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articolo 24 finanziaria 2003 - e-procurement

 

 

L'amministrazione statale italiana ha da tempo intrapreso un cammino di riorganizzazione delle procedure lavorative, sia dal punto di vista dell'ottimizzazione delle risorse umane ed economiche, sia dal punto di vista di un migliore rapporto con il cittadino. In questo ambito, la razionalizzazione degli acquisti, anche in virtù dell'introduzione delle nuove tecnologie in materia di appalti pubblici, è senza dubbio un tema fondamentale.

L'interesse dimostrato dalla Pubblica Amministrazione verso questi nuovi sistemi di approvvigionamento ha spinto il mercato a rispondere con lo sviluppo di piattaforme adeguate a gestire l'intero ciclo degli acquisti per via telematica, dalla pubblicazione del bando all'aggiudicazione del vincitore. Dal canto suo, il Governo centrale non è rimasto a guardare. La piattaforma Consip, infatti, nasce proprio come un servizio pubblico a cui le amministrazioni dell'intero Paese possono accedere per sottoscrivere convenzioni con i fornitori presenti sul catalogo.

Basta dare uno sguardo alle esperienze del Comune di Siena, della Regione Lombardia, del Comune di Genova, della Provincia di Milano, della Regione Piemonte, della Regione Emilia-Romagna, etc., per comprendere facilmente quali interessanti sviluppi possa offrire questa nuova metodologia di acquisti pubblici, con evidenti risparmi di costi e di tempo nello svolgimento delle procedure necessarie.

L'approvazione dell'articolo 24 della nuova finanziaria ha comprensibilmente scatenato un vivo dibattito sul futuro delle gare telematiche in Italia e soprattutto sul grado di autonomia che gli enti locali possono mantenere in materia di approvvigionamenti.

Quando ad Ottobre dello scorso anno si cominciò a discutere intorno alle conseguenze implicite nell'approvazione del suddetto articolo, l'Anci non solo si espresse in maniera decisa contro la nuova finanziaria ma passò a vie di fatto presentando un emendamento con il quale assicurare ai Comuni italiani la libertà di stipulare convenzioni con fornitori non presenti nell'Albo Consip, a patto che presentino offerte economicamente più vantaggiose rispetto a quelle presenti sul sito www.acquistinretepa.it.

Dal canto suo, Stefano Sepe, in un suo articolo apparso sul Sole 24 Ore, in data 21 ottobre 2002, concordava pienamente con le perplessità espresse dall'Associazione dei Comuni:

"A veder bene, con le norme relative alle modalità di acquisto di beni e servizi si configura una decisa centralizzazione della spesa e di riflesso, una marcata perdita di autonomia da parte da parte delle singole amministrazioni. Si tratta di una brusca sterzata rispetto al recente passato. Negli scorsi, infatti, si era andato accentuando il criterio della responsabilizzazione delle singole unità organizzative nelle decisioni di spesa. Il meccanismo non era esente da pecche e necessitava probabilmente di aggiustamenti. Ma non nel senso della sua sostanziale sconfessione. La scelta con l'articolo 13 della finanziaria produce, al contrario, una sorta di azzeramento dei principi di autonomia e di responsabilizzazione".

Ad oggi la situazione ha sicuramente raggiunto un clima più disteso, anche in virtù del fatto che Consip sembra aver scelto la strada del dialogo con gli enti locali e i fornitori. Ferruccio Ferranti, Amministratore Delegato di Consip, ha più volte ripetutonei suoi interventi pubblici la totale disponibilità a collaborare con le amministrazioni che desiderano implementare un sistema di acquisti su scala territoriale, e il recente caso della Regione Piemonte fornisce una rassicurante conferma di tali propositi.

Oltre ad aver ampliato il numero dei servizi a disposizione di enti e aziende fornitrici per rispondere ad una domanda in costante crescita, Consip ha, infine, dimostrato un forte impegno nell'organizzazione di incontri e seminari finalizzati a condividere successi ed esperienze con i protagonisti di questa rivoluzione in atto per le procedure di acquisto.

Dopo una prima fase di confusione normativa, quindi, la sfida sembra, ora, nuovamente passata alle amministrazioni pubbliche. L'e-procurement è senza dubbio una soluzione vantaggiosa ma è anche uno degli ultimi anelli di una catena di trasformazione organizzativa e tecnologica che ancora costituisce un passo difficoltoso per gran parte dell'ambiente pubblico.

Il Governo sta dando grande impulso all'e-government e gli enti devono saper rispondere sfruttando tutti gli strumenti a disposizione: Consip nasce per questo.

Link d'interesse


www.acquistinretepa.it
l'innovazione nell'acquisto di beni e servizi -
incontro Consip - Milano 22 gennaio 2003

 
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