Home l'Altra P.A.      

Ci siamo trasferiti! Continua a seguirci su: http://portal.forumpa.it/, il canale web di FORUM PA dedicato all'innovazione.
ATTENZIONE: gli articoli privi di data in queste pagine, fanno riferimento a documenti precedenti al 2007

home redazione guest book newsletter cerca
Altra P.A. Veloci Altra P.A. Vicine
dossier studi oltreconfine norme articoli
dossier studi oltreconfine norme articoli
versione stampabile
Elena Tabet - servizi on line

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

ne parliamo con

 

Elena Tabet
Dipartimento per l'innovazione e le tecnologie:
Area sviluppo e-government Regioni ed enti locali

 

1. A breve partirà la fase di implementazione dei progetti ammessi al co-finanziamento nazionale. Quali considerazioni emergono dalla valutazione dei progetti presentati?

Innanzitutto, emerge una diffusa capacità progettuale delle amministrazioni locali. Senza differenze geografiche tra Nord, Centro e Sud. Inoltre, viene alla luce un'ottima capacità di aggregazione, indispensabile per la distribuzione sia delle energie, che dei costi. Ciò è importante, soprattutto per i piccoli Comuni, che, come è noto, dispongono di un numero limitato di fondi. Interessante è stata la scelta di un'aggregazione di tipo verticale, tra i diversi livelli dell'amministrazione. In poche parole i Comuni sono riusciti a sistemarsi sotto il cappello di Province e Regioni. Con la possibilità, quindi, di usufruire non solo dei fondi di queste ultime, ma anche della progettualità e del know how, particolarmente sviluppati soprattutto nelle Regioni.
Un'altra considerazione emersa dallo studio dei progetti è il loro marcato carattere territoriale. L'offerta dei servizi, tramite portale o altri canali multimediali, è infatti tarata sulle richieste del luogo. Pertanto, accanto all'offerta di servizi di base (rilascio di certificati, iscrizioni scolastiche, e via dicendo) ci sono quelli strettamente legati al territorio (servizi per le imprese, per il turismo, per l'occupazione, ecc.). La componente territoriale è talmente spiccata da non poter fare una valutazione comparativa dei progetti in termini di migliore o peggiore. Tanto più che, nell'Avvivo, il Dipartimento richiedeva alle singole amministrazioni una spiegazione ragionata dei servizi offerti. E ciò in virtù del fatto che un singolo servizio più essere più o meno rilevante in rapporto all'offerta fatta sul territorio.
2. A proposito di territorio, quali sono le strategie per l'integrazione dei servizi a livello territoriale? Ogni comune ad esempio farà il suo portale per la fiscalità locale o si sta ragionando a livello di sistema-territorio in modo da capitalizzare la progettualità, ottimizzare le risorse ed evitare duplicazioni?
Intanto la progettualità è stata già capitalizzata. Intenzione del Dipartimento è, infatti, quello di riutilizzare i risultati dell'Avviso a beneficio di tutte le amministrazioni non ancora dotate di servizi. A tal fine la convenzione che gli enti stanno firmando con il Dipartimento prevede il riuso, da parte nostra, delle soluzioni da loro sviluppate. Si tratta di un'azione indispensabile per ottimizzare le risorse. Per l'appunto, nell'ottica del servizio al cittadino, Regioni e Ministro hanno convenuto, sulla necessità di una visione condivisa sui temi fondanti dell'e-government. E, quindi, sulla necessita di integrare a monte il servizio. In breve, fatta salva la totale autonomia delle Regioni e degli enti locali, occorre garantire un servizio attraverso modalità analoghe: nella presentazione; nelle metafore; nelle tipologie di autenticazione e così via. Anche se le amministrazioni non sono obbligate all'integrazione. I tal senso i risultati che il Dipartimento, con le azioni di coordinamento con enti e Regioni, sta ottenendo sono buoni.

3. Quali sono i servizi che - a chiusura dei cantieri di e-government (i 138 progetti ammessi) - potremo veramente sperimentare on line?

I servizi di cui potremo usufruire on line sono quelli inerenti agli eventi principali della vita, che il Dipartimento ha presentato come prioritari. Per i cittadini sono previsti i servizi finanziari, civici o di accesso agli atti, i servizi culturali, per la scuola, per il sociale, ecc.. Per le imprese i servizi contemplati sono, invece, quelli attinenti allo sportello unico. Tuttavia anche questo fattore dipende dalla realtà territoriale. L'accesso all'offerta on line è infatti proporzionale al livello di informatizzazione delle varie amministrazioni. Quelle più avanzate possono impegnarsi nella realizzazione di progetti ambiziosi. Le amministrazioni meno progredite devono invece lavorare su servizi di base, cioè quelli inerenti alla partecipazione alla vita civica, come la visura degli atti.
4. Quali sono le specificità di un portale territoriale? Cosa possiamo definire "portale"?
Il portale possiamo definirlo come un aggregatore, a diversi livelli, di servizi disomogenei. Un indice di link (una specie di elenco dei servizi) già può rientrare in un primo livello. Man mano che cresce l'intelligenza nel modo di aggregare i servizi, il portale, acquista un valore aggiunto: il livello lo qualifica come strumento di ausilio sempre più raffinato. Allora, oltre all'indicizzazione, si potrebbe arrivare alla classificazione: una nomenclatura omogenea dei servizi. Ma i portali territoriali non sono ancora giunti a ciò. In pratica a questo livello uno stesso servizio può avere nomi diversi nei vari luoghi, oppure può addirittura integrarne il processo di erogazione interfacciando le diverse amministrazioni in esso coinvolte. L'obiettivo da raggiungere, quindi, è indubbiamente quello di aggregare i servizi. Con la possibilità di tararne l'offerta rispetto alla richiesta. In alcuni casi, facendo del marketing territoriale, laddove il territorio sia appetibile rispetto all'insediamento di nuove realtà produttive. In alcune circostanze può essere opportuna l'offerta turistica. O quella inerente le informazione sulle infrastrutture stradali (si pensi alle comunità montane). In sintesi, la specificità del portale territoriale deve essere quella di conoscere meglio l'utenza a cui si rivolge.
5. Perché il portale è il canale di erogazione di servizi in qualche modo elettivo? Non si rischia di fare servizi in prospettiva per tutti ma oggi ancora per pochi? In che misura, nello sviluppo dei progetti, sono state considerate reti alternative?

Perché il portale è il canale di erogazione di servizi in qualche modo elettivo? Il portale viene visto come uno strumento di elezione, sia per la notorietà di internet, sia per l'appetibilità della parte grafica delle sue pagine. Pertanto dal punto di vista della comunicazione del servizio, vince il confronto con gli altri strumenti, anche se altrettanto funzionali o addirittura più utili. Ma in realtà non è un canale di elezione. Piuttosto è la vetrina dell'ente locale o dell'amministrazione.

Non si rischia di fare servizi in prospettiva per tutti ma oggi ancora per pochi? No. Perché gli altri canali ci sono e funzionano. Basti pensare non al telefono cellulare, allo sportello del bancomat, al call center, alla rete della Lottomatica, allo sportello fisico (che non va mai dimenticato). Dopo tutto, nel bando di partecipazione al concorso, è stato espressamente richiesto che i progetti prevedessero la multicanalità, cioè la possibilità di erogare lo stesso servizio attraverso diversi canali innovativi, tra cui il portale.

In che misura, nello sviluppo dei progetti, sono state considerate reti alternative? Tutti hanno considerato le reti alternative. Certo, il portale è presente nel 90 per cento dei progetti, ma lo ripeto: è uno vetrina di cui occorre munirsi. Tra le reti alternative considerate spicca la possibilità di interagire con i cittadini tramite l'invio di SMS, per esempio, per le informazioni sul traffico. Anche se scarsamente interattivo, si tratta di un canale innovativo e utile. Anche la possibilità di stampare i certificati attraverso lo sportello bancomat è stata presa in considerazione. Così come il pagamento di multe, tasse e canoni attraverso la rete della Lottomatica.

6. Lo sviluppo dei servizi on line offerti dalla PA ai cittadini è direttamente proporzionale al livello di diffusione del mezzo internet. Quali sono le strategie da mettere in atto per ampliare il bacino di utenza? Il Dipartimento ha promosso qualche progetto in merito?
La tariffa di accesso alla rete è uno degli ostacoli alla diffusione di internet nelle famiglie. Il Governo, in merito, sta portando avanti alcune azioni affinché queste vengano ridotte. Per quanto riguarda i progetti e le attività del Dipartimento, ci sono gli incentivi per l'acquisto di Personal Computer per ragazzi sotto i 16 anni. Gli aiuti hanno lo scopo di avvicinare i futuri cittadini alla rete. Inoltre, il gruppo di lavoro sulla sicurezza sta lavorando sull'affidabilità delle transazioni economiche (i cittadini hanno ancora scarsa fiducia nella sicurezza del mezzo). Infine c'è il progetto larga banda, che prevede la diffusione di rete ad alta velocità, e che è indispensabile per offrire servizi interattivi davvero appetibili.
7. Ci sono delle criticità per quanto riguarda lo sviluppo di servizi interattivi anche a livello di piccoli comuni, o questi rischiano di essere tagliati fuori dall'innovazione?
Certo che ci sono le criticità. Si chiamano, competenze, conoscenze, abilità, strumenti, costi. Pertanto è vero che i piccoli Comuni rischiano di non farcela. Ma il Dipartimento lo sapeva già, ed è per questo che ha promosso l'aggregazione tra enti locali, Province e Regioni. Inoltre, negli sviluppi dell'e-government sono allo studio soluzioni che prevedono la nascita di specifici consorzi tra Comuni. L'obiettivo è quello di creare veri e propri centri erogatori di servizi, che possano centralizzare tutte le strutture necessarie.
8. In che misura si prefigura il raccordo tra i servizi degli enti locali e quelli erogati dalle amministrazioni centrali? Il cittadino, dal portale del suo comune, potrà accedere direttamente alle prestazioni INPS?
Certo che potrà farlo. Ma ancora una volta il raccordo tra le amministrazioni è fondamentale affinché l'offerta di servizio funzioni. Il Dipartimento svolge a tal fine una funzione di coordinamento, che sta vedendo l'apertura di tavoli di confronto tra le autonomie locali e le amministrazioni centrali. Queste ultime sono disposte a collaborare, mettendo a disposizione i dati. La possibilità da parte di un'amministrazione locale di erogare completamente un servizio, come se si trattasse di uno sportello unico, dove si esauriscono tutte le pratiche, è fondamentale. Per centrare questo obiettivo nel bando sono state coinvolte alcune amministrazioni centrali, quali INPS, INAIL, Motorizzazione civile, e anche le ASL.
9. Quale sarà lo strumento di accesso ai servizi? Già oggi vi sono esempi di servizi on line che però costringono il cittadino-utente a ricordare - per ciascun servizio - un PIN diverso. Fra due anni andremo ancora con in tasca la rubrica dei PIN?
Lo strumento di accesso ai servizi che richiedano l'autenticazione è, e sarà per tutti, la carta d'identità elettronica. Che, tuttavia, deve prendere ancora piede. In attesa della sua diffusione le amministrazioni possono avvalersi, per gli stessi scopi, di altre smart card. A patto che siano compatibili allo standard tecnologico della carta d'identità elettronica, già largamente utilizzato. La diffusione della carta d'identità elettronica è un obiettivo piuttosto ambizioso. E' uno degli obiettivi di legislatura del Ministro e deve essere raggiunto.
 
 partners
Nortel Networks
Siav
SAS
Microsoft
 appuntamenti
 news
Deprecated: Function split() is deprecated in /data/fs/re-set/forumpa/admin/util.php3 on line 733 Deprecated: Function split() is deprecated in /data/fs/re-set/forumpa/admin/util.php3 on line 733 Deprecated: Function split() is deprecated in /data/fs/re-set/forumpa/admin/util.php3 on line 733

18/03 - In Belgio su e-bay con la carta d'identità elettronica

18/03 - Un canale youtube per la città di Genova

18/03 - Il Telefono Azzurro vince il "Premio WWW" de "Il Sole 24 Ore"

home redazione guest book newsletter cerca