| versione stampabile |
Elena Tabet - servizi on line
| | ne
parliamo con Elena
Tabet Dipartimento
per l'innovazione e le tecnologie: Area sviluppo e-government Regioni ed enti
locali 1.
A breve partirà la fase di implementazione dei progetti ammessi al co-finanziamento
nazionale. Quali considerazioni emergono dalla valutazione dei progetti presentati? | | Innanzitutto,
emerge una diffusa capacità progettuale delle amministrazioni locali. Senza
differenze geografiche tra Nord, Centro e Sud. Inoltre, viene alla luce un'ottima
capacità di aggregazione, indispensabile per la distribuzione sia delle
energie, che dei costi. Ciò è importante, soprattutto per i piccoli
Comuni, che, come è noto, dispongono di un numero limitato di fondi. Interessante
è stata la scelta di un'aggregazione di tipo verticale, tra i diversi livelli
dell'amministrazione. In poche parole i Comuni sono riusciti a sistemarsi sotto
il cappello di Province e Regioni. Con la possibilità, quindi, di usufruire
non solo dei fondi di queste ultime, ma anche della progettualità e del
know how, particolarmente sviluppati soprattutto nelle Regioni. Un'altra considerazione
emersa dallo studio dei progetti è il loro marcato carattere territoriale.
L'offerta dei servizi, tramite portale o altri canali multimediali, è infatti
tarata sulle richieste del luogo. Pertanto, accanto all'offerta di servizi di
base (rilascio di certificati, iscrizioni scolastiche, e via dicendo) ci sono
quelli strettamente legati al territorio (servizi per le imprese, per il turismo,
per l'occupazione, ecc.). La componente territoriale è talmente spiccata
da non poter fare una valutazione comparativa dei progetti in termini di migliore
o peggiore. Tanto più che, nell'Avvivo, il Dipartimento richiedeva alle
singole amministrazioni una spiegazione ragionata dei servizi offerti. E ciò
in virtù del fatto che un singolo servizio più essere più
o meno rilevante in rapporto all'offerta fatta sul territorio. | | 2.
A proposito di territorio, quali sono le strategie per l'integrazione dei servizi
a livello territoriale? Ogni comune ad esempio farà il suo portale per
la fiscalità locale o si sta ragionando a livello di sistema-territorio
in modo da capitalizzare la progettualità, ottimizzare le risorse ed evitare
duplicazioni? | | Intanto
la progettualità è stata già capitalizzata. Intenzione del
Dipartimento è, infatti, quello di riutilizzare i risultati dell'Avviso
a beneficio di tutte le amministrazioni non ancora dotate di servizi. A tal fine
la convenzione che gli enti stanno firmando con il Dipartimento prevede il riuso,
da parte nostra, delle soluzioni da loro sviluppate. Si tratta di un'azione indispensabile
per ottimizzare le risorse. Per l'appunto, nell'ottica del servizio al cittadino,
Regioni e Ministro hanno convenuto, sulla necessità di una visione condivisa
sui temi fondanti dell'e-government. E, quindi, sulla necessita di integrare a
monte il servizio. In breve, fatta salva la totale autonomia delle Regioni e degli
enti locali, occorre garantire un servizio attraverso modalità analoghe:
nella presentazione; nelle metafore; nelle tipologie di autenticazione e così
via. Anche se le amministrazioni non sono obbligate all'integrazione. I tal senso
i risultati che il Dipartimento, con le azioni di coordinamento con enti e Regioni,
sta ottenendo sono buoni. | | 3.
Quali sono i servizi che - a chiusura dei cantieri di e-government (i 138 progetti
ammessi) - potremo veramente sperimentare on line? | | I
servizi di cui potremo usufruire on line sono quelli inerenti agli eventi principali
della vita, che il Dipartimento ha presentato come prioritari. Per i cittadini
sono previsti i servizi finanziari, civici o di accesso agli atti, i servizi culturali,
per la scuola, per il sociale, ecc.. Per le imprese i servizi contemplati sono,
invece, quelli attinenti allo sportello unico. Tuttavia anche questo fattore dipende
dalla realtà territoriale. L'accesso all'offerta on line è infatti
proporzionale al livello di informatizzazione delle varie amministrazioni. Quelle
più avanzate possono impegnarsi nella realizzazione di progetti ambiziosi.
Le amministrazioni meno progredite devono invece lavorare su servizi di base,
cioè quelli inerenti alla partecipazione alla vita civica, come la visura
degli atti. | | 4.
Quali sono le specificità di un portale territoriale? Cosa possiamo definire
"portale"? | | Il
portale possiamo definirlo come un aggregatore, a diversi livelli, di servizi
disomogenei. Un indice di link (una specie di elenco dei servizi) già può
rientrare in un primo livello. Man mano che cresce l'intelligenza nel modo di
aggregare i servizi, il portale, acquista un valore aggiunto: il livello lo qualifica
come strumento di ausilio sempre più raffinato. Allora, oltre all'indicizzazione,
si potrebbe arrivare alla classificazione: una nomenclatura omogenea dei servizi.
Ma i portali territoriali non sono ancora giunti a ciò. In pratica a questo
livello uno stesso servizio può avere nomi diversi nei vari luoghi, oppure
può addirittura integrarne il processo di erogazione interfacciando le
diverse amministrazioni in esso coinvolte. L'obiettivo da raggiungere, quindi,
è indubbiamente quello di aggregare i servizi. Con la possibilità
di tararne l'offerta rispetto alla richiesta. In alcuni casi, facendo del marketing
territoriale, laddove il territorio sia appetibile rispetto all'insediamento di
nuove realtà produttive. In alcune circostanze può essere opportuna
l'offerta turistica. O quella inerente le informazione sulle infrastrutture stradali
(si pensi alle comunità montane). In sintesi, la specificità del
portale territoriale deve essere quella di conoscere meglio l'utenza a cui si
rivolge. | | 5.
Perché il portale è il canale di erogazione di servizi in qualche
modo elettivo? Non si rischia di fare servizi in prospettiva per tutti ma oggi
ancora per pochi? In che misura, nello sviluppo dei progetti, sono state considerate
reti alternative? | Perché
il portale è il canale di erogazione di servizi in qualche modo elettivo?
Il portale viene visto come uno strumento di elezione, sia per la notorietà
di internet, sia per l'appetibilità della parte grafica delle sue pagine.
Pertanto dal punto di vista della comunicazione del servizio, vince il confronto
con gli altri strumenti, anche se altrettanto funzionali o addirittura più
utili. Ma in realtà non è un canale di elezione. Piuttosto è
la vetrina dell'ente locale o dell'amministrazione. Non
si rischia di fare servizi in prospettiva per tutti ma oggi ancora per pochi?
No. Perché gli altri canali ci sono e funzionano. Basti pensare non al
telefono cellulare, allo sportello del bancomat, al call center, alla rete della
Lottomatica, allo sportello fisico (che non va mai dimenticato). Dopo tutto, nel
bando di partecipazione al concorso, è stato espressamente richiesto che
i progetti prevedessero la multicanalità, cioè la possibilità
di erogare lo stesso servizio attraverso diversi canali innovativi, tra cui il
portale. In
che misura, nello sviluppo dei progetti, sono state considerate reti alternative?
Tutti hanno considerato le reti alternative. Certo, il portale è presente
nel 90 per cento dei progetti, ma lo ripeto: è uno vetrina di cui occorre
munirsi. Tra le reti alternative considerate spicca la possibilità di interagire
con i cittadini tramite l'invio di SMS, per esempio, per le informazioni sul traffico.
Anche se scarsamente interattivo, si tratta di un canale innovativo e utile. Anche
la possibilità di stampare i certificati attraverso lo sportello bancomat
è stata presa in considerazione. Così come il pagamento di multe,
tasse e canoni attraverso la rete della Lottomatica. | | 6.
Lo sviluppo dei servizi on line offerti dalla PA ai cittadini è direttamente
proporzionale al livello di diffusione del mezzo internet. Quali sono le strategie
da mettere in atto per ampliare il bacino di utenza? Il Dipartimento ha promosso
qualche progetto in merito? | | La
tariffa di accesso alla rete è uno degli ostacoli alla diffusione di internet
nelle famiglie. Il Governo, in merito, sta portando avanti alcune azioni affinché
queste vengano ridotte. Per quanto riguarda i progetti e le attività del
Dipartimento, ci sono gli incentivi per l'acquisto di Personal Computer per ragazzi
sotto i 16 anni. Gli aiuti hanno lo scopo di avvicinare i futuri cittadini alla
rete. Inoltre, il gruppo di lavoro sulla sicurezza sta lavorando sull'affidabilità
delle transazioni economiche (i cittadini hanno ancora scarsa fiducia nella sicurezza
del mezzo). Infine c'è il progetto larga banda, che prevede la diffusione
di rete ad alta velocità, e che è indispensabile per offrire servizi
interattivi davvero appetibili. | | 7.
Ci sono delle criticità per quanto riguarda lo sviluppo di servizi interattivi
anche a livello di piccoli comuni, o questi rischiano di essere tagliati fuori
dall'innovazione? | | Certo
che ci sono le criticità. Si chiamano, competenze, conoscenze, abilità,
strumenti, costi. Pertanto è vero che i piccoli Comuni rischiano di non
farcela. Ma il Dipartimento lo sapeva già, ed è per questo che ha
promosso l'aggregazione tra enti locali, Province e Regioni. Inoltre, negli sviluppi
dell'e-government sono allo studio soluzioni che prevedono la nascita di specifici
consorzi tra Comuni. L'obiettivo è quello di creare veri e propri centri
erogatori di servizi, che possano centralizzare tutte le strutture necessarie.
| | 8.
In che misura si prefigura il raccordo tra i servizi degli enti locali e quelli
erogati dalle amministrazioni centrali? Il cittadino, dal portale del suo comune,
potrà accedere direttamente alle prestazioni INPS? | | Certo
che potrà farlo. Ma ancora una volta il raccordo tra le amministrazioni
è fondamentale affinché l'offerta di servizio funzioni. Il Dipartimento
svolge a tal fine una funzione di coordinamento, che sta vedendo l'apertura di
tavoli di confronto tra le autonomie locali e le amministrazioni centrali. Queste
ultime sono disposte a collaborare, mettendo a disposizione i dati. La possibilità
da parte di un'amministrazione locale di erogare completamente un servizio, come
se si trattasse di uno sportello unico, dove si esauriscono tutte le pratiche,
è fondamentale. Per centrare questo obiettivo nel bando sono state coinvolte
alcune amministrazioni centrali, quali INPS, INAIL, Motorizzazione civile, e anche
le ASL. | | 9.
Quale sarà lo strumento di accesso ai servizi? Già oggi vi sono
esempi di servizi on line che però costringono il cittadino-utente a ricordare
- per ciascun servizio - un PIN diverso. Fra due anni andremo ancora con in tasca
la rubrica dei PIN? | | Lo
strumento di accesso ai servizi che richiedano l'autenticazione è, e sarà
per tutti, la carta d'identità elettronica. Che, tuttavia, deve prendere
ancora piede. In attesa della sua diffusione le amministrazioni possono avvalersi,
per gli stessi scopi, di altre smart card. A patto che siano compatibili allo
standard tecnologico della carta d'identità elettronica, già largamente
utilizzato. La diffusione della carta d'identità elettronica è un
obiettivo piuttosto ambizioso. E' uno degli obiettivi di legislatura del Ministro
e deve essere raggiunto. |
|
|
|
| appuntamenti |
|
|
| news |
|
Deprecated: Function split() is deprecated in /data/fs/re-set/forumpa/admin/util.php3 on line 733
Deprecated: Function split() is deprecated in /data/fs/re-set/forumpa/admin/util.php3 on line 733
Deprecated: Function split() is deprecated in /data/fs/re-set/forumpa/admin/util.php3 on line 733
18/03 - In Belgio su e-bay con la carta d'identità elettronica
18/03 - Un canale youtube per la città di Genova
18/03 - Il Telefono Azzurro vince il "Premio WWW" de "Il Sole 24 Ore"
|
|