Il sindaco
Laura Tosi
Nata a Sassuolo nel 1941, si è sempre impegnata nella vita politica
e sociale sia come consigliere comunale sia come Presidente Regionale
dell'Associazione Italiana Maestri Cattolici.
Ha svolto l'attività di insegnante per molti anni, attualmente
è membro della Commissione Intercultura del Ministero dell'Istruzione,
e autrice di numerosi testi per l'insegnamento della Religione Cattolica
nelle scuole.
Il
Progetto rappresenta per l'Amministrazione Comunale, per la città,
per la scuola, un risultato, un punto di arrivo ed al contempo un punto
di partenza, un inizio.
Un punto di arrivo, perché la realizzazione di questo progetto
si pone come tappa importantissima del percorso di collaborazione tra
Comune e scuole, collaborazione che si è tradotta nel corso degli
anni in progetti di qualificazione scolastica - finanziati dall'amministrazione
e rivolti a tutti gli ordini di scuole - relativi all'handicap (come
i Tutor, che hanno visto Sassuolo tra i primi in Italia nella creazione
di questa figura di sostegno), alla valorizzazione della storia locale,
alle attività espressive ed artistiche, alle attività
motorie.
Collaborazione, desidero sottolineare, che ha sempre avuto come base,
da parte del Comune, il massimo rispetto e la più profonda chiarezza
dei differenti ruoli: il rispetto per l'autonomia della scuola, dei
precorsi formativi, dell'attività didattica, oltre a rappresentare
un'indispensabile premessa metodologica delle nostre scelte di governo,
ha costituito un modus operandi che, valorizzando le diverse funzioni
ed i diversi ruoli, ha dato vita ad un dialogo arricchente e fertile
per il miglioramento della qualità dei servizi scolastici, dai
nidi alle scuole superiori.
Anche nel caso del Progetto "A Sassuolo la scuola diventa e-community"
il ruolo del Comune è quello di sostegno propositivo al miglioramento
del servizio già in essere nelle realtà scolastiche locali:
un sostegno che, in questo caso, ha in sé una forte connotazione
innovativa, di avanguardia, e di questo le scuole sono ben consapevoli.
Se non ci fosse stata la loro disponibilità a recepire quest'innovazione,
il progetto, è chiaro, non avrebbe neppure mosso i primi passi.
Lo dico con un certo orgoglio: il Comune di Sassuolo ha dimostrato di
essere in grado di mettere in campo e realizzare progettualità
che anticipano le scelte del governo centrale. Lo ha fatto perché
è attento alle esigenze della città, perché il
suo obiettivo è il progresso della comunità ed il miglioramento
dei servizi rivolti ad essa, perché interpreta e traduce le opportunità
offerte dall'information tecnology in uno straordinario strumento di
partecipazione.
Credo
che in questa dichiarazione si possa leggere anche il motivo per cui
abbiamo deciso di rivolgere questa proposta prima di tutto alla scuola,
perché abbiamo deciso di partire dalla scuola. Desidero sottolineare
un concetto appena espresso: l'information tecnology può rappresentare
uno straordinario strumento di partecipazione, intesa come dialogo fra
le persone, arricchimento delle conoscenze, superamento delle barriere
fisiche, sociali, culturali, barriere che i tecnici chiamano Digital
Divide.
Ecco perché siamo partiti dalle scuole: perché quello
è il luogo della formazione, intesa nel senso più alto
del termine, perché la scuola è il luogo dove crescono
i cittadini di domani, perché rivolgendoci agli studenti ed alle
loro famiglie siamo in grado di estendere ad una porzione ampia della
città i benefici della "democrazia digitale".
Desidero
concludere con una riflessione, suggeritami tra l'altro dai dirigenti
scolastici, riflessione che io condivido pienamente: la democrazia digitale,
oggi come nel futuro, non tradirà il suo significato più
profondo, sarà realmente democrazia, solo se non dimenticherà
mai la persona, il rapporto umano, quel dialogo che ci arricchisce vicendevolmente,
e che nessuna fibra ottica, nessun bit, potrà mai, e dovrà
mai, sostituire.
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