |
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miglioramento della
qualità delle risposte al cittadino su alcuni dei servizi di
informazione; |
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miglioramento
del monitoraggio della qualità dei servizi erogati. |
| Di conseguenza
le attività di questa fase sono relative a: |
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attivazione di alcuni
numeri verdi sul 1° livello (ad esempio cultura, ecologia, viabilità); |
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attivazione del servizio
informazioni in lingua estera (inglese e francese); |
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attivazione
di un sistema di trouble ticketing evoluto, eventualmente anche ai
gruppi di 2° livello, che permetta di ottenere report con maggior
numero di dati rispetto alla fase precedente, e con livelli di affidabilità
e "scalabilità" molto elevati. |
| Al fine
di erogare nella maniera migliore possibile i servizi di informazione
da 1° livello e i servizi in lingua estera, è di fondamentale
importanza svolgere un'attività di analisi e definizione di: |
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flussi di lavoro e
di informazioni fra i gruppi di risposta; |
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responsabilità
sulla qualità delle risposte e sui livelli di servizio che
ogni gruppo di risposta deve garantire; |
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competenze minime delle
persone che fanno parte dei vari gruppi; |
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dati necessari per
erogare i servizi in oggetto dei vari gruppi di risposta: enti responsabili
della manutenzione degli stessi e strumenti per la consultazione degli
stessi da parte degli operatori del call center. |
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fase
3
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L'obiettivo della fase
finale del progetto è rappresentato dall'erogazione ottimale di
tutti i servizi di informazione attualmente attivi.
Tuttavia la struttura finale
del call center (vedi lo schema sopra), è funzione dei risultati
che ottenuti dalle fasi precedenti.
L'analisi risultante sulla qualità dei servizi erogati potrà
influenzare le decisioni sull'architettura finale del servizio, in particolare
su:
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numero finale di operatori
per ogni gruppo e orari di lavoro; |
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numeri verdi da attivare
al 1° livello e razionalizzazione degli stessi; |
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flussi di lavoro per
ogni servizio di informazioni; |
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estensione dell'outsorcing
su più servizi piuttosto che su tutto il 1° livello |
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nuovi strumenti e tecnologie
che permettano ulteriori miglioramenti qualitativi dei servizi e razionalizzino
il lavoro degli operatori |
Qualunque sia la struttura
finale del call center, le attività più importanti di questa
fase sono relative all'analisi dettagliata. Questa deve condurre alla
definizione di responsabilità, competenze, flussi di lavoro, nonché
dati e strumenti necessari per i servizi da attivare. Come per la fase
2, queste attività sono fondamentali per una corretta erogazione
di ciascuno dei servizi da attivare al 1° livello.
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| appuntamenti |
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| news |
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