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Un
primo monitoraggio sulla nuova card dei servizi
nata per valorizzare il patrimonio artistico-culturale di Napoli
Ne parliamo con
Francesca Traclò - Project
Manager Federculture
Il progetto Campania Artecard nasce
su iniziativa dell’assessorato regionale all’urbanistica e ai beni culturali
ed è realizzato con il supporto
di Federculture. La Federazione Nazionale degli Enti e delle aziende culturali,
con il contributo degli esperti del suo sportello di consulenza e servizi
“Sportello Cultura”, ha coordinato le attività dei soggetti istituzionali
coinvolti, svolto assistenza alla Regione e progettato, nei suoi diversi
aspetti, il sistema card.
La Napoli artecard fornisce al turista
e al cittadino un pass per un accesso preferenziale ai musei, ai trasporti urbani e ai servizi
culturali della città. Per gli attori del sistema è un’occasione di confronto
e di programmazione condivisa delle attività per la valorizzazione del
patrimonio culturale della città.
La carta integrata oggi usa un supporto informatico semplice
e adeguato alle sue caratteristiche funzionali. Peraltro, in un’ottica
di lungo periodo, è importante segnalare le potenzialità future: allargamento
della gamma dei servizi offerti, integrazione tecnologica, estensione
al territorio regionale.
Nata in via sperimentale nell’area metropolitana di Napoli,
in quanto una delle aree territoriali individuate come “grandi attrattori
della Regione Campania”, la carta, secondo le intenzioni dell’assessorato
ai beni culturali regionale, sarà estesa agli altri cinque attrattori,
configurando nel futuro un unico sistema integrato di offerta culturale.
La Reggia di Caserta, Pompei, la Certosa di Padula, Campi Flegrei e Paestum
completeranno così il pacchetto di luoghi d’arte “acquistabile” con una
o più card.
Molte sono le manifestazioni di interesse
che arrivano dagli operatori del settore turistico, che vorrebbero entrare
nel sistema, spinti dalla volontà di miglioramento del servizio ai turisti,
in un settore in cui la forte competizione internazionale spinge a politiche
di coordinamento a livello locale.
I primi dati di monitoraggio evidenziano
un chiaro successo della card: i consuntivi ad oggi risultano superiori
alle previsioni e pari a circa 10.000 ingressi. Dai primi dati di vendita
e di uso della card arriva una conferma della scelta dei servizi aggiuntivi
cui la card da accesso: sono molti i turisti che usano la card per assistere
agli spettacoli del San Carlo e del Mercadante.
Le criticità principali incontrate
nella realizzazione del progetto sono state di tipo normativo e organizzativo.
Se, infatti, l’integrazione fra musei statali, comunali e privati richiede
un attento coordinamento istituzionale, in un momento di profondo cambiamento
del quadro legislativo, il alcuni aspetti gestionali, come l’armonizzazione
degli orari, dei servizi aggiuntivi e tutto quanto ruota intorno al museo,
richiedono un importante sforzo prima culturale e poi organizzativo.
L’offerta può con l’aiuto delle tecnologie
a costi contenuti migliorare la gestione del bene culturale, integrando
i servizi di biglietteria con i sistemi di accesso, potenziando le informazioni
disponibili su web, raccogliendo informazioni puntuali sul turista necessarie
allo sviluppo di azioni mirate di marketing.
Costante
avanza il processo di cambiamento della filosofia di gestione del patrimonio
culturale: la funzione di valorizzazione, voluta dai provvedimenti legislativi
degli ultimi anni, trova una realizzazione concreta della Napoli artecard.
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