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eprocurement


Ne parliamo con

Carmelo Leonardis -Vice President Public & Financial Services
Oracle Italy


Oracle è da tempo impegnata al fianco delle amministrazioni pubbliche nello sviluppo di piattaforme per l'e-procurement. Sulla base della vostra esperienza, ritiene che ci sia un atteggiamento favorevole nelle pubbliche amministrazioni rispetto alla gestione telematica degli acquisti?

Effettivamente Oracle ha maturato una grande esperienza in questo settore, sia nel privato, con le soluzioni per l'e-commerce, che nel pubblico. Oggi disponiamo di soluzioni di e-procurement di avanguardia, peraltro già adottate da numerose amministrazioni, che rispondono alle esigenze di questo specifico mercato.
Dal nostro punto di vista notiamo un crescente interesse nelle pubbliche amministrazioni, che vedono in questi strumenti una significativa opportunità per migliorare l'efficienza dei propri processi di acquisto nei termini di: riduzione dei tempi, miglioramento della propria capacità negoziale e, non ultimo, un recupero di risorse economiche aggiuntive derivanti dal risparmio realizzabile.

Dopo l'esperienza al fianco di Consip, Oracle sta ora collaborando con la Regione Piemonte e il CSI per l'implementazione di un portale degli acquisti rivolto a tutti gli enti piemontesi. La realizzazione di una piattaforma che risponda alle esigenze di acquisto di una specifica realtà territoriale implica una progettazione in qualche modo "personalizzata" o si tratta di una infrastruttura "scalabile", ovvero adattabile alle varie tipologie di negoziazioni e utenti?

Le specificità di un sistema di acquisto territoriale sono state analizzate e indirizzate da tempo da Oracle Italia, collaborando con i nostri laboratori di sviluppo per la realizzazione di una serie di funzionalità pensate per le necessità del settore pubblico.
Inoltre per quanto riguarda le realtà "territoriali" abbiamo inserito nella nostra proposta di soluzione, oltre a Oracle Exchange Marketplace, degli ulteriori elementi applicativi che possono supportare quelle parti di processo di acquisto tipico delle aggregazioni territoriali, come ad esempio Oracle Internet Procurement, che consente di gestire e monitorare le fasi di raccolta ed aggregazione dei fabbisogni degli enti Locali.

Avete maturato altre esperienze con la PA centrale e locale in materia di acquisti online?

L'esperienza in corso con Consip ci ha permesso, per primi, di indirizzare e analizzare in dettaglio le specificità del settore pubblico nell'ambito dell'e-procurement. Questo ci ha consentito di avviare una serie di collaborazioni con società informatiche calate nelle realtà degli enti pubblici locali. Senza dimenticare che Oracle Exchange Marketplace è stata sicuramente una delle prime piattaforme utilizzate per realizzare gare on line sottosoglia comunitaria da diverse aziende sanitarie.
Insomma, abbiamo maturato un significativo know how e la continua interazione con gli enti - per i quali ci proponiamo come partner e non solo come fornitori di soluzioni - ci permette di migliorare ed adeguare continuamente la nostra offerta.

Implementare una piattaforma di e-procurement, significa rivedere l'intera procedura relativa agli acquisti. Quali consigli organizzativi darebbe ad un ente pubblico che intende sperimentare soluzioni di e-procurement?

Naturalmente non ci sono consigli validi per tutti. Dipende sempre dalle situazioni di partenza, in particolare rispetto al livello complessivo di informatizzazione dell'ente. Ciò detto vi sono due diversi livelli di approccio all'e-procurement, differenti per quanto riguarda le necessità di riorganizzazione delle procedure. In primo luogo le negoziazioni on line e l'acquisto a convenzione tramite catalogo elettronico sono sicuramente le parti del processo di acquisto che hanno un impatto minimo sull'organizzazione degli enti pubblici poiché interessano principalmente le competenze economali. Inoltre dal punto di vista normativo esse sono già state indirizzate dal legislatore, consentendo agli utilizzatori di agire in modo "sicuro" ottenendo, da un lato, vantaggi in termini di contenimento della spesa, dall'altro, di ridurre i tempi a volte molto lunghi e costosi del processo di acquisto tramite gara tradizionale.
In seconda battuta, ogni ente, valutando i benefici ottenuti dall'utilizzo di queste nuove tecnologie, può in modo graduale automatizzare anche i processi di acquisto che coinvolgono più componenti inerenti all'organizzazione interna, trovando un valido supporto in questa progressione nelle modalità di utilizzo scalabile e flessibile che forniscono le nostre applicazioni.


Che tempi minimi è necessario stimare per l'implementazione di un sistema di e-procurement?

I tempi di messa in opera dei nostri applicativi sono sicuramente limitati e inferiori rispetto all'implementazione di soluzioni sviluppate ad-hoc. Per esempio per quanto riguarda l'esperienza con la Regione Piemonte è stato possibile rendere disponibile il servizio di gare on-line, installando e configurando il nostro applicativo presso il CSI Piemonte, nell'arco di un mese e mezzo.
L'approccio che consigliamo comunque ai nostri clienti è quello "incrementale": prima partire dall'erogazione di servizi che coinvolgano in una fase iniziale solo alcuni enti pubblici "guida", inserendo sul catalogo elettronico un sottoinsieme di categorie merceologiche e fornitori; poi, dopo avere identificato e indirizzato ulteriori necessità specifiche dei vari enti coinvolti, introdurre in modo scalabile tutte le organizzazioni e fornitori che intendono aderire alle iniziative.

Secondo il piano di e-governement previsto dal Ministro Stanca, le amministrazioni saranno tenute ad informatizzare i propri uffici e conseguentemente le proprie procedure lavorative. Crede che questo possa tradursi, in un breve arco di tempo, in un nuovo slancio per il mercato dell'e-procurement?

È logico pensare che il rinnovamento della pubblica amministrazione, vissuto attraverso la realizzazione dei progetti di e-Government, possa sicuramente costituire un momento di opportunità per queste soluzioni. Ma ritengo che i vantaggi dell'e-procurement, che del resto sono immediatamente evidenti e tangibili, sia per le amministrazioni che per i fornitori, rappresentino già uno stimolo alla diffusione di soluzioni di acquisto telematiche.

A Suo giudizio, crede che la PA sia già pronta per gli acquisti online o esistono ancora alcuni ostacoli di tipo normativo che rallentano il processo di trasformazione?

Attualmente la realtà pubblica italiana è all'avanguardia rispetto allo stesso contesto a livello europeo, soprattutto in virtù della formulazione di leggi che permettono di creare strutture di aggregazione degli acquisti e di utilizzare le procedure di negoziazioni on-line. Resta invece ancora molto da fare per snellire i processi interni di acquisto alle aziende pubbliche, sia dal punto di vista della logistica, della gestione informatizzata dei fabbisogni, degli ordini e delle giacenze di magazzino. Insomma, come per le aziende private, è poco utile informatizzare una sola procedura o un singolo segmento. I vantaggi maggiori derivano da una gestione integrata dell'intero processo.
Su questo fronte come Oracle siamo in grado di fornire soluzioni applicative che supportano in modo completo ed integrato le esigenze di innovazione dei processi aziendali.


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