L'amministrazione statale italiana
ha da tempo intrapreso un cammino di riorganizzazione delle procedure
lavorative, sia dal punto di vista dell'ottimizzazione delle risorse
umane ed economiche, sia dal punto di vista di un migliore rapporto
con il cittadino. In questo ambito, la razionalizzazione degli acquisti,
anche in virtù dell'introduzione delle nuove tecnologie in materia
di appalti pubblici, è senza dubbio un tema fondamentale.
L'interesse dimostrato dalla
Pubblica Amministrazione verso questi nuovi sistemi di approvvigionamento
ha spinto il mercato a rispondere con lo sviluppo di piattaforme adeguate
a gestire l'intero ciclo degli acquisti per via telematica, dalla pubblicazione
del bando all'aggiudicazione del vincitore. Dal canto suo, il Governo
centrale non è rimasto a guardare. La piattaforma Consip, infatti,
nasce proprio come un servizio pubblico a cui le amministrazioni dell'intero
Paese possono accedere per sottoscrivere convenzioni con i fornitori
presenti sul catalogo.
Basta dare uno sguardo alle
esperienze del Comune di Siena, della Regione Lombardia, del Comune
di Genova, della Provincia di Milano, della Regione Piemonte, della
Regione Emilia-Romagna, etc., per comprendere facilmente quali interessanti
sviluppi possa offrire questa nuova metodologia di acquisti pubblici,
con evidenti risparmi di costi e di tempo nello svolgimento delle procedure
necessarie.
L'approvazione
dell'articolo 24 della nuova finanziaria ha comprensibilmente scatenato
un vivo dibattito sul futuro delle gare telematiche in Italia e soprattutto
sul grado di autonomia che gli enti locali possono mantenere in materia
di approvvigionamenti.
Quando ad Ottobre dello scorso
anno si cominciò a discutere intorno alle conseguenze implicite
nell'approvazione del suddetto articolo, l'Anci non solo si espresse
in maniera decisa contro la nuova finanziaria ma passò a vie
di fatto presentando un emendamento con il quale assicurare ai Comuni
italiani la libertà di stipulare convenzioni con fornitori non
presenti nell'Albo Consip, a patto che presentino offerte economicamente
più vantaggiose rispetto a quelle presenti sul sito www.acquistinretepa.it.
Dal canto suo, Stefano Sepe,
in un suo articolo apparso sul Sole 24 Ore, in data 21 ottobre 2002,
concordava pienamente con le perplessità espresse dall'Associazione
dei Comuni:
| "A veder bene, con le norme
relative alle modalità di acquisto di beni e servizi si configura
una decisa centralizzazione della spesa e di riflesso, una marcata
perdita di autonomia da parte da parte delle singole amministrazioni.
Si tratta di una brusca sterzata rispetto al recente passato. Negli
scorsi, infatti, si era andato accentuando il criterio della responsabilizzazione
delle singole unità organizzative nelle decisioni di spesa.
Il meccanismo non era esente da pecche e necessitava probabilmente
di aggiustamenti. Ma non nel senso della sua sostanziale sconfessione.
La scelta con l'articolo 13 della finanziaria produce, al contrario,
una sorta di azzeramento dei principi di autonomia e di responsabilizzazione". |
Ad oggi la situazione ha sicuramente
raggiunto un clima più disteso, anche in virtù del fatto
che Consip sembra aver scelto la
strada
del dialogo con gli enti locali e i fornitori. Ferruccio
Ferranti, Amministratore Delegato di Consip, ha più volte
ripetutonei suoi interventi pubblici la totale disponibilità
a collaborare con le amministrazioni che desiderano implementare un
sistema di acquisti su scala territoriale, e il recente caso della Regione
Piemonte fornisce una rassicurante conferma di tali propositi.
Oltre ad aver ampliato il numero
dei servizi a disposizione di enti e aziende fornitrici per rispondere
ad una domanda in costante crescita, Consip ha, infine, dimostrato un
forte impegno nell'organizzazione di incontri e seminari finalizzati
a condividere successi ed esperienze con i protagonisti di questa rivoluzione
in atto per le procedure di acquisto.
Dopo una prima fase di confusione
normativa, quindi, la sfida sembra, ora, nuovamente passata alle amministrazioni
pubbliche. L'e-procurement è senza dubbio una soluzione vantaggiosa
ma è anche uno degli ultimi anelli di una catena di trasformazione
organizzativa e tecnologica che ancora costituisce un passo difficoltoso
per gran parte dell'ambiente pubblico.
Il Governo sta dando grande
impulso all'e-government e gli enti devono saper rispondere sfruttando
tutti gli strumenti a disposizione: Consip nasce per questo.