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Rapporto eEurope 2002


 

La Commissione Europea ha adottato il 12 febbraio scorso la relazione finale su "eEurope 2002", il piano d'azione elaborato nel corso del Consiglio Europeo di Feira (Portogallo) nel giugno 2000 come parte integrante della strategia di crescita della produttività in Europa e di promozione dell'economia basata sulla conoscenza.

Il piano d'azione eEurope, che, nelle parole di Erkki Liikanen, commissario europeo per le imprese e la società dell'informazione, ha contribuito sensibilmente al raggiungimento dell'obbiettivo di Lisbona di accrescere la competitività dell'Europa entro il 2010, ha individuato una serie di obiettivi considerati strategici per eliminare o, perlomeno, ridurre gli ostacoli che si oppongono allo sviluppo della nuova economia e che i 15 Paesi dell'Unione Europea si sono impegnati a conseguire entro il 2002.

Uno sguardo di sintesi agli obiettivi del Piano…

3 macroaree
accesso a Internet più economico, rapido e sicuro
investire nelle risorse umane e nelle competenze
promuovere l'utilizzo di Internet
11 linee d'azione individuate
64 micro-obiettivi
3 metodologie operative
l'adozione in tempi rapidi delle misure giuridiche,
il riorientamento dei programmi di sostegno finanziario esistenti
un'analisi comparativa.

 

1a macroarea
Accesso più economico, più rapido e più sicuro ad Internet

 

3 linee d'azione

Un accesso più economico e rapido ad Internet

Accesso più rapido ad Internet per ricercatori estudenti

Reti e carte intelligenti sicure

18 micro-obiettivi

 

 

 

 

2a macroarea
Investire nelle risorse umane e nella formazione

 

3 linee d'azione

Giovani d'Europa nell'era digitale

Lavorare nell'economia basata sulla conoscenza

Partecipazione di tutti all'economia basata sulla conoscenza

17 micro-obiettivi

 

 

 

 

 

 

 

 

 

3a macroarea
Promuovere l'utilizzo di Internet

 

5 linee d'azione

Accelerare il commercio elettronico

Amministrazioni on-line: accesso elettronico ai servizi pubblici

Assistenza sanitaria on-line

Contenuti europei digitali per reti globali

Trasporti intelligenti

29 micro-obiettivi

 

 


 

 

 

 

 

 

 

…e ai risultati raggiunti

Considerando le forti criticità riscontrate nei Paesi Europei nel 1999 (un'indagine conoscitiva aveva rilevato una crescita economica molto lenta rispetto a standard, come quello degli Stati Uniti, molto più consistenti) gli esiti dell'iniziativa eEurope rilevano un generale consolidamento in Europa di strumenti e modalità operative legati alla tecnologia della conoscenza. Soffermiamoci su alcune degli elementi più significativi.

 

accesso più economico, più rapido, più sicuro ad Internet.

Il Consiglio di Lisbona, nel marzo 2000, ha individuato l'innovazione come uno dei paradigmi di crescita fondamentali: l'Europa ha, pertanto, investito risorse finanziarie, umane e materiali nello sviluppo della tecnologia della comunicazione e dell'informazione. La Commissione Europea ha dato priorità ai progetti relativi alla società dell'informazione all'interno del programma dei Fondi Strutturali , con particolare attenzione, come di consueto, alle aree con margini di sviluppo più bassi.

Risultato:
come primo dato di rilievo il livello di penetrazione Internet per uso privato a livello europeo è passato dal 18,3% del marzo 2000 al 42,6% nel novembre 2002. Questo dato, incoraggiante in termini assoluti, ridimensiona, però, la sua significatività se si considera la forte differenza tra gli Stati Europei.

Quello che appare immediatamente è il forte dislivello tra i diversi Paesi: Norvegia e Grecia sono ai due estremi opposti con un gap di 54 punti percentuali.
Anche la posizione dell'Italia non è confortante: appena il 35% di diffusione della tecnologia Internet, anche più bassa della media complessiva UE che si attesta sui 42,6 punti percentuali.

 

alcuni dati più di dettaglio.

L'uso di Internet risulta essere più diffuso, com'è facile aspettarsi, tra i giovani e, in genere, sono più gli uomini ad utilizzarlo che le donne (rispettivamente il 60% e il 47%).
Se si passa dal privato ad ambiti lavorativi o di studio, il tasso di utilizzo si rafforza notevolmente: pressoché tutte le grandi aziende e almeno l'80% delle pmi (con un numero di lavoratori non inferiore a 10) risultano connessi alla Rete.
Un dato ancora più positivo per le scuole: con il 93% degli istituti di istruzioni connessi ad Internet si può dire che tutti i Paesi Europei stiano per raggiungere il traguardo prefissatosi per il 2002 in questo settore.

 

una forte strategia di Rete

La metodologia operativa suggerita dal Piano d'Azione eEurope ha stimolato la creazione di reti interoperative tra i Paesi Europei. Dal 1 dicembre 2001 è attivo il circuito GEANT , un network che ha sfruttato i lavori di ricerca sulla tecnologia dell'informazione di ben 27 Paesi, inclusi quelli candidati all'ingresso nell'Unione Europea, per mettere in rete tutti gli istituti di ricerca e le Università europee. Ad oggi, con 32 Paesi connessi in rete e una testa di ponte su altri importanti centri di ricerca distribuiti ovunque nel mondo, dal Nord America all'Oceano Pacifico, alle regioni del Mediterraneo e del Sud America, il GEANT può considerarsi, a tutti gli effetti, il più veloce network di ricerca esistente al mondo.

 

il nuovo quadro normativo per la comunicazione elettronica

Focalizzando la sue strategia operative sulla connessione, il Piano d'Azione eEurope 2002 ha innanzitutto sottolineato la necessità di identificare al più presto il nuovo quadro normativo, presupposto necessario per regolare andamento dei prezzi e promuovere una sana competizione nella diffusione dell'ICT.
Nel luglio 2000 la Commissione ha proposto un pacchetto di misure per regolamentare i sistemi di rete e l'erogazione di servizi on line.

obiettivo

 


ridurre i prezzi di connessione, stimolare l'innovazione e garantire le scelte dei consumatori creando i presupposti essenziale per la diffusione di tecnologie ad alta velocità.

risultato

 

 

5 Direttive del Consiglio Europeo e del Parlamento
1 Direttiva della Commissione Europea
1 Decisione della Commissione

Gli Stati Membri sono invitati ad adottare queste disposizioni normative entro il 25 luglio 2003: lo stesso vale, se pur con scadenze diverse, per I Paesi che entreranno a far parte dell'Unione.

Contributo risolutivo a completamento del nuovo quadro normativo sulle Tecnologie dell'Informazione è stato dato dalla normativa sul Commercio Elettronico e sulla Firma Digitale che contribuiranno a creare certezza nelle attività di commercio attraverso l'Europa ed assicureranno un adeguato livello di protezione per i consumatori

 

stimolare l'uso della tecnologia Internet

A fronte dello sviluppo di infrastrutture di rete e della diffusione di un quadro normativo comune, presupposti indispensabili a creare le condizioni di sviluppo e diffusione dell'ICT, si pone il problema dell'approccio a queste nuove tecnologie.
L'economia digitale cambia il nostro modo di relazionarci rispetto a fattori e strutture esterne: si modificano le modalità di lavoro e di apprendimento, cambia il rapporto con le pubbliche amministrazioni, si scoprono modalità diverse di fruizione dei servizi sanitari e si fa spazio a soluzioni e meccanismi di integrazione delle categorie a rischio di esclusione sociale.
Il Piano d'Azione eEurope ha recepito questi nuovi stimoli e, oltre a favorire la penetrazione delle tecnologie Internet, ne ha voluto stimolarne l'utilizzo diffuso, complesso, equilibrato all'interno di tutti i contesti sociali ed economici.

 

i contesti di riferimento


 

La scuola

già al febbraio 2002 il 93% delle scuole risultavano connesse in rete

obiettivo:investire in modo più consistente nella modernizzazione del sistema di istruzione e dotare insegnanti e studenti di strumenti di accesso veloce alle tecnologie dell'Informazione
risultato:la diffusione di attrezzature informatica all'interno delle scuole è cresciuta sensibilmente e si va ulteriormente intensificando: mediamente si dispone di un computer ogni 10 alunni, a fronte del rapporto di 12/1 rilevato nel 2001. Aumenta anche il livello di connessione internet con un rapporto salito da 17 a 25 connessioni per ogni struttura scolastica

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Il lavoro nel settore ICT

 

obiettivo:

investire nelle professionalità dell'economia della conoscenza, nella formazione, nella flessibilità sul lavoro e nell'attivazione di centri di formazione ad accesso pubblico per mettere a disposizione di tutti l'accesso alle tecnologie della conoscenza.

risultato: la proporzione di lavoratori che hanno ricevuto un'educazione informatica è cresciuta dal 23% al 29% tra il 2000 e il 2001. Questa tendenza non è stata mantenuta nel 2002 nonostante il numero di lavoratori nell'ICT sia comunque in continua crescita. Significativi anche i dati di crescita di forme flessibili di lavoro: per tutti, la percentuale di lavoratori impegnati nel telelavoro è salito dal 5,6% nel 2000 all'8,2% nel 2002.

 

 

 

 

 

 

 

e

-commerce

 


obiettivo: portare lo standard di crescita dell'acquisto di beni e servizi per i cittadini (B2C) agli stessi standard rilevati negli acquisti per impresa (B2B)

risultato: tra ottobre 2000 e novembre 2002 la percentuale di acquisti on line, occasionali o sistematici, è passata dal 18,5% al 23% ma di questi oltre 2/3 sono ancora rappresentati da transazioni B2B.

e

-government

 


obiettivo: entro il 2002 tutti gli Stati membri dovevano rendere fruibili attraverso i siti internet istituzionali 20 servizi di base di pubblica utilità

risultato: tutti gli Stati Membri dispongo di un sito Internet che fornisce i 20 servizi on line ai cittadini anche se con diversi livelli di completezza. Tra il 2000 e il 2002 la percentuale di siti istituzionali completamente interattivi sui 20 servizi di base è passata dal 45% al 60%.

Consulta il rapporto completo eEurope 2002

 
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